Antipasti


Insalata di pesci, crostacei e molluschi a vapore

con maionese “maison” € 24


Piccola frittura di crostacei e molluschi con verdure croccanti € 24


Crudo di pesci e crostacei35

(secondo disponibilità del Mercato)


Bruschetta con intingolo di conchiglie tipiche della Sacca di Goro

(vongole veraci|"peverasse" o lupini|fasolari|capetonde|cozze da palo|canestrelli) 24




Pasta



Spaghettoni al nero di polpo24


Fettuccine di pasta fresca all'Emiliana con asparagi di Mesola e crostacei

fonduta di Gouda al tartufo € 24


"Fazzoletti" di ricotta, burrata e tartufo

con battuto di crostacei a vapore all'olio extravergine d'oliva € 24


Cappelletti di anguilla leggermente affumicata

con piselli freschi da "sgrano" e salsa di foie gras allo zenzero24






Secondi


Un pesce cotto alla brace, accompagnato da ortaggi di stagione € 26


Frittura mista di pesce dell’Alto Adriatico26


Gratin di seppie novelle con asparagi di Mesola al burro dolce € 28


Filetto di pescato del giorno arrostito

con carciofi baby cotti a fuoco lento € 28


Anguilla di “cattura” cotta sulle braci30



Assortimento di formaggi

latte di capra|pecora|vacca

10

Il formaggio del Mese

Queso Canario

latte di capra

Isole Canarie, Lanzarote, Spagna

8







Coperto, servizio, acqua, aperitivo e stuzzichino compresi nel prezzo delle pietanze


I piatti contrassegnati con (*) sono preparati con materia prima congelata o surgelata all’origine. Alcuni prodotti freschi di origine animale, così come i prodotti della pesca somministrati crudi, vengono sottoposti ad abbattimento rapido di temperatura per garantirne la qualità e la sicurezza, come descritto nel Piano HACCP ai sensi del Reg. CE 852/04 e Reg. CE 853/04.

Il cliente è pregato di comunicare al personale di sala la necessità di consumare alimenti privi di determinate sostanze allergeniche prima dell’ordinazione. Durante le preparazioni in cucina, non si possono escludere contaminazioni crociate. Pertanto i nostri piatti possono contenere le sostanze allergeniche indicate nell'ALLEGATO II “SOSTANZE O PRODOTTI CHE PROVOCANO ALLERGIE O INTOLLERANZE” del REGOLAMENTO (UE) N. 1169/2011 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 Ottobre 2011. Tale allegato è consultabile all'interno del ristorante oppure all'indirizzo https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A32011R1169

In questo locale si serve acqua potabile microfiltrata.












2022


Dolci




Millefoglie croccante con crema chantilly e salsa al caramello


3 cioccolati Valrhona

spuma leggera realizzata con copertura

fondente, al latte e bianca


Bignè fritti caramellati

salsa al mandarino


Meringata all'Italiana, salsa di cacao amaro




Un dolce € 10








Si ricordi di indossare sempre la mascherina ogni volta che si alza dal tavolo per qualsiasi motivo, facciamo in modo di preservare la sicurezza di tutti!  

IL CONTO SI CHIEDE E SI PAGA AL TAVOLO.

Grazie della collaborazione.


Carta del Vino Ridotta



Questa è una carta del vino ridotta, scusateci ma è impossibile pulire adeguatamente la nostra proposta. Siamo a Vostra disposizione per segnalarvi bottiglie non presenti o consigli per gli abbinamenti più consoni. Sono a disposizione anche vini al calice. Il prezzo al bicchiere del vino parte da €8,00 a salire, dipende dal tipo di richiesta. A vostra disposizione.



LA NOSTRA   CANTINA a cura di Samuele Bison e Luca Anselmi



Spumanti e frizzanti


Italia


Bosco Eliceo DOC bianco, Mattarelli (trebbiano di Romagna e malvasia bianca di Candia)


“Prodotto da uve Trebbiano Romagnolo e Malvasia di Candia, dopo la Vinificazione a temperatura controllata si presenta con colore paglierino chiaro e con un profumo delicato e caratteristico. Il sapore fresco e gradevole e la fermentazione naturale metodo charmat lo rendono estremamente leggero e sottile.”



Emilia Romagna, Vigarano Mainarda 16€


Rosa x Emy “rosaperchiosa”, Mattarelli (Fortana)


Prodotto da sole uve  Fortana le più rappresentative del nostro teritorio dopo la vinificazione a temperatura controllata con brevissimo contatto con le bucce segue uno charmat lunghissimo.. si presenta con colore rosa antico,  con un profumo delicato e caratteristico. Sapore fresco e gradevole, la fermentazione naturale metodo charmat lo rendono estremamente leggero e sottile. Un bel centro per Emanuele questo Fortana presentato solo poco tempo fa al Vinitaly, naturalezza, eleganza e grande bevibilità senza snaturare il vitigno d’origine con grande rispetto del territorio.. un bel connubio tra innovazione e tradizione, Emanuele è riuscito a domare e a mitigare il carattere burbero ed acido del Fortana donandogli eleganza nel rispetto del territorio.”


Emilia Romagna, Vigarano Mainarda 20€


Bele Casel - Asolo Prosecco superiore DOCG Extra-dry


Vinificazione: Pressatura soffice con pressa pneumatica, decantazione statica del mosto senza utilizzo di prodotti enologici. Affinamento in serbatoi di acciaio per almeno 4 mesi. Presa di spuma: Metodo Martinotti. Durata fermentazione: 40/50 giorni. Dati analitici. Aspetto: Colore giallo paglierino, perlage fine e persistente

Profumo: Ricorda la mela gialla, la pesca, può ricordare la frutta tropicale

Gusto: Minerale, quasi salato, persistente, ben bilanciato ed elegante.


Veneto, Caerano San Marco 35€


280 slm 2020 Costadilà, Triple “A”


Non è facile cercare di collocare fisicamente l’Azienda Agricola Costadilà, anche perché sono diversi i piccoli vigneti di alta collina che coltiva e che concorrono a circondarla di un lieve alone di mistero. Ci aiutano un po’ i toponimi Combai, Campea, Osigo, Con Alti, San Lorenzo che identificano alcuni di questi appezzamenti e che riportano alle Colline dell’Alto Trevigiano, nel cuore della zona storica di produzione del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene. 

Protagonista indiscusso, fondatore e anima dell’azienda è stato Ernesto Cattel, prematuramente scomparso, che oggi ha affidato la sua visione del mondo vitivinicolo e contadino, assieme alla gestione dell’azienda – nata nel 2006- alle mani di Alex e Martina. In ossequio ai principi ispiratori di Ernesto, Costadilà produce seguendo le tecniche agricole del metodo biologico, con gli interventi prettamente manuali di una viticoltura rispettosa del territorio e dell’ambiente, e lavora in cantina secondo la tradizione, con il solo aiuto dei lieviti indigeni delle proprie uve.

I vini sono il frutto della macerazione di uve autoctone a bacca bianca, prevalentemente Glera, Bianchetta Trevigiana e Verdiso. La rifermentazione dei vini Costadilà avviene unicamente in bottiglia. I vini 280 slm, 330 slm e 450 slm sono quelli che meglio rappresentano questa filosofia e questo stile, dove la mano del vignaiolo accompagna il frutto della vite nel suo naturale percorso di crescita. I loro nomi derivano dalle altitudini dei vigneti di origine. L’attività aziendale è ispirata al recupero del tradizionale podere agricolo a ciclo chiuso; i progetti futuri prevedono, oltre all’allevamento di bovini già in atto, l’introduzione di ovicaprini e suini, anche allo stato brado.


PERCHÉ


Il 280 slm Bianco Frizzante di Costadilà è un vino bianco macerato frizzante pieno e succoso. Il nome lo prende dai 280 metri di altezza sul livello del mare della vigna da cui proviene. I sentori di frutta gialla si amalgamano alla perfezione con quelli degli agrumi e della pietra focaia. La sua morbidezza e abbondanza viene bene equilibrata da freschezza e ottima persistenza.


QUANDO


Quando arriva l’ora della merenda, il 280 slm Bianco Frizzante abbinato alla semplicità di un bel panino condito con olio extravergine, origano e pomodori sarà la bomba di genuinità perfetta per allietare il tuo pomeriggio.


Veneto, Vittorio Veneto 30€



Bele Casel - Asolo Prosecco superiore DOCG “Vecchie Uve” 2017 (Glera, Marzemina bianca, Rabbiosa, Bianchetta trevigiana, Perera)


Età media: 50 anni. Gestione: Biologico


Sistema di allevamento: doppio capovolto. Terreno: marnoso-argilloso dal tipico colore grigio. Ricco di calcare e sostanza organica

Vinificazione: Pressatura soffice con pressa pneumatica, decantazione statica del mosto senza utilizzo di prodotti enologici. Presa di spuma: Metodo Martinotti lungo, 17 mesi di stasi sui lieviti. Invecchiamento: 6/8 anni in bottiglia.


Veneto, Caerano San Marco 35€


Ress - Trento DOC brut (Chardonnay, Pinot nero)


Viticoltori fin dalla metà del 1900, questa famiglia negli ultimi anni ha dedicato le proprie energie alla produzione di Trentodoc nelle versioni Brut, Rosé e Riserva, grazie all’esperienza di papà Luigi e agli studi ed esperienze dei figli. La suggestiva cantina, formata in una grotta scavata nella roccia, un tempo rifugio della prima guerra Mondiale, regala un ambiente suggestivo, unico e particolarmente adatto alla creazione di questa tipologia di vino.

Il Brut Rosé Maria Rosa e la Riserva Emilio portano i nomi di chi nella famiglia è stato amato ed importante.



Trentino, San Michele all’Adige 45€





Franz Haas - Alto Adige metodo classico DOC blanc de noirs 2016 (100% Pinot nero)


ZONA DI PRODUZIONE:

Le uve di Pinot Nero del nostro Pas Dosé sono coltivate a Guyot e crescono tra 750 e 1.150 metri. I vigneti si trovano su terreni misti di dolomia e porfido, con esposizione a sud e sud-ovest.

METODO DI VINIFICAZIONE:

L’uva viene in parte pigiata intera, mentre la restante parte viene diraspata e poi pigiata. Il primo affinamento avviene solo in acciaio per sei mesi e nella primavera successiva al raccolto avviene l’imbottigliamento (tiraggio). In seguito, il vino rimane sui lieviti per quattro anni circa. Solo sei mesi prima della messa in vendita avviene la sboccatura.


Alto Adige, Montagna 65€





Ca del Bosco - Franciacorta DOCG Dosaggio Zero Vintage Collection 2013 (65% Chardonnay, 18% Pinot bianco, 22% Pinot nero)


Rigore. Come le armoniche note di una complessa partitura d'orchestra, ogni fase della produzione deve essere eseguita seguendo i tempi e le cadenze che la perfezione richiede. Vintage Collection Dosage Zéro non ha alcuna aggiunta di liqueur d'expédition (sciroppo di dosaggio aggiunto in minima quantità negli altri Franciacorta durante la fase di dégorgement). Un Franciacorta puro, sincero, frutto della migliore espressione di uno straordinario terroir e dell'uomo che ne ha intuito il carattere e le potenzialità. Destinato a quel pubblico di conoscitori che amano questo stile. Eccellente aperitivo, ottimo per accompagnare frutti di mare e pesce crudo.



Lombardia, Erbusco 75€





Cavalleri - Franciacorta DOCG brut Blanc de Blancs Dosaggio Zero


ABBIAMO IMPARATO A FARE IL VINO GUIDATI DALL’ISTINTO E DALL’ESPERIENZA,

SUPPORTATI DAL NOSTRO GUSTO, ma il nostro lavoro ci seduce e ci affascina solo attraverso la concretezza appagante di tutto ciò che sappiamo fare con le mani.

Ne siamo convinti: la strada che dal biologico scorre a fianco di una biodinamica

ragionata è quella giusta da percorrere per produrre un vino

capace di raccontare la nostra terra, le nostre vigne e la nostra storia.

Ciò che siamo.

Gran parte dei nostri sforzi è volta a garantire a questa cuvée

senza annata, oltre ad un livello qualitativo eccellente

e costante, la personalità e la "beva" Cavalleri. Dopo che da qualche anno la salutare brezza biodinamica sta soffiando sui nostri vigneti, abbiamo deciso di introdurre nei vini base del Blanc de Blancs anche un 15% di fermentazioni con lieviti indigeni.


Piccoli passi, coerenti e graduali, del nostro cammino verso il Franciacorta per antonomasia, dentro al quale la finezza e l’eleganza dello chardonnay di Erbusco, solo di collina, si accrescono sorprendentemente nel tempo.


Lombardia, Erbusco 50€


Cavalleri - Franciacorta DOCG saten 2018 (100% Chardonnay ) 


La stagione è stata molto ben bilanciata, con un’ottima escursione termica tra il giorno e la notte sia in luglio che in agosto, durante la fase di maturazione.

I mosti, ancor prima di iniziare la fermentazione, risultavano estremamente profumati e fragranti, indice di una maturità e complessità aromatica delle uve fuori dal comune.


Proseguendo nel lavoro di cesellatura che stiamo portando avanti da anni sulla lavorazione dei nostri vini, nell’annata 2016 abbiamo incrementato la quota di basi con fermentazione con lieviti indigeni, che compongono il 20% dell’assemblaggio di questo Satèn. 


Crediamo che questa possa essere la strada giusta per tipicizzare i nostri Franciacorta, arricchendoli di sfaccettature e di maturità di frutto, pur preservando l’eleganza e la pulizia che da sempre li contraddistinguono.


Lombardia, Erbusco 50€ 

IN ARRIVO


Cavalleri - Franciacorta DOCG rosé 2017 (80% Pinot nero, 20% Chardonnay)


La stagione 2016 è stata molto positiva per la maturazione del pinot nero in Franciacorta. L’estate è stata poco piovosa ed anticipata rispetto alla media, ma il nostro appezzamento di pinot nero, rivolto a nord ed in vista del Lago d’Iseo, si è espresso in modo eccellente.

La base è risultata ricca, strutturata e con un varietale molto pronunciato.


Già dal colore, un rosa vivido ma non eccessivamente carico, si intuisce il profilo del vino: un rosé elegante e suadente, con un piacevole finale di bocca profondo e fresco.



Lombardia, Erbusco 50€



Cortefusia - Franciacorta DOCG Zero 2014 (75% Chardonnay, 25% Pinot nero)


Vinificazione: in bianco con pressa pneumatica e separazione della I^ e II^ spremitura. Dopo l’illimpidimento del mosto, avviene l’inoculo di lieviti selezionati per la fermentazione in vasche di acciaio inox a temperatura controllata. Segue il travaso e abbassamento della temperatura a circa 10°C per evitare la fermentazione malolattica, continuiamo con regolari battonage fino all’assemblaggio delle migliori basi spumante dell’annata, a formare la Cuvée che a Marzo, aggiunto lo “sciroppo di tiraggio”, viene imbottigliata, tappata con il tappo a corona e coricata in catasta per la presa di spuma.

Maturazione ed Affinamento: le bottiglie accatastate restano 50 mesi a contatto con i lieviti prima del “remouage”. Successivamente sboccate e dosate solo con lo stesso vino.

Tiraggio:primavera successiva alla vendemmia.



Lombardia, Coccaglio 85€


Faccoli - Franciacorta DOCG Extra brut (60% Chardonnay, 20% Pinot bianco, 20% Pinot nero)


L’Extra Brut è dosato a seconda dell’annata e del tempo che ha passato sui lieviti, ma sempre molto poco. Si sente il vino per ciò che è, e il suo valore sta nel fatto che la bottiglia finisce subito...

Il Franciacorta Extra Brut è la tipologia meno comunicata del territorio: si rivolge ad un pubblico particolare, dati i dosaggi minimi; è adatto a palati che cercano prodotti estranei ai convenzionali criteri di piacevolezza. L’extra brut Faccoli è la tipologia che distingue l’azienda, il prodotto in cui si identifica e attraverso il quale cerca l’affermazione del proprio marchio.



Lombardia, Coccaglio 45€


Faccoli - Franciacorta DOCG rosé brut (60% Pinot nero, 30% Chardonnay, 10% Pinot bianco)


Il carattere della tipologia rosè è orientato al frutto e alla facilità di beva: immediato e fragrante, senza rinunciare alla struttura del pinot nero. 


L’azienda spumantizza Franciacorta rosè dal 1984; negli ultimi anni il numero di bottiglie prodotte è aumentato, così come la percentuale di pinot nero nell’uvaggio. Le prossime annate riveleranno le reali potenzialità del rosè Faccoli, esaltate dall'intento di unire la finezza e la struttura dell'uvaggio alla potenza del territorio.



Lombardia, Coccaglio 50€



Réva - VSQ “Solonoir” brut (100% Pinot nero)


Perlage fine e persistente. Giallo paglierino con riflessi dorati. Note di pesca, pera e frutta a polpa bianca in genere, si uniscono a sentori complessi ed eleganti, che ricordano il pane appena sfornato e la frutta secca tostata. Il sorso è cremoso ed elegante, lungo nella persistenza, fresco e sapido in chiusura.



Piemonte, Monforte d’Alba 55€


Ettore Germano - Alta Langa DOCG 2018 (Pinot nero, Chardonnay)


L’uva viene raccolta manualmente in cassette, dopodiché introdotta intera nella pressa dalla quale si separa il primo mosto fiore. La fermentazione alcolica avviene a bassa temperatura.

Conclusa la fermentazione alcolica, il vino permane sui lieviti per un periodo di affinamento, durante il quale vengono effettuati alcuni bâtonnages. 


Il tiraggio viene effettuato in primavera con aggiunta di lieviti selezionati e la seconda fermentazione in bottiglia, compreso il periodo di affinamento sui lieviti, è di almeno 30 mesi. 


Segue la sboccatura delle bottiglie che vengono ricolmate con medesimo vino spumante, senza aggiunta di alcuna liqueur d’expedition.


Piemonte, Serralunga d’Alba 65€


Orsolani - Erbaluce di Caluso spumante Extra-Brut DOCG 2015


“Aurora” era la locanda della nostra famiglia ai primi del ‘900, dove il bisnonno Giovanni amava offrire nelle occasioni importanti le bottiglie spumeggianti che produceva e conservava gelosamente. In ricordo di quegli anni ed in memoria di quella generazione abbiamo dedicato il nostro metodo classico. 


Il colore è paglierino molto elegante con un fine perlage, il profumo è dominato da aromi che ricordano erbe aromatiche, anice e menta ed una leggera crosta di pane ricordo di una lunga permanenza sui lieviti.

In bocca è pieno con entrata robusta seguita da una sensazione sapida e minerale che chiude molto secco.


Piemonte, San Giorgio di Caluso 65€


Ermes Pavese - “Esprit Fou” (Prie blanc)


I grappoli interi non diraspasti subiscono una pressatura soffice. Il mosto viene spostato nella botte di acciaio, quando inizia la fermentazione essa viene bloccata e il vino viene messo in bottiglia. Nella bottiglia la fermentazione ricomincia e si conclude. 

Il vino non viene filtrato presenta quindi al suo interno i lieviti, il fondo.


Profumo: macedonia di frutta



Valle d’Aosta - Morgex 65€


Ermes Pavese - Blanc de Morgex et de la Salle DOC “Pavese XXXIV” (Prie blanc) 2016


La nostra Azienda comincia a muovere i primi passi nell’anno 1999, raccogliendo esperienze di famiglia e i consigli di Marziano Vevey, storico produttore del Blanc de Morgex et de La Salle.  Nel volgere di pochi anni la nostra dimensione cambia e ci affacciamo al mercato estero. I vini prodotti sono tre: oltre al Blanc de Morgex et de La Salle tradizionale, nel 2001 escono Nathan - Blanc de Morgex et de La Salle affinato in barriques e Ninive - vino da uva stramatura.


Nel 2010, in occasione dell’inaugurazione dell’ampliamento della cantina, viene presentato Le 7 Scalinate – Carlo Pavese, un Blanc de Morgex et de La Salle le cui uve provengono da un unico vigneto, in quella zona di terrazzamenti che a Morgex viene definita  “le 7 scalinate”. Il vino è dedicato allo zio Carlo, mancato qualche anno prima, che fin dall’inizio aveva creduto e sostenuto il progetto di Ermes. Nel 2012 esce il primo Metodo Classico “Pavese”.


I grappoli interi non diraspati subiscono una pressatura soffice. La prima fermentazione viene fatta in acciaio. Dopo una permanenza di circa 9 mesi sulle fecce fini viene imbottigliato con dei lieviti naturali selezionati. Avviene così una seconda fermentazione in bottiglia. Dopo 36 mesi passati sui lieviti, viene effettuata la sboccatura.


Al momento del ricolmo non vengono aggiunti zuccheri, ma solamente lo stesso vino della stessa annata.



Valle d’Aosta - Morgex 75€



Franciacorta  Zero Uno, Andrea Arici – Dosaggio Zero



Il Franciacorta Dosaggio Zero Uno di Arici è uno spumante molto fresco, secco e minerale da Chardonnay e Pinot Nero, affinato sui lieviti per almeno 18 mesi. Il bouquet è composto da crosta di pane, fiori e frutta bianca. Il gusto è incisivo, energico e molto asciutto, dalla mineralità quasi salina…


Il rispetto per il territorio, sempre e comunque. Questo è che quello che ha spinto Andrea Arici a recuperare, alla fine degli anni ‘90, alcuni vigneti terrazzati nel comune di Gussago, per dare inizio a una produzione di spumanti non dosati, da cui potesse emergere la vera personalità di uno dei terroir più vocati in Italia per la produzione di bollicine, la Franciacorta. 

Questo Dosaggio Zero Colline della Stella si presenta con un biglietto da visita improntato sulla mineralità, caratteristica che si sviluppa grazie a una beva secca, scorrevole e pulita, decisamente appagante.


Il Franciacorta Dosaggio Zero Collina della Stella di Arici nasce da un taglio dove, accanto allo Chardonnay, troviamo una piccola percentuale di Pinot Nero. Le uve, accuratamente raccolte durante la fase della vendemmia, effettuano una prima fermentazione in acciaio, rimanendo sulle fecce fini per un semestre. 



Poi, come previsto dalle regole di produzione del Metodo Classico, si procede con la seconda rifermentazione in bottiglia, dove il vino rimane a maturare sui propri lieviti per almeno 18 mesi, al termine dei quali si procede con le operazioni di sboccatura, senza aggiungere alcun sciroppo di dosaggio.


Questo Franciacorta Dosaggio Zero Colline della Stella si presenta nel bicchiere con un colore giallo paglierino intenso, brillante e luminoso; il perlage è di grana fine e persistente. Il ventaglio di profumi che si sviluppa al naso racconta note fresche, dominate da sensazioni floreali e fruttate, impreziosite anche da sfumature di pane tostato e lieviti. 


All’assaggio colpisce per la spiccata mineralità, che si sviluppa su un sorso perfettamente equilibrato, dalla trama fresca e asciutta. Una bottiglia che rappresenta il primo passo all’interno della gamma realizzata da Arici, giovane cantina che, in ogni etichetta, presenta il terroir franciacortino con onestà e trasparenza.



Lombardia – Gussago 45€





Franciacorta  Zero Millesiamoto 2016, Andrea Arici – Dosaggio Zero




Colline della Stella è una cantina che brilla nel firmamento della Franciacorta, nata alla fine degli anni novanta dalla grande e giovane passione di Andrea Arici, insieme all’esperienza dell’enologo e amico Nico Danesi e del wine blogger di Terra Uomo Cielo Giovanni Arcari.



All’inizio della storia di Colline della Stella, Andrea Arici, appena ventenne, con l’aiuto di suo padre Francesco, decise di recuperare dei vecchi terrazzamenti abbandonati, invasi dai rovi tra muri di sostentamento antichi ormai crollati, situati nell’estremo est del territorio della Franciacorta, nel bresciano, nel comune di Gussago. 


Queste terre si estendono su colline dai ripidi pendii e dai suoli fortemente calcarei, una culla ideale per i vigneti di pinot nero di Andrea, il cui stile pieno e vigoroso emerge fin dal primo aroma.



Scegliendo di diventare l’unico vignaiolo dedito a produrre esclusivamente Franciacorta a Dosaggio Zero, Andrea ha voluto esaltare il carattere più puro delle sue uve. Una decisione coraggiosa che si fa espressione di una filosofia: senza aggiunte zuccherine si possono infatti assaporare una sapidità e una mineralità entusiasmanti, profonde ed eleganti…un perfetto racconto di un territorio e dell’amore per i sapori della Franciacorta.


Il Dosaggio Zero Colline della Stella si caratterizza per un sorso appagante e veritiero. Si tratta di un Franciacorta Riserva Millesimato, che porta con sé le caratteristiche della vendemmia del 2010. Una bottiglia con cui la cantina Arici tocca l’apice dell’affinamento dei propri prodotti, facendo rimanere a contatto coi lieviti per ben 5 anni questa Riserva, realizzando una bollicina dal profilo espressivo e incisivo, dove personalità e carattere si avvertono sin dai primi istanti.



Arici, cantina situata a Gussago in provincia di Brescia, ci presenta un Franciacorta Riserva Dosaggio Zero Colline della Stella in versione Blanc de Blancs, dove è lo Chardonnay a recitare la parte dell’unico protagonista. 


Le uve, provenienti dal cru di Cudula, a circa 150-300 metri sul livello del mare, una volta selezionate effettuano una prima fermentazione in acciaio, rimanendo sei mesi sulle fecce fini. In seguito, in linea con i dettami tipici del Metodo Classico, si effettua la rifermentazione in bottiglia, che si protrae per circa 60 mesi. Al termine di questo periodo si procede con le operazioni di sboccatura, senza aggiungere alcun liquore di dosaggio.



Il Franciacorta Riserva Dosaggio Zero di Colline della Stella si manifesta alla vista con un colore decisamente paglierino, molto intenso; la grana del perlage appare sottile e persistente. Il bouquet di profumi che avviluppano il naso esprime note complesse, che, da sensazioni agrumate e floreali, virano verso la pasticceria e la crosta di pane. 


In bocca ha una struttura importante vista la lunga permanenza sui lieviti, e un sorso sapido vellutato e cremoso, contraddistinto da una piacevole freschezza. Un’etichetta con cui la cantina Arici ci racconta una bollicina soggetta a un’importante maturazione, da consumare durante le occasioni più formali e importanti.



Lombardia – Gussago  65€




Franciacorta  Zero Riserva Francesco Arici 2012 , Andrea Arici – Dosaggio Zero



Colline della Stella è una cantina che brilla nel firmamento della Franciacorta, nata alla fine degli anni novanta dalla grande e giovane passione di Andrea Arici, insieme all’esperienza dell’enologo e amico Nico Danesi e del wine blogger di Terra Uomo Cielo Giovanni Arcari.



All’inizio della storia di Colline della Stella, Andrea Arici, appena ventenne, con l’aiuto di suo padre Francesco, decise di recuperare dei vecchi terrazzamenti abbandonati, invasi dai rovi tra muri di sostentamento antichi ormai crollati, situati nell’estremo est del territorio della Franciacorta, nel bresciano, nel comune di Gussago. 


Queste terre si estendono su colline dai ripidi pendii e dai suoli fortemente calcarei, una culla ideale per i vigneti di pinot nero di Andrea, il cui stile pieno e vigoroso emerge fin dal primo aroma.



Scegliendo di diventare l’unico vignaiolo dedito a produrre esclusivamente Franciacorta a Dosaggio Zero, Andrea ha voluto esaltare il carattere più puro delle sue uve. Una decisione coraggiosa che si fa espressione di una filosofia: senza aggiunte zuccherine si possono infatti assaporare una sapidità e una mineralità entusiasmanti, profonde ed eleganti…un perfetto racconto di un territorio e dell’amore per i sapori della Franciacorta.


Il Dosaggio Zero Colline della Stella si caratterizza per un sorso appagante e veritiero. Si tratta di un Franciacorta Riserva Millesimato, che porta con sé le caratteristiche della vendemmia del 2010. Una bottiglia con cui la cantina Arici tocca l’apice dell’affinamento dei propri prodotti, facendo rimanere a contatto coi lieviti per ben 5 anni questa Riserva, realizzando una bollicina dal profilo espressivo e incisivo, dove personalità e carattere si avvertono sin dai primi istanti.



Arici, cantina situata a Gussago in provincia di Brescia, ci presenta un Franciacorta Riserva Dosaggio Zero Colline della Stella in versione Blanc de Blancs, dove è lo Chardonnay a recitare la parte dell’unico protagonista. 


Le uve, provenienti dal cru di Cudula, a circa 150-300 metri sul livello del mare, una volta selezionate effettuano una prima fermentazione in acciaio, rimanendo sei mesi sulle fecce fini. In seguito, in linea con i dettami tipici del Metodo Classico, si effettua la rifermentazione in bottiglia, che si protrae per circa 60 mesi. Al termine di questo periodo si procede con le operazioni di sboccatura, senza aggiungere alcun liquore di dosaggio.



Il Franciacorta Riserva Dosaggio Zero di Colline della Stella si manifesta alla vista con un colore decisamente paglierino, molto intenso; la grana del perlage appare sottile e persistente. Il bouquet di profumi che avviluppano il naso esprime note complesse, che, da sensazioni agrumate e floreali, virano verso la pasticceria e la crosta di pane. 


In bocca ha una struttura importante vista la lunga permanenza sui lieviti, e un sorso sapido vellutato e cremoso, contraddistinto da una piacevole freschezza. Un’etichetta con cui la cantina Arici ci racconta una bollicina soggetta a un’importante maturazione, da consumare durante le occasioni più formali e importanti.



Lombardia – Gussago  75€



Réva - VSQ “Solonoir” brut (100% Pinot nero)


Perlage fine e persistente. Giallo paglierino con riflessi dorati. Note di pesca, pera e frutta a polpa bianca in genere, si uniscono a sentori complessi ed eleganti, che ricordano il pane appena sfornato e la frutta secca tostata. Il sorso è cremoso ed elegante, lungo nella persistenza, fresco e sapido in chiusura.



Piemonte, Monforte d’Alba 55€


Ettore Germano - Alta Langa DOCG 2018 (Pinot nero, Chardonnay)


L’uva viene raccolta manualmente in cassette, dopodiché introdotta intera nella pressa dalla quale si separa il primo mosto fiore. La fermentazione alcolica avviene a bassa temperatura.

Conclusa la fermentazione alcolica, il vino permane sui lieviti per un periodo di affinamento, durante il quale vengono effettuati alcuni bâtonnages. 


Il tiraggio viene effettuato in primavera con aggiunta di lieviti selezionati e la seconda fermentazione in bottiglia, compreso il periodo di affinamento sui lieviti, è di almeno 30 mesi. 


Segue la sboccatura delle bottiglie che vengono ricolmate con medesimo vino spumante, senza aggiunta di alcuna liqueur d’expedition.


Piemonte, Serralunga d’Alba 65€



Orsolani - Erbaluce di Caluso spumante Extra-Brut DOCG 2015


“Aurora” era la locanda della nostra famiglia ai primi del ‘900, dove il bisnonno Giovanni amava offrire nelle occasioni importanti le bottiglie spumeggianti che produceva e conservava gelosamente. In ricordo di quegli anni ed in memoria di quella generazione abbiamo dedicato il nostro metodo classico. 


Il colore paglierino molto elegante con un fine perlage, il profumo dominato da aromi che ricordano erbe aromatiche, anice e menta ed una leggera crosta di pane ricordo di una lunga permanenza sui lieviti.

In bocca pieno con entrata robusta seguita da una sensazione sapida e minerale che chiude molto secco.


Piemonte, San Giorgio di Caluso 65€


Ermes Pavese - “Esprit Fou” (Prie blanc)


I grappoli interi non diraspasti subiscono una pressatura soffice. Il mosto viene spostato nella botte di acciaio, quando inizia la fermentazione essa viene bloccata e il vino viene messo in bottiglia. Nella bottiglia la fermentazione ricomincia e si conclude. 

Il vino non viene filtrato presenta quindi al suo interno i lieviti, il fondo.


Profumo: macedonia di frutta



Valle d’Aosta - Morgex 65€


Ermes Pavese - Blanc de Morgex et de la Salle DOC “Pavese XXXIV” (Prie blanc) 2016


La nostra Azienda comincia a muovere i primi passi nell’anno 1999, raccogliendo esperienze di famiglia e i consigli di Marziano Vevey, storico produttore del Blanc de Morgex et de La Salle.  Nel volgere di pochi anni la nostra dimensione cambia e ci affacciamo al mercato estero. I vini prodotti sono tre: oltre al Blanc de Morgex et de La Salle tradizionale, nel 2001 escono Nathan - Blanc de Morgex et de La Salle affinato in barriques e Ninive - vino da uva stramatura.


Nel 2010, in occasione dell’inaugurazione dell’ampliamento della cantina, viene presentato Le 7 Scalinate – Carlo Pavese, un Blanc de Morgex et de La Salle le cui uve provengono da un unico vigneto, in quella zona di terrazzamenti che a Morgex viene definita  “le 7 scalinate”. Il vino è dedicato allo zio Carlo, mancato qualche anno prima, che fin dall’inizio aveva creduto e sostenuto il progetto di Ermes. Nel 2012 esce il primo Metodo Classico “Pavese”.


I grappoli interi non diraspati subiscono una pressatura soffice. La prima fermentazione viene fatta in acciaio. Dopo una permanenza di circa 9 mesi sulle fecce fini viene imbottigliato con dei lieviti naturali selezionati. Avviene così una seconda fermentazione in bottiglia. Dopo 36 mesi passati sui lieviti, viene effettuata la sboccatura.


Al momento del ricolmo non vengono aggiunti zuccheri, ma solamente lo stesso vino della stessa annata.


Valle d’Aosta - Morgex 75€


Nicola Gatta, Cuvée Brut 'Ombra 30 Lune'



Lo Spumante Metodo Classico Cuvée Brut "Ombra 30 Lune" di Nicola Gatta è il biglietto da visita di questo artigiano delle colline di Gussago. Una bollicina cremosa e appagante, di agile freschezza e sferzante sapidità, magnetica al naso con profumi fragranti di pane, di agrumi succosi e mela verde croccante; piace a tutti e non delude nessuno! Vino artigianale, fatto come una volta.


Lo Spumante Metodo Classico Cuvée Brut “Ombra 30 Lune” è il biglietto da visita di Nicola Gatta, una bollicina gustosa ed appagante dalla beva spensierata. Nicola Gatta è un vero e proprio istrione, frontman della Franciacorta artigianale, sia in virtù di liquidi rifiniti e complessi, ma anche per via della sua passione trascinante e del suo modo di fare affabile. 


A Gussago, comune ormai celebre per la qualità raggiunta da alcuni eccellenti produttori locali, Nicola coltiva 5 ettari e mezzo di vigna adibiti a Chardonnay e Pinot Nero, seguendo i precetti della biodinamica ed escludendo di conseguenza l'utilizzo di qualsiasi sostanza chimica o di sintesi in modo da preservare la vitalità di terreni e piante. La sua linea di spumanti è divisa secondo il tempo di affinamento sui lieviti, che va dai 30 ai 70 mesi in un crescendo di complessità ed emozioni.


 La Franciacorta che ci piace e di cui abbiamo bisogno.





Il Metodo Classico Cuvée Brut "Ombra 30 Lune" è ottenuto da un uvaggio costituito in prevalenza da Chardonnay ed un saldo di Pinot Nero, con uve provenienti da vigne site a 400 metri d'altitudine in quel di Gussago. In vigna, come già accennato, si pratica l'agricoltura biodinamica mentre in cantina si prosegue con fermentazione alcolica spontanea per i vini base e rifermentazione in bottiglia seguita da lunghi affinamenti sui lieviti.


La Cuvée Brut "Ombra 30 Lune" si presenta nel calice con perlage fine e persistente e veste gialla paglierina. Naso fragrante e di grandissima pulizia, semplice ma al contempo non privo di dettagli: c'è la scorza d'agrume, la mela verde e la crosta di pane, che si susseguono in una dinamica spontanea e vitale. 


Il sorso è polposo ma slanciato, perfettamente bilanciato tra freschezza ed apporto salino. Metodo classico dalla beva compulsiva, fedele compagno di giornate assolate e non solo.




Lombardia – Gussago 50€



Champagne e Champanoise 



Pascal Doquet - Blanc de blancs “Horizon”


La storia della cantina “Pascal Doquet” ha avuto inizio nel 1974, quando Michel Doquet e Nicole Jeanmaire recuperarono i vecchi vigneti di proprietà, iniziando a vinificare personalmente le uve. Nel 1995 il figlio Pascal prende in mano le redini del Domaine e nel 2004, assieme alla moglie Laure, rileva totalmente l’attività di famiglia, trasformando il marchio storico in quello attuale, “Pascal Doquet”, e soprattutto proseguendo il lavoro già avviato in passato secondo i criteri dell’agricoltura biologica, certificata dal 2010. Pascal ha inoltre affiancato al vitigno tradizionalmente lavorato, lo chardonnay, anche la varietà del pinot noir, elaborando così nuove etichette. La cantina è situata nel comune di Vertus, al confine sud della Côte des Blancs, e i vigneti di proprietà si estendono per 8,66 ettari nei comuni della Côte des Blancs - Mesnil-sur-Oger, Vertus, Bergères-lès-Vertus - e per 3,45 nella zona di Vitry-le-François. Tra i filari il lavoro è meticoloso ed estremamente preciso, volto a far sì che ogni pianta riesca a esprimere le più intrinseche peculiarità del proprio carattere. Letame derivante da compostaggio, concime organico e divieto assoluto di diserbanti chimici, poi gestione della flora spontanea, limitato uso dei trattori e lavori svolti prevalentemente a mano: queste le regole seguite in maniera ferrea in vigna. Dopo la vendemmia, le uve sono lavorate in cantina seguendo processi produttivi altrettanto rigidi. La pressatura dei grappoli non è mai eccessiva, le fermentazioni avvengono sempre per opera di soli lieviti indigeni, e i vini riposano almeno per quattro o cinque mesi sui lieviti prima di essere spumantizzati. Successivamente, seguendo tutte le più tradizionali pratiche del Metodo Champenoise, prendono vita cuvée semplicemente straordinarie. Dal Brut al Rosé, dal “Vertus” a “Le Mont”, che si tratti di Premier Cru o di Grand Cru, tutti gli Champagne targati “Pascal Doquet” offrono garanzie estreme, nel segno della più alta eccellenza delle più famose bollicine francesi.


Côte de Blanc - Vertus 95€







Pascal Doquet - Blanc de blancs Grand Cru Le Mesnil sur Oger “Diapason”


La storia della cantina “Pascal Doquet” ha avuto inizio nel 1974, quando Michel Doquet e Nicole Jeanmaire recuperarono i vecchi vigneti di proprietà, iniziando a vinificare personalmente le uve. Nel 1995 il figlio Pascal prende in mano le redini del Domaine e nel 2004, assieme alla moglie Laure, rileva totalmente l’attività di famiglia, trasformando il marchio storico in quello attuale, “Pascal Doquet”, e soprattutto proseguendo il lavoro già avviato in passato secondo i criteri dell’agricoltura biologica, certificata dal 2010. Pascal ha inoltre affiancato al vitigno tradizionalmente lavorato, lo chardonnay, anche la varietà del pinot noir, elaborando così nuove etichette. La cantina è situata nel comune di Vertus, al confine sud della Côte des Blancs, e i vigneti di proprietà si estendono per 8,66 ettari nei comuni della Côte des Blancs - Mesnil-sur-Oger, Vertus, Bergères-lès-Vertus - e per 3,45 nella zona di Vitry-le-François. Tra i filari il lavoro è meticoloso ed estremamente preciso, volto a far sì che ogni pianta riesca a esprimere le più intrinseche peculiarità del proprio carattere. Letame derivante da compostaggio, concime organico e divieto assoluto di diserbanti chimici, poi gestione della flora spontanea, limitato uso dei trattori e lavori svolti prevalentemente a mano: queste le regole seguite in maniera ferrea in vigna. Dopo la vendemmia, le uve sono lavorate in cantina seguendo processi produttivi altrettanto rigidi.


Côte de Blanc - Vertus 165€





Fleury - Nature “Flor de l’Europe” (85% Pinot Noir, 15% Chardonnay)


Fleury è un produttore storico della Côte des Bar, la zona più meridionale dello Champagne, attivo sin dal lontano 1895. Il fondatore, Emile, fu il primo a ripartire dopo la devastazione della fillossera piantando ceppi di pinot innestati su piede americano. Sempre innovativi, dal 1992 i 25 ettari della tenuta sono condotti in biodinamica, scegliendo di ritornare alle origini prima di chiunque altro in zona, abbandonando il percorso chimico per percorrere la strada della qualità. Lo stesso approccio è evidente anche in cantina, dove le fermentazioni sono innescate con lieviti autoctoni selezionati. L’art d'être naturel non è solo il motto di questa cantina, ma è lo stile di vita della famiglia Fleury. La maison di Courteron offre una gamma molto ampia di splendide bollicine, dal classico Blanc de Noirs al Rosé de Saignée passando per diverse cuvée haute gamme sino ai millesimati più importanti, sempre pronta a sperimentare nuovi dosaggi e assemblaggi sicura dell’esperienza che deriva dalla lunga tradizione.


Aube - Courteron 110€



Fleury - Nature “Notes Blanches” (Pinot Blanc)


Giallo paglierino con riflessi oro brillanti, perlage fine e molto persistente. Bouquet intenso e ampio con note di frutta e biscotti, pulite e delicate. La rotondità e la maturità del Pinot dell’Aube si esprimono al massimo in bocca, con una struttura cremosa e raffinata. L’assaggio di grande personalità è rinfrescato dalla mineralità che rende il finale perfettamente armonico.


Aube - Courteron 190€



Fleury - “Rose de saignée” Brut (Pinot noir)


Arancia brillante, perlage molto fine e persistente. Al naso è un tripudio di frutti rossi, fragola e lampone, cui seguono più delicate note floreali. In bocca gli aromi fruttati sono fragranti e vivaci. Ottimo equilibrio morbidezze durezze. Il finale è fresco con un bel richiamo ai frutti. Lo Champagne Rosé de Saignée di Fleury non è un semplice rosato piacione e ammiccante, capace di ammaliare solamente la massa al momento dell'aperitivo. Questo Brut è invece un prodotto di altissimo livello, elegantissimo e al contempo strutturato, che lo rende perfetto per essere degustato a tutto pasto, partendo dai salumi passando per pietanze importanti e anche speziate, finendo addirittura con dessert strutturati.


Aube – Courtero 150€









Gerard Belin - Brut “Bel Instant” (Pinot meunier 90%, Pinot noir 5%, Chardonnay 5%)


Per risalire all'inizio dell'attività della Maison Belin, bisogna andare fino al 1957, quando Henri Planson decide di abbandonare le coltivazioni agricole della sua tenuta, per dedicarsi alla viticoltura. Le prime bottiglie sono prodotte nel 1963 e a quel tempo tutto il lavoro in cantina era svolto manualmente, a livello artigianale. L'espansione dell'attività arriva con la figlia Jeanine e il marito Gérard Belin, che portano la Maison a produrre 10.000 bottiglie all'anno. L'azienda continua a crescere e negli anni '80 viene costruito un nuovo stabilimento con una moderna cantina. Il numero di bottiglie prodotte arriva alle attuali 35.000 all'anno. Ciò che non è mai cambiato è lo spirito artigianale e familiare della Maison e la fedeltà al territorio. L'azienda, situata nella Vallèe de la Marne, produce infatti Champagne con assemblage a base di pinot meunier, seguendo l'antica vocazione del terroir.



Vallee de la Marna - Château Thierry 95€



Tarlant - Brut Nature “Zero” (Chardonnay, Pinot noir, Pinot meunier)


Stando agli archivi storici locali correva l’anno 1687, e mentre era in corso la guerra della Grande Alleanza fra Borgoni e Asburgo, Pierre Tarlant iniziò a coltivare le sue vigne nel villaggio di Gland nel distretto di Aisne (regione del Nord-Passo di Calais). 

Da quegli anni di vino nei calici ne è passato effettivamente, l’attività è stata tramandata di generazione in generazione e quella a cui siamo arrivati oggi è una maison storica, ma che ha saputo rinnovarsi nel corso degli anni. 

Attualmente a Euilly, sede della maison c’è Benoit Tarland, un master in OIV (International Wine Office) coadiuvato dalla sorella Mèlanie e Jean-Mary, diplomato alla celebre accademia dello champagne di Avize. 

I tre sono accomunati da una visione molto personale e di grande fascino nel modo di fare vino, hanno saputo affermarsi nel panorama nazionale grazie anche al loro particolare savoir-faire. 

Vengono da oltre tre secoli di esperienza, ma spesso questo non è un sinonimo di garanzia, anzi pensiamo che ricalcare i successi del passato sia una sfida complessa con cui avere a che fare ogni giorno. 

La superfice vitata si sviluppa su 14 ettari e 4 differenti “crus”, 55 sono le parcelle localizzate nei villaggi di Oeuilly, Boursault, St-Agnan and Celles-lès-Condé. 

Le varietà impiantate sono Pinot Noir, Chardonnay, Pinot Meunier, Pinot Blanc, e Petit Meslier. 

La coltivazione è molto rispettosa dell’ambiente circostante ed è principalmente guidata dalla natura stessa, con lo scopo di salvaguardare le biodiversità ed i microorganismi che la popolano. 

Lo stile di Tarlant è pressoché unico, potremmo infatti parlarvi delle tradizionali tecniche di pressatura impiegate, delle chiarificazioni naturali, dell’assenza di fermentazione malolattica o forse del “dosage” assente del tutto o quasi, ma finiremmo per annoiarvi, quasi sicuramente. 

Concludiamo allora raccontandovi che ciò che viene prodotto nella maison Tarlant è un qualcosa che possiede una vivacità naturale al suo interno; una sorta di perlage finissimo, bello sia da vedere che da gustare, pensato appositamente per esprimere l’apertura e la veridicità dello Champagne nella sua forma più pura.


Vallee de la Marna - Oeuilly 145€



Tarlant - Rosé Brut Nature “Zero” (Chardonnay, Pinot noir, Pinot meunier)


Giallo scarico con riflessi verdolini. Perlage fitto e intenso. Il naso complesso, con sentori di pesca gialla, fiori bianchi, dolci note di miele e speziatura diffusa. La beva è armonica ed equilibrata confermando le impressioni ricevute al naso. Secco, fresco e pronto, si preannuncia uno Champagne longevo.

Zero, come il suo dosaggio. Nient'altro che una selezione di lieviti e le materia prima, quell'uva proveniente dalla Valle della Marna, un territorio ricca di gesso che solo la Francia può vantare. Quale altro luogo migliore per uno Champagne di qualità? Tarlant fa centro ed il suo Zero rappresenta oggi l'evoluzione che ha avuto la maison negli ultimi anni. Si punta all'essenziale, senza troppe sfaccettature raccogliendo consensi in ogni angolo del mondo. Lo consigliamo per il suo essere schietto, Zero compromessi.



Vallee de la Marna - Oeuilly 140€



Tarlant - Blanc de Maunier “Le Vigne d’Or” 2004”


L’esame visivo riscontra un bel colore giallo dorato, intenso. Perlage fino e la mousse che si crea è densa ed ha un suadente riflesso perlato. 


Al naso domina il fruttato con pera matura, mela golden, pesca gialla, fiori gialli appassiti. Note evolutive di frutta secca e prodotti da forno. Nel complesso equilibrato, dotato di una buona freschezza.Prolunga la sua scia aromatica con una buona persistenza.


Tarlant è una maison di piccole dimensioni ma di grande eccellenza, radicata nella regione dello Champagne dal 1687, quando il capostipite Pierre Tarlant cominciò a coltivare la vite. Un secolo dopo la famiglia Talant si trasferì a Oeuilly, nella Vallé de la Marne, dove contribuì, con le prime Cuvée Tarlant degli anni ‘20, alla cosiddetta Révolution Champenoise, cioè al prestigio e all’eccellenza delle bollicine francesi nel mondo.


Oggi la famiglia Tarlant è proprietaria di 14 ettari di vigneto suddivisi in 60 prestigiose parcelle, tra cui spicca un appezzamento a piede franco (Les Sables), sopravvissuto all’epidemia di filossera grazie al terreno molto sabbioso. Benoît Tarlant, rappresentante della XIV generazione dei Tralant, coltiva questi vigneti con grande sensibilità ambientale, attenzione alla micro-territorialità e alle peculiarità di ogni singola parcella, dimostrando grandi doti di vigneron e di enologo. In cantina si privilegiano le vinificazioni separate in barrique, ma si usano anche tini di acciaio e di cemento. Si tende a non svolgere la fermentazione malolattica e i vini di riserva sono conservati in botte.

Gli Champagne di Tarlant sono rigorosi, artigianali e complessi, ma non sono ostici o difficili. Tarlant è stato un precursore, negli anni ’90, dei dosaggi zero e oggi tutta la produzione, limitata a poco più di 100.000 bottiglie l’anno, è composta da pas dosé ed extra brut. Lo stile di questi Champagne rivela un uso sapiente e ben bilanciato del legno e l’esaltazione di ogni micro-terroir: uno stile elegante ed equilibrato che conserva tutto il fascino dei grandi Champagne.



Vallee de la Marna - Oeuilly 250€



Tarlant - Blanc de blancs “BAM!” 2015 (50% Petit meslier, 25% Arbanne, 25% Pinot blanc)


Giallo dorato, perlage fino e persistente. Delicate note citrine al naso, piccoli frutti gialli esotici. In bocca è vibrante, rotondo e complesso. Molto beverino con la sua freschezza assai delicata. Assemblaggio di vitigni ormai rari. Basti pensare che il petit Meslier in Francia è impiantato su non più di 10 ettari di tutto il vigneto nazionale.

BAM! è un acronimo che sta ad indicare i vitigni utilizzati: B (pinot Blanc), A (Arbanne), M (petit Meslier).

Provengono tutte da un unico lieu-dit “Four à Chaux - les Sables" sito a Ouilly nella Vallè de la Marne.

Uno Champagne atipico, fuori dagli schemi, unico nel suo genere. Per chi desidera provare sensazioni diverse BAM! di Tarlant è la scelta migliore.


Vallee de la Marna – Oeuilly 380 €


Vincent Cuillier - Brut Nature “Chemin des Rois” (Pinot noir 70%, Chardonnay 30%)


Depuis 2018 Vincent Cuillier expérimente sa propre conduite du vignoble sur 2 parcelles du domaine familial. Il aborde la vigne en écosystème vivant, avec ses acteurs et leurs besoins spécifiques. Deux grands principes sont ici appliqués : 

- La nature comme fondement: un travail léger des sols dans le respect du sol et du vivant, se traduisant par exemple par un enherbement naturel des sols au printemps. La préservation de la biodiversité, en élaborant un compost maison afin d’enrichir la vigne de microorganismes et d’améliorer encore un peu plus la qualité nutritive des sols. Les couverts végétaux sont apportés dans chaque parcelle afin de créer la matière organique nécessaire au développement de la biodiversité. L’agroforesterie pour aller plus loin dans le développement de cet écosystème


Montaigne de Reims - Pouillon 120€



Benoit Lahaye - “Violaine” 2015, sans soufre (Pinot noir, Chardonnay)


La cantina di Benoît Lahaye si è oramai conquistata un posto nell’olimpo delle migliori maison di Champagne. Biodinamico, poco dosaggio, Pinot Nero di altissimo livello e tanta tanta mineralità sono gli aggettivi che meglio si adattano ai prodotti della tenuta di Bouzy. Benoît riporta nei suoi Champagne tutto il proprio carattere deciso e senza fronzoli, senza concessioni alle mode, restando fedele al territorio. Un territorio che comprende 4,5 ettari di vigne suddivise tra i comuni di Bouzy, Ambonnay, Voipreux e Tauxières, tutti gestiti in modalità “Bio”. Il risultato sono degli Champagne minerali, eleganti ma diretti, con bollicine croccanti e vivaci, che non si concedono sempre facilmente, ma che lentamente e inesorabilmente conquistano il cuore.



Montaigne de Reims - Bouzy 230€



Benoit Lahaye - Blanc de blancs, sans soufre


Champagne è una storica regione vinicola a nord-est della Francia, questa zona ha avuto un ruolo storico significativo nello sviluppo di un terroir unico al mondo. I confini viticoli dello Champagne sono legalmente definiti e suddivisi in cinque distretti vitivinicoli all'interno della provincia storica: Aube, Côte des Blancs, Côte de Sézanne, Montagne de Reims e Vallée de la Marne. Champagne ha sviluppato una reputazione per la produzione di vino di qualità già nel primo Medioevo ed è stata in grado di mantenere quella reputazione grazie ai produttori della regione, che hanno iniziato a produrre spumanti con l'avvento delle grandi case di Champagne nel diciassettesimo e diciottesimo secolo. Il termine "Champagne" è utilizzato esclusivamente per i vini che provengono da questa regione.

Le uve principali coltivate nella regione includono Chardonnay, Pinot nero e Pinot Meunier. Il pinot nero è l'uva più coltivata nella regione dell'Aube e cresce molto bene nelle Montagne de Reims. Il Pinot Meunier è l'uva dominante nella Vallée de la Marne. La Côte des Blancs, invece, produce quasi esclusivamente lo Chardonnay.


Montaigne de Reims - Bouzy 250€



Andre Beaufort – Reserve Brut 


Lo Champagne Brut Reserve Polisy di André Beaufort prende il nome dal dipartimento dell’Aube, nella Côte des Bars, da cui provengo le uve Pinot Nero e Chardonnay, ottenute da vigneti siti su un terreno di tipo argilloso e coltivati in biologico, con prodotti omeopatici e ricorrendo anche all’aromaterapia.

Dopo la vendemmi manuale le uve vengono pressaste e il mosto decanta 12 ore in appositi contenitori, in modo tale che le parti più grossolane si depositino sul fondo. La fermentazione spontanea si svolge per parcelle in tini di acciaio e in botte di legno. Per non utilizzare dosi troppo elevate di solforosa, i Beaufort prediligono lo svolgimento della malolattica, sempre in maniera spontanea, per i loro vini base.


 La rifermentazione in bottiglia avviene secondo il metodo Champenoise e il vino sosta sui lieviti per 24 mesi. Semplicemente unica l’abilità con cui i vini vengono sboccati alla volée da Beaufort, non per spettacolarizzazione, ma perché questa era la tecnica usata dagli avi nella zona dello Champagne. In special modo, il mastro cantiniere ha la possibilità di sentire i suoi vini, quasi come fossero dei figli, nella loro fase di maturazione respirandone l’aroma che esprimono a bottiglia appena sboccata. In questa maniera può capire, partecipando al loro processo di elevazione, come comprenderli a fondo e perfezionarne gli eventuali spigoli attraverso i vari dosaggi.


Lo Champagne Brut Reserve Polisy è di color giallo paglierino. Al naso si avvertono sentori di frutta gialla ed erbe di campo. I rimandi al mondo della pasticceria rimangono più sullo sfondo. Al palato è cremoso, fresco, opulento, ma fine, di bella persistenza e grande mineralità. Bontà sferica!


André Beaufort, proprietario di 6,5 ettari di vigneto divisi tra i Grand Cru di Polisy nell'Aube e Ambonnay e di una splendida cantina situata ad Ambonnay, si distingue tra tutti i produttori di Champagne per una conduzione rigorosamente biodinamica e per metodi di coltivazione e di produzione personali e originali, frutto di inesauste sperimentazioni. Tutto ebbe inizio nel 1969, quando André, dopo una reazione allergica ai prodotti di sintesi usati nella viticoltura, avviò una produzione basata sull'agricoltura biologica. La conversione al biologico sfociò ben presto in una gestione sperimentale basata sull'omeopatia e sull'aromaterapia: utilizzo di oli essenziali, diluizioni di piante e miscele create appositamente per ridurre al minimo l'uso di rame e zolfo (previsto nella conduzione biologica). Oggi i terreni non prevedono trattamenti che non siano i solchi della zappa e il nutrimento di un composto vegetale prodotto in cantina, arricchito con carne, ossa e farina di sangue. Dato il rifiuto di diserbanti, prodotti chimici, rame e zolfo, l'impegno di Andrè è tutto volto al raggiungimento e al mantenimento della giusta quantità di humus necessaria al nutrimento delle viti: questo lavoro risulta molto complicato in anni climatici difficili, che possono mettere a dura prova la salute della pianta.

Il lavoro in cantina Beaufort è la coerente prosecuzione di questa filosofia tutta basata su metodi artigianali e naturali, sul rifiuto di prodotti sintetici e sulla scarsità di interventi umani invasivi. Dopo la pressatura dei grappoli il mosto rimane 12 ore in vasche di decantazione, in modo che gli elementi solidi si depositino, per poi passare in botti e vasche, dove si realizza la fermentazione alcolica mediante l'uso di lieviti indigeni. Segue quindi un travaso in inverno e poi si aspetta che la fermentazione malolattica avvenga spontaneamente in primavera, senza intervenire. L'imbottigliamento prevede poi l'uso di zucchero di canna non raffinato, mosto d'uva concentrato e lieviti naturali. Le bottiglie vengono quindi lasciate riposare per mesi o per anni fino alla sboccatura, ancora effettuata a mano (“a la volée”), e all'aggiunta del dosaggio, per cui si utilizza succo d'uva concentrato.

I vini prodotti da Beaufort sono espressione di uno stile unico e inconfondibile, frutto di tecniche agricole e di vinificazione assolutamente non convenzionali. Si tratta di Champagne particolarissimi, lontani dalle mode e non allineati ai prodotti commerciali più in voga. Le bottiglie che portano la firma di Beaufort, dopo essersi guadagnate la stima e l'approvazione dei degustatori di tutto il mondo, conservano la grande capacità di stupire e di regalare quelle sensazioni nuove e originali che gli amanti dello Champagne non possono lasciarsi scappare.


Polisy 95€



Famille Deleouvin – Munier Perpetuel Extra Brut 92/17


Arrivando in Champagne da Parigi la prima zona che si incontra è la Vallée de la Marne, una splendida vallata caratterizzata da bellissimi vigneti che degradano verso il fiume, vigneti il cui re incontrastato è il Meunier. In uno dei paesini della Vallée, Vandières, incontriamo Delouvin, un vigneron molto accogliente che dedica il suo ottimo lavoro quasi esclusivamente al Meunier.


Delouvin, vignaiolo in queste zone già dal 1500, iniziano a commercializzare champagne dal 1949; Mr Bertrand coltiva i 6 ettari di proprietà (5 vitati a Meunier e 1 a chardonnay per la cuvée millesimata Extra Sélection) in modo rigoroso, effettua personalmente tutte le operazioni di vinificazione e di analisi, per garantire la specificità dei suoi champagne ed il risultato sono champagne piacevolissimi, che incontrano il favore di molti degustatori grazie alla particolarità del puro Meunier vinificato in modo semplice, senza orpelli né eccessi.


Perpétuel Meunier Extra Brut è uno dei rari champagne blanc de Noirs di solo Meunier, (50% Meunier 2017 e 50% di vini di riserva utilizzando il metodo Solera).


Un solo vitigno (il Meunier), tre parcelle ben distinte (tutte sul comune di Valdierese), con tre suoli diversi (uno di argilla, uno di sabbia e l’ultimo di gesso puro), due diverse esposizioni (sud-est, nord-est), ai piedi di una foresta.


Permanenza di minimo 36 mesi sui lieviti, si ottiene uno champagne giallo oro, con profumi intensi di frutta matura. Il sorso è incentrato sulla pienezza del frutto e sull’ acidità vibrante, dinamica e matura.


Questa cuvée porta il nome 92-17, poi sarà 92-18, ecc. Il primo numero è il primo anno presente in bottiglia e l’ultimo è l’ultimo anno.

Un giovane che già fa parlare di se. Geoffrey Delouvin, studi enologici in Alsazia e solida gavetta nelle cantine di mezzo mondo (Nuova Zelanda ed Australia incluse), da poco più di due anni ha assunto le redini dell’azienda di famiglia. Passo dopo passo è riuscito nel non facile intento di coniugare lo stile tradizionale dello Champagne di famiglia con la sua smania di rinnovamento; anche lui coinvolto in quel “fermento di  idee” che, sotto traccia, anima la nuova generazione di Vignerons della zona. 


I numeri dell’azienda: sette gli ettari  all’attivo, in larga parte (oltre l’80%) piantati a Pinot Meunier, tutti sul comune di Vandieres, ritenuto ufficiosamente il “Village Grand Cru” di questo vitigno. Non è infatti certo un caso se tutte  le più famose Maisons di Champagne ogni anno cercano ed acquistano su Vandieres il Pinot Meunier per comporre le loro cuvée d’eccellenza. Il motivo è semplice; solo in queste terre il vitigno assume risvolti sapidi e minerali in luogo della semplicità di frutto che si riscontra in larga parte dei comuni della Vallée de la Marne. Geoffrey produce circa 40.000 bottiglie all’anno, distribuite tra “linea classica” e “interpretazioni moderne”, figlie dell’estro e delle capacità di questo giovane “enfant prodige” dello Champagne. Protagonista, della gamma, com’è ovvio, il Pinot Meunier, spesso quale mono-cépage per letture del vitigno che spaziano dalla beva “sbarazzina” (ma non priva di profondità e finezza) a soluzioni “innovative” (vedi un Pinot Meunier non dosato con lunga sosta sui lieviti).Quale base comune un lavoro certosino in vigna ad innalzare a dismisura l’asticella qualitativa delle uve lavorate in proprio.


LO STILE DELOUVIN: (Agricoltura Sostenibile in Conversione Bio su alcune parcelle) Sbaglia chi pensa al “solito” Pinot Meunier, tutto sul frutto, di grande piacevolezza ma di scarso spessore. Vandieres (il comune dei Delouvin) racconta una storia diversa; qui il vitigno si presta ad una insospettabile, lunga, maturazione sui lieviti ed assume un profilo gustativo di spessore, specie nel suo finale articolato e molto saporito. Un Pinot Meunier in giacca e cravatta, che non sfigura rispetto ai suoi fratelli più nobili e celebrati, ovvero Pinot Noir e Chardonnay.



Vallée de la Marne

Vandières 95€




Beaufort Freres – 2014 – Blanc de Blanc Brut 



Il progetto "Beaufort Freres" nasce dall'idea dei fratelli Beaufort di collaborare con un loro amico che produce uve bio a Narbonne, estremo sud della Francia, mettendo a frutto la loro esperienza nella produzione di bollicine naturali.


Il vino nato da questa joint venture è un Pinot Noir Nature, ottenuto con uve vendemmiate in anticipo rispetto alla media della zona, vinificazione in legno "alla Beaufort" e bassissimo tenore di solfiti.


Bollicina intrigante, vinosa, interessante e gradevole corredo di frutti rossi al naso, con una delicata sfumatura speziata.


Il sorso è morbido con una bollicina vivace e una bellissima consistenza del frutto, chiude con una moderata acidità e un lieve ritorno speziato che allunga leggermente il sorso.


Beaufort Frères spumante metodo classico Blanc de Noir prodotto da uve Pinot Nero breve macerazione sulle bucce per 12 ore senza aggiunta di solforosa, malolattica svolta e successivo affinamento in botte di acciaio e rifermentazione in bottiglia con metodo champenoise, sui lieviti per almeno 24 mesi e sboccattura a la volee, nessuna filtrazione o chiarifica.


La cantina di André Beaufort nasce nel 1969 nello Champagne dove Andrè & Jacques Beaufort iniziano a coltivare i sei ettari piantati a vigneto. Proprio in quegli anni Jacques a causa di un'allergia causata dai fitofarmaci decide di non utilizzare nessun prodotto chimico nella sua azienda. I vigneti si trovano in due area differente, Polisy e soprattutto, Ambonnay, dove i terreni vengono lavorati con aratura superficiale, impianti di compostaggio vegetali miscelati con prodotti organici. Solo fermentazioni spontanee in tini di acciaio e in botti di legno con svolgimento della malolattica per evitare dosi troppo elevate di solforosa.


Buon sangue non mente; Amaury, Constant e Reol sulle tracce del padre Jacques. In Borgogna, il Pinot Nero freme d’ardore ed emozione per quindici mesi sui lieviti, bolle e ribolle in bottiglia e, alla fine, turba e commuove. Scoppiettante e finissima bollicina, sparge lievito e calcare tutt’intorno, agrumi citrini e fiori.  Rasoiate freschissime ripuliscono il palato per via di sei mani leggere e precise e un risultato di grandissima pulizia ed eleganza.


Narbonne, Languedoc-Roussillon, 60€




Perle Noire-  Blanc de Noirs Brut Nature – Christophe Dechannes



Champagne 100% Pinot Noir, prodotto da un blend di diverse annate fino al 2011. Non dosato. Fermentazione in acciaio. Malolattica. 36 mesi sur lattes e 3 mesi di riposo dopo il dégorgement.


Côte des Bar, il villaggio di Les Riceys è immerso nel cuore dello Champagne, nel dipartimento dell'Aube. L'unico villaggio in Francia ad avere tre denominazioni controllate (AOC): Champagne, Rosé des Riceys e Coteaux Champenois. Il suo champagne è prodotto nel pieno rispetto dei metodi tradizionali, in una fattoria a misura d'uomo.


Proprietà familiare in cui Christophe Dechannes iniziò a coltivare le sue vigne nel 1956. Una ventina d'anni più tardi, nel 1972, diede vita alla prima cuvée di Champagne.

Les Riceys offre un terroir con un'eccezionale ricchezza e tipicità, data dal suolo argillo-calcareo. Terreni favorevoli alla coltivazione di Pinot Noir e Chardonnay. Dalla raccolta a mano alla commercializzazione, gli Champagne sono prodotti con puro rispetto dei metodi tradizionali, con pratiche biologiche e sostenibili.


Cote des Bar – Les Riceys 120€






Albert Boxler. Cremant d’Alsace 2018



Il Crémant d’Alsace Brut di Albert Boxler è uno spumante pulito, asciutto e dissetante. La fresca mineralità è equilibrata dal frutto croccante e finale cremoso. Forse il cremant più simile allo champagne tra quelli che conosciamo.


Quello di Albert Boxler è certamente uno dei domaine più importanti e rappresentativi di tutta l’Alsazia. La tenuta ha origine alla fine del XVII secolo, quando Jean Boxler, originario della Svizzera, si stabilisce nel comune dell’Alto Reno di Niedermorschwihr. La produzione vinicola di Jean Boxler inizia nel 1673: da questa data il vino è tramandato di generazione in generazione all’interno della famiglia. Nel 1946 Albert Boxler e sua moglie Élise prendono la gestione dell’azienda agricola di famiglia, che ristrutturarono in profondità, acquistando terreni, principalmente sulla collina di Sommerberg, e avviando l’imbottigliamento del vino presso la proprietà. Il vignaiolo lascia in eredità anche il suo nome alla tenuta, lasciando così un segno indelebile del suo tempo alla guida della tenuta fondata dai suoi avi.


Il Domaine Albert Boxler è oggi nelle mani di Jean-Marc Boxler, figlio di Albert. Sfruttando il lavoro precedentemente svolto dal padre, Jean-Marc Boxler eleva ancora maggiormente la qualità del vino del Domaine Albert Boxler, e gli conferisce una crescente risonanza, confermando con le ultime annate la sua fama di produttore molto esigente. La tenuta Boxler conta quasi 14 ettari di vigneto, quasi interamente coltivato a vitigni a bacca bianca: Gewurztraminer, Riesling e Pinot Grigio, spesso su pendii molto ripidi, di cui molti classificati Grand Cru. I metodi di lavorazione sono quelli tradizionali, esattamente come una volta.


Alsace 65€




Puro 2016 Zero Dosage,  Movia (ALEŠ KRISTANCIC) Triple “A”


A cavallo tra Italia e Slovenia spicca l’azienda Movia, nel cuore del Collio, Brda in sloveno. Acquistata dalla famiglia Kristancic nel 1820, l’azienda vanta una storia vinicola di oltre 300 anni. Movia fu l’unica azienda di tutta la Repubblica Federale di Jugoslavia a non dover conferire le uve alla Cooperativa di Dobrovo, grazie ai suoi vigneti tagliati a metà dai confini e al nonno di Mirko Kristancic, che durante la guerra finanziò i partigiani. Tito fece così diventare Movia fornitore ufficiale del protocollo.

Negli anni ’90 la tenuta viene presa in mano da Ales, nipote di Mirko, che subito si fa esponente di una filosofia produttiva naturale. Le sue vinificazioni, spesso con lunghe macerazioni, chiarifiche e filtrazioni naturali, sono il frutto di una saggezza collettiva acquisita e perfezionata nel corso dei due secoli di produzione. Per questo i vini di Movia sono impareggiabili nell’autenticità e nella loro purezza di espressione.


Tra le tante etichette spiccano il “Puro”, nelle sue due versioni bianco e rosato, uno spumante unico nel suo genere, da sboccare all’apertura; il “Lunar” vino puro e materico senza solfiti aggiunti ed infine il “Veliko”, nelle sue due versioni “Belik” (bianco) e “Rdeče” (rosso), i vini firma di Movia.


PERCHÉ


Il Puro Bianco di Movia è un vino spumante non sboccato, fresco e minerale. Vigoroso e tagliente in bocca si rivela esplosivo, unendo originalità e stravaganza a leggiadria ed eleganza. Un must per tutti gli appassionati di bollicine, per un dégorgement fai da te con la bottiglia a testa in giù in una glasset con acqua e ghiaccio.


QUANDO


Quando volete rendere speciale un evento, che sia un’inaugurazione, un anniversario o una festa, non può mancare una bottiglia di Puro Bianco. Lascerà tutti a bocca aperta almeno per tre volte: la prima all’apertura, la seconda all’assaggio, la terza quando ne vorranno ancora.


Slovenia, Brda, Dobrovo 60€



Puro Rosè 2015 Zero Dosage,  Movia (ALEŠ KRISTANCIC) Triple “A”


A cavallo tra Italia e Slovenia spicca l’azienda Movia, nel cuore del Collio, Brda in sloveno. Acquistata dalla famiglia Kristancic nel 1820, l’azienda vanta una storia vinicola di oltre 300 anni. Movia fu l’unica azienda di tutta la Repubblica Federale di Jugoslavia a non dover conferire le uve alla Cooperativa di Dobrovo, grazie ai suoi vigneti tagliati a metà dai confini e al nonno di Mirko Kristancic, che durante la guerra finanziò i partigiani. Tito fece così diventare Movia fornitore ufficiale del protocollo.


Negli anni ’90 la tenuta viene presa in mano da Ales, nipote di Mirko, che subito si fa esponente di una filosofia produttiva naturale. Le sue vinificazioni, spesso con lunghe macerazioni, chiarifiche e filtrazioni naturali, sono il frutto di una saggezza collettiva acquisita e perfezionata nel corso dei due secoli di produzione. Per questo i vini di Movia sono impareggiabili nell’autenticità e nella loro purezza di espressione.


Tra le tante etichette spiccano il “Puro”, nelle sue due versioni bianco e rosato, uno spumante unico nel suo genere, da sboccare all’apertura; il “Lunar” vino puro e materico senza solfiti aggiunti ed infine il “Veliko”, nelle sue due versioni “Belik” (bianco) e “Rdeče” (rosso), i vini firma di Movia.


PERCHÉ


Il Puro Rosé di Movia è un vino spumante rosato non sboccato, fresco e minerale. Pieno e tagliente in bocca si rivela affascinante, unendo originalità e stravaganza a leggiadria ed eleganza. Un must per tutti gli appassionati di bollicine, per un dégorgement fai da te con la bottiglia a testa in giù in una glasset con acqua e ghiaccio.


QUANDO


Quando fate gli anni in cifra tonda, non pensate al passato, ma brindate al futuro con il Puro Rosé, il vino che fa per voi. Lascerà tutti a bocca aperta almeno per tre volte: la prima all’apertura, la seconda all’assaggio, la terza quando ne vorranno ancora.


Slovenia, Brda, Dobrovo 65€



Vini bianchi italiani

Emilia-Romagna


Mattarelli - Sauvignon del Bosco Eliceo DOC


L'Azienda Vinicola Mattarelli da oltre 50 anni si occupa con passione delle più pregiate qualità di vini rossi e bianchi, in prevalenza vini tipici del territorio ferrarese.

 

L'Azienda segue con cura la vinificazione e l'imbottigliamento dei vini D.O.C. del Bosco Eliceo, i "vini delle sabbie", ottenuti dai territori collocati lungo la fascia costiera che va dalle foci del Po fino oltre le saline di Cervia. Questi vigneti sono ideali per la produzione dell'Uva Fortana, da cui si ottiene il più antico ed importante esponente dei vini del Bosco Eliceo.


I vini delle sabbie


I vigneti del Bosco Eliceo sono collocati lungo la fascia costiera che va dalle foci del Po in territorio ferrarese fino ad oltre le saline di Cervia, in provincia di Ravenna, all'interno del Parco del Delta del Po. La tradizione fa risalire la nascita della viticoltura ferrarese agli Etruschi, che abitavano la città di Spina. In seguito nuovo impulso alla viticoltura è stato sicuramente apportato dai frati Benedettini, insediatisi nella storica Abbazia di Pomposa.

Ulteriore sviluppo venne quindi dato dalla corte estense: leggenda vuole che Renata di Francia sposando Ercole II, duca d'Este, abbia portato in dote dalla Cote d'Or della Borgogna anche un vitigno, l'uva d'oro, che trovò un ambiente adattissimo per svilupparsi sulle dune sabbiose del Delta del Po, attorno all'Abbazia di Pomposa e nei dossi del Bosco Eliceo. Anche dopo i fasti degli Estensi, la cucina popolare e rurale continuò a tramandare una tradizione di cibi poveri e semplici, a cui i vini delle sabbie davano il giusto sostegno. I bassi vigneti della costa, allevati sui dossi sabbiosi fra boschi di lecci, hanno così resistito fino ai nostri giorni; indenni alla filossera. I vini delle sabbie, possono vantarsi, quindi, della caratteristica di essere ottenuti da viti "franco di piede".

L'ambiente particolarmente umido, l'aria ed il terreno impregnati di salmastro, il mare che mitiga le stagioni sono poi altri elementi che contribuiscono alla formazione del carattere di questi vini. Un mondo storico e grandioso di pescatori, fiocinini, braccianti e cacciatori; di pesce e selvaggina.


Oggi la tradizione della viticoltura ferrarese conosce una nuova rinascita: studi, ricerche e selezione dei terreni hanno portato nel 1989 al riconoscimento della Denominazione d'Origine Controllata.

Dal 1991 è, inoltre, operativo il Consorzio per la tutela dei vini DOC del Bosco Eliceo, nel cui marchio sono effigiati gli elementi che contribuiscono a creare la tipicità dei nostri vini, e che accomunando operatori dell'intero ciclo di vita del vino, garantisce la migliore qualità del prodotto finito.


Ferrara, Vigarano Mainarda 20€



Cacciabruco – Ravenna bianco IGT – 2020 San Biagio Vecchio di Lucia Ziniti


Il vino bianco “Cacciabruco” è ottenuto da uve Chardonnay, Malvasia Aromatica e Trebbiano Romagnolo, con vinificazione e affinamento in acciaio senza filtrazioni. È un vino rinfrescante, delicato, nitido, scorrevole, snello e beverino, dai profumi semplici e immediati di fiori di campo, frutta bianca ed erbe aromatiche. Vino Biologico, fatto come una volta con metodi artigianali.


Il bianco “Cacciabruco” nasce da un blend di Malvasia Aromatica e Trebbiano di Romagna, coltivati sulla collina di San Biagio, vicino a Faenza. Il suo profilo fresco e delicato, la sua schietta semplicità, che si traduce in una piacevolissima immediatezza espressiva e facilità di beva, ne fanno un vino duttile, una di quelle bottiglie da aprire con gli amici e che finisce quasi senza accorgersene. Un bianco conviviale, scorrevole, che unisce la leggera e morbida aromaticità della Malvasia, uno dei vitigni più antichi presenti nell’area del Mediterraneo, con il carattere più fresco del Trebbiano di Romagna.


Le vigne con cui si produce il vino “Cacciabruco” sono coltivate sulle caratteristiche terre composte da sabbie gialle e argilla della collina di San Biagio, che si trova a un’altitudine di circa 200 metri sul livello del mare. 


Si tratta di un vigneto di circa 25 anni, allevato a guyot, splendidamente esposto a sud-est, che produce uve dal corredo aromatico particolarmente fine e delicato. I vini della Cantina San Biagio Vecchio nascono da un accurato e paziente lavoro in vigna, con la consapevolezza, che una volta ottenuta un’uva sana e matura, il processo di vinificazione in cantina si dovrà limitare alla trasformazione in vino con il minor intervento possibile, preservando le caratteristiche originali della materia prima. 


Dopo la vendemmia manuale, con selezione dei migliori grappoli direttamente in vigna, la fermentazione avviene in vasche di acciaio inox e il successivo affinamento si compie sempre in acciaio, per un periodo di circa 6 mesi.


Il “Cacciabruco” San Biagio Vecchio ben rappresenta la tradizione della Romagna nella produzione di bianchi, che fanno della fragranza e della freschezza la loro carta vincente. E’ il classico calice informale, semplice e conviviale, che si fa apprezzare come aperitivo o per accompagnare antipasti o pietanze dal gusto delicato.


 Il colore è giallo paglierino con riflessi brillanti. Al naso esprime sottili profumi di fiori bianchi, delicate note fruttate, con leggere sfumatura aromatiche, che rendono morbido e seducente il bouquet. Il sorso è fresco e leggero, piacevolmente dinamico e scorrevole, con un’interessante chiusura che vira verso sensazioni sapide.


Faenza 20€



Sabbiagialla 2020 San Biagio Vecchio di Lucia Ziniti


Il Sabbia Gialla è un vino bianco intenso, morbido e concentrato a base di uve Albana, ottenuto con breve macerazione sulle bucce in acciaio. Emana profumi ricchi e variegati di agrumi, fiori bianchi, miele ed erbe aromatiche. Il sorso è avvolgente, caldo, corposo e strutturato, di vibrante mineralità e freschezza. Vino Biologico, fatto come una volta con metodi artigianali.


Il “Sabbia Gialla” è il vino simbolo della Cantina San Biagio Vecchio, prodotto con il vitigno a bacca bianca più rappresentativo del territorio del ravennate: l’Albana. Un bianco intenso e ricco, vinificato in acciaio con una breve macerazione sulle bucce. L’Albana di Romagna è un vitigno di antiche e nobili origini, si narra fosse apprezzato addirittura da Galla Placidia, imperatrice romana figlia di Teodosio. Si tratta di un’uva molto interessante e duttile, che si presta a essere vinificata in bianco, con macerazioni sulle bucce o addirittura appassita per produrre vini da dessert. Il suo buon corredo aromatico, la struttura importante e una buccia ricca di polifenoli, ne fanno una delle varietà a bacca bianca di maggior personalità.


Il “Sabbia Gialla” è prodotto con uve Albana di una vecchia vigna di oltre 30 anni, nata da una selezione massale di antichi cloni presenti nel territorio di colle San Biagio. I vigneti sono coltivati a guyot a un’altitudine di circa 200 metri sul livello del mare, con esposizione sud-est. I terreni sono caratterizzati da suoli di medio impasto, con presenza della famose sabbie gialle tipiche del territorio, che danno il nome al vino. La vendemmia è frazionata in diversi passaggi in vigna, per avere sempre e solo grappoli al perfetto grado di maturazione. Le raccolte sono vinificate separatamente e poi assemblate nel mese di gennaio, al termine di tutte le fermentazioni. La vinificazione si svolge in bianco, con una sosta del mosto sulle bucce di un giorno. Il vino si affina in acciaio per un periodo di circa 6 mesi.


Il bianco “Sabbia Gialla” conquista fin dal primo sguardo per il suo colore dai luminosi riflessi dorati. Esprime tutta la ricchezza e la seducente armonia gustativa tipica dell’Albana di Romagna in purezza. L’accurato procedimento di vendemmia regala un vino di grande maturità espressiva, ampio e persistente, un bianco atipico, adatto ad abbinamenti importanti con piatti saporiti e di una certa struttura. La breve macerazione sulle bucce conferisce al bouquet note di bella ricchezza, con aromi di frutta gialla, pesca e albicocca, sentori agrumati e floreali, sfumature mielate e ricordi di erbe officinali. Al palato ha un buon corpo, con aromi che si distendono profondi e persistenti su note d’avvolgente morbidezza, attraversate da una vena minerale e da un’equilibrata freschezza.


Faenza 45€



Villa Papiano - Sillaro IGT Albana 2020 “Terra!”


UN’OASI NATURALISTICA A RIDOSSO DEL PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI..


Un’oasi naturalistica a ridosso del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, culla della formazione Marnoso Arenacea, roccia madre e madre naturale di terreni poveri, dove il bosco e l’altitudine si sommano agli elementi severi nella semantica della cura di un territorio da preservare. Quella di Villa Papiano è una storia di confine e di viticoltura appenninica: in bilico tra Romagna e Toscana, provincia e città, incastrata in un Appennino primitivo e boscoso, a metà strada tra una matrice naturale antichissima e un sentire attento alle fantastiche possibilità della vite.


COME SABBIA PLASMATA DAL VENTO..


Uve: Albana 100%

Prima annata: 2013

Vigneto: piantato nel 1980

Terreno: matrice di arenaria con intrusioni di argilla a 480

metri sul livello del mare

Fermentazione: spontanea, in anfore di terracotta

Affinamento: 6 mesi sulle bucce nelle anfore

Fresco, luminoso e piacevole. Fiori di campo,

erbe aromatiche ed echi fruttati su una trama sapida


Forlì Cesena, Modigliana 40€



Villa Papiano - Forlì IGT Trebbiano “Strada Corniolo” 2018


IL VINO CHE CONTINUA A FISSARE IL MARE


Uve: Trebbiano 100%

Prima annata: 2017

Vigneto: piantato nel 1960, ristrutturato nel 2001

Terreno: matrice di arenaria con intrusioni di argilla

Fermentazione: spontanea, con lieviti autoctoni

Affinamento: 8 mesi in cemento su fecce fini

Produzione limitata a 3.000 bottiglie l’anno


Profumato e marino, tra note saline e tracce di sottobosco.


Forlì Cesena, Modigliana 40€



La Tosa - Malvasia dei Colli Piacentini DOC “Sorriso di cielo” (Malvasia bianca di Candia aromatica) 2020


Una famiglia, la passione per il vino, la gioiosa e caparbia voglia di produrlo in una bellissima zona come i Colli Piacentini, dalle notevoli potenzialità non appieno valorizzate e divulgate, spinti dal desiderio e dall’istinto di esplorare ogni piega di vitigni e territorio, e di farli conoscere, attraverso i vini, l’ospitalità, il museo.


Abbiamo incominciato così, e con questo spirito proseguiamo, sempre più entusiasti del nostro lavoro, contenti dei risultati ottenuti ma mai soddisfatti, con la voglia di migliorare continuamente.


Diciannove ettari di vigneto stretti attorno all’azienda danno otto vini, le colline così dolci e serene che ci circondano e accompagnano il nostro lavoro tra i filari, ci osservano con sguardo amico e ciò che ci dicono, cerchiamo di traslarlo con gioiosa purezza e severa dedizione nei vini che alleviamo. 


Semplicità e profondità sono le nostre linee guida, verso un vino che non abbia bisogno di essere spiegato per essere apprezzato, perché è lo specchio puro e immediato, pur ricco di sfumature e prospettive, delle peculiarità del nostro paesaggio e di tutto ciò che vive nell’uva matura.


Bianco fermo secco con leggero residuo zuccherino, proviene dalla Malvasia di Candia Aromatica, da secoli coltivata sulle colline piacentine per dare un vino fermo e leggero. Il Sorriso di Cielo è nato nel 1991 dal desiderio di produrre da questo vitigno un vino fermo, non solo aromatico e piacevole, ma anche strutturato, complesso e longevo, cosa mai intrapresa da nessuno prima di allora. Gli anni successivi al ’91 hanno confermato le potenzialità di quest’uva, davvero una delle migliori uve bianche autoctone del nostro Paese e la vera alternativa italiana al Gewurtztraminer.



Piacenza, Vigolzone 35€



La Tosa - Sauvignon dei Colli Piacentini DOC 2020


Se i vigneti sono il cuore pulsante de La Tosa, la cantina ne è un po’ il cervello. Sicuramente l’anima di ogni vino nasce in vigna, ma sono il lavoro e la cura che si applicano in cantina a far sì che quest’anima possa esprimersi in tutte le sue pieghe.


Per fare questo, una qualità che cerchiamo di mettere in gioco, oltre a passione e rigore, è il matrimonio tra doti umane e intuitive da una parte e razionalità ed estrema precisione dall’altra. Perciò tutti i vini vengono analizzati in laboratorio tante volte, ma ogni scelta di vinificazione è presa quasi esclusivamente in base a ciò che dicono naso e bocca degustandoli.

Così, stabiliamo il momento preciso della vendemmia in base all’assaggio, ancor più che all’analisi, di campioni d’uva prelevati in vigneto. Poi vendemmiamo a mano in cassette, selezionando al massimo i grappoli. Spremiamo le uve bianche in una soffice pressa a polmone, mentre con una pigiatrice, anch’essa delicata, schiacciamo l’uva rossa.


La fermentazione che segue è il momento più importante nella formazione di un vino: noi la seguiamo in particolar modo, con tanta attenzione per il benessere dei lieviti che la svolgono. E’ importante, infatti, che in questa fase non si sviluppino nei vini screziature aromatiche e difetti che inficino la loro piacevolezza ed eleganza, nonchè l’espressione del territorio.


E’ al contempo espressione di alcune caratteristiche peculiari del vitigno Sauvignon e dei caratteri tipici del nostro territorio: un Sauvignon dall’aroma di sambuco, foglia di pomodoro e pesca, con sfumature agrumate e vegetali e un fondo minerale, meno spiccato e verde e più composto e complesso rispetto alle note tipologie friulano-altoatesine, e dalla bocca ricca di struttura ed equilibrio, con notevole persistenza finale. Un Sauvignon, insomma, complesso, espressivo e personale.


Piacenza, Vigolzone 35€



Nord Italia








Coppo - Piemonte DOC “Riserva di Famiglia” (chardonnay) 2012


Le storiche cantine Coppo sono state dichiarate dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità: un riconoscimento prestigioso, che riempie l’azienda di orgoglio e che fa delle Cattedrali Sotterranee un tempio dedicato al vino, alla sua storia e al duro lavoro dell’uomo.


Edificate con ogni probabilità a partire dal XVIII secolo come piccole cantine di conservazione, rimaneggiate e ingrandite nel corso del 1800 e del 1900 fino alle ristrutturazioni e alle sistemazioni moderne, le storiche cantine Coppo si sviluppano sotto la collina di Canelli per un’estensione di oltre 5 mila metri quadrati e una profondità che, nel suo punto più basso, raggiunge i 40 metri.


Piemonte, Canelli 145€



Réva - Langhe DOC “Grey” 2019 (sauvignon gris 50%, sauvignon blanc)


Terminata agli inizi del 2020 in località Gallinotto, a La Morra, Réva ha realizzato una delle cantine tecnologicamente più avanzate del territorio.


Nella nuova sede produttiva ogni vasca è a temperatura controllata e tutti i macchinari e i legni presenti sono stati costruiti su misura, per rispondere alle reali esigenze di produzione, adattandosi, di volta in volta, ai diversi tipi di maturazione e affinamento, secondo gli obiettivi enologici da raggiungere.


Utilizzare la miglior tecnologia a disposizione, per noi, non significa sostituire il lavoro in vigna. Ha piuttosto lo scopo di preservare la purezza del frutto vendemmiato, valorizzando in tutto e per tutto gli sforzi che compiamo in vigneto, esaltando l’espressività dei diversi vini e le loro diverse caratteristiche varietali.


Abbiamo perciò voluto una cantina dotata di tecnologia “chirurgica”, “efficiente”, “versatile” e “pienamente controllabile”: applicazioni e macchine in grado di accompagnare il lento affinamento del vino nella maniera più soffice e delicata possibile, senza alcuna forzatura, a garanzia e difesa del legame che intercorre tra terra, uva e vino.



Piemonte, Monforte d’Alba 55€



Ettore Germano - Langhe DOC “Herzù” 2020 (riesling renano)


Siamo alla quarta generazione di uomini innamorati della vigna. Dai 4 ettari già di proprietà antecedente al trisavolo in zona Cerretta, una delle migliori menzioni delle colline da Barolo, la superficie vitata si è pian piano triplicata, giungendo oggi, a contare ben 10 ettari a Serralunga d’Alba e 9 a Cigliè, in Alta Langa.


Il bisnonno Francesco e il nonno Alberto si occuparono prevalentemente della cura della vigna e della vendita dell’uva, commercio predominante nella zona all’epoca, cedendola ad aziende produttrici ma anche a privati, e vinificando solo pochissimi quantitativi per consumo proprio e di alcuni amici. Mio padre Ettore Germano, scomparso nel 2005, fondatore del marchio, ebbe la felice intuizione anche grazie a mia madre Rosanna, di ampliare l’attività dalla mera viticoltura alla produzione vinicola. Cresciuto in vigna sviluppò una grande sensibilità agricola tanto da divenire abile innestatore e avvertire la necessità, già negli anni ‘60, di ristrutturare i vigneti con selezioni di viti innestate da lui stesso, a grappolo spargolo, acini piccoli con buccia croccante vocati a produrre vino di qualità e meno sensibili a certi parassiti.


Nel 1964 si sposa con Rosanna Porro, ed insieme continuano a lavorare i vigneti, acquistando alcuni appezzamenti confinanti con la proprietà, senza certo immaginare che quell’ettaro di Prapo’, all’interno della collina Cerretta, avrebbe poi ottenuto nel 2009 una menzione Geografica Aggiuntiva a sè: ovvero un Cru di Barolo come lo storico Cerretta. Nel 1975 viene costituita l’Azienda Agricola Ettore Germano, la vinificazione e l’imbottigliamento si fanno più consistenti e comincia il primo piccolo commercio di pochi ettolitri venduti a clienti privati ed amici.



Piemonte, Serralunga d’Alba 50€



Gaja - Langhe DOC “Gaia Rej” 2016 (chardonnay)


Cantina che non ha bisogno di presentazioni, tale è la sua storia e la sua fama, quella di Angelo Gaja è una griffe che ormai da decenni rappresenta il meglio non solo dei vini piemontesi, ma di tutto il Made in Italy se si parla di vino. 

Angelo, insieme al costante supporto della moglie Lucia e dei figli Gaia, Rossana e Giovanni, è riuscito ad affermare l’azienda vinicola Gaja in tutto il mondo, grazie a un impegno e a una visione che hanno letteralmente plasmato non solo i vini Barbaresco e Nebbiolo, ma tutto il mercato enologico degli ultimi decenni. Nella cantina Gaja, situata nel centro storico del paese di Barbaresco, nascono vini che sono diventati di culto per ogni appassionato. 

Vini rossi e bianchi che dimostrano una classe sopraffina e una longevità unica. Vini che sanno coniugare tradizione e modernità come probabilmente nessun altro, e che al calice svelano tutta quella che è la loro naturale eleganza. 

Con più di 92 ettari vitati di proprietà gestiti nel pieno rispetto della natura e dell’ecosistema, l’azienda ha una produzione media di circa 350mila bottiglie all’anno, non solo rossi dalla forte personalità, ma anche vini bianchi d’eccellenza. Grazie a una gestione familiare e coesa dell’azienda - tutta la famiglia, infatti, è coinvolta nella filiera - i vini Gaja sono diventati un vero mito: basti pensare che il Barbaresco Gaja del 1985 è stato definito da Wine Spectator come il miglior vino mai prodotto in Italia. 

I vini Gaja hanno uno stile unico e inconfondibile, e la fama della cantina Gaja, a partire dalla metà degli anni Novanta, si estende dal Piemonte alla Toscana, grazie anche all’ambizioso progetto Ca’ Marcanda: qui nascono vini di taglio bordolese, come il “Promis”, il “Magari” e il “Camarcanda”, caratterizzati da una personalità paragonabile ai più grandi Barbaresco.


Piemonte, Barbaresco 250€


Gaja - Langhe DOC “Alteni di Brassica” 2016 (Sauvignon blanc)


La cantina fu fondata nel 1859 da Giovanni Gaja nel cuore delle Langhe, ed è una delle aziende più importanti nella produzione di Barbaresco. Attualmente guidata con immensa passione e competenza da Angelo Gaja insieme ai figli Gaia, Rossana e Giovanni, l’azienda è famosa a livello nazionale e internazionale, grazie alla continua ricerca e adozione di tecniche produttive d’avanguardia. Il rispetto per le tradizioni e l’amore per un territorio altamente vocato alla produzione di grandi vini, contribuiscono al successo della cantina Gaja in Italia e nel mondo. L’esiguo numero di bottiglie rilasciate contribuisce al prestigio di Alteni di Brassica, il Sauvignon prodotto dal "re del barbaresco" Angelo Gaja, a riprova dello stratosferico livello qualitativo dell’azienda anche nella produzione di vini bianchi. Alteni di Brassica è ottenuto da uve Sauvignon coltivate nella zona di Serralunga, vinificate in piccole botti di rovere francese, e si propone con un caldo colore dorato, tipici aromi fruttati e floreali, un’incantevole freschezza e una delicata acidità. Possiamo coccolarlo a lungo nella nostra cantina, e quando decideremo di stapparlo, sarà emozionante degustarlo, prima in purezza, e poi insieme a prelibatezze di pesce, crudo, cotto o affumicato.


Piemonte, Barbaresco 150€



Pomodolce - Colli Tortonesi DOC “Grue” 2019 (Timorasso)


La nostra azienda, nata nel 2005 da una lunga tradizione famigliare di coltivazione dei vigneti, è situata sulle colline tortonesi, a Montemarzino, sul crinale tra la val Grue e la val Curone.

La nostra azienda è situata sulle colline del tortonese, in Val Curone nel territorio comunale di Montemarzino, paese

che si trova in provincia di Alessandria ad un'altitudine di 448 m, e che dista 38 km dal capoluogo. La nostra storia è quella di vignaioli, presenti sul territorio tortonese, da oltre tre generazioni . Dal 2005 è nato il nuovo Marchio Pomodolce che ha portato alla creazione dell'omonima azienda produttrice. La filosofia aziendale è la produzione di

uve, nel rispetto dei principi della viticoltura biologica, escludendo tassativamente diserbanti, pesticidi, concimi chimici 

a favore di prodotti naturali e di concimi d' origine animale. Tra i vini prodotti una nota in particolare va alle due 

produzioni di punta della zona ossia agli autoctoni Timorasso Derthona , Barbera, Croatina e Nebbiolo.


Nei nostri quattro ettari di vigneti abbiamo scelto di privilegiare la qualità rispetto alla quantità, optando per basse rese 

di produzione senza l'utilizzo di diserbanti, concimi chimici e prodotti sistemici. Il risultato è tutto da assaporare.

La vinificazione delle uve provenienti esclusivamente dai nostri vigneti avviene in modo tradizionale, affiancando l'esperienza accumulata negli anni all'utilizzo di impianti per la fermentazione controllata dei mosti e di piccole botti di rovere per l'affinamento dei vini.



Piemonte, Montemarzino 50€






Cascina Maddalena - Lugana DOC “Capotesta” 


È nella vigna che bisogna stare più che in cantina. È nella vigna che crei il tuo vino. È nella vigna che fai la differenza.

Il vino si fa nella vigna: questo è quello che Mattia ha imparato da suo papà Luciano, che ha trasmesso al figlio l’amore per i campi e per le viti. Come ripete Luciano “bisogna lavorare bene dietro ai vitigni, curare la vite e l’uva: è qui che nasce il buon vino”. Questa è un’espressione molto pura e diretta del nostro territorio. Al naso profumi di frutta a polpa bianca, croccante e succosa, come la pesca bianca c’è anche un lieve sentore verde e infine una nota agrumata che sfocia poi in un gusto secco e sapido con un retrogusto di mandorla.


E’ un vino fatto per essere abbinato al cibo, ottimo con delle verdure pastellate, con la frittura di pesce e piatti a base di pesce di lago.



Lombardia, Sirmione 45€








Franz Haas - Vigne delle Dolomiti IGT Muller Thurgau “Sofì” 2020


Il Müller Thurgau si presenta con un vivace colore giallo paglierino, con aromi che ricordano note di moscato, frutta fresca, pesche e fiori (primula gialla); chiude con gusto elegante e sapido con finale molto piacevole. Con convincente semplicità e fresca acidità il vino seduce già in gioventù. Le viti di Müller Thurgau sono allevate a Guyot ad altitudine variabile tra 500 e 800 metri. I terreni, misti tra argilla e porfido, sono esposti a sud e sud-ovest.


Alto Adige, Montagna 45€



Franz Haas – Manna 2020


In gioventù il vino presenta note giallo-dorate, mentre dopo qualche anno di maturazione compaiono toni dorati intensi. Grazie alle sue particolari caratteristiche il Manna seduce con un bouquet complesso e stratificato che riporta a note di sambuco, pistacchi e petali di rose. Colpisce per la sua complessità e concentrazione combinate ad una eleganza morbida e ad una struttura minerale. Il Manna è un vino versatile, nel tempo non risulterà mai uguale, ma i diversi vitigni conferiscono a questo vino sempre note diverse e l’alta percentuale di Riesling contribuisce a mantenerlo vivo negli anni.


Il Manna, vino molto singolare che Franz ha dedicato con la sua prima uscita nel 1995 a Maria Luisa, è una cuvée di Riesling, Chardonnay, una parte di Gewürztraminer ed una piccola percentuale di Sauvignon Bianco; con l’annata 2013 è stata aggiunta una parte di Kerner diminuendo le percentuali di Riesling e Gewürztraminer. I vigneti dei cinque vitigni si trovano ad un’altitudine compresa tra 350 e 800 metri. I terreni, molto differenti tra di loro, sono di origine dolomitica, porfirica, sabbiosa e marnosa e sono esposti verso sud-ovest.

Le uve, a causa dei periodi di maturazione diversi, vengono raccolte e lavorate separatamente. Lo Chardonnay ed il Sauvignon Bianco vengono fermentati in barrique, mentre il Riesling, il Gewürztraminer e il Kerner fermentano in vasche d’acciaio. A fermentazioni ultimate, i vini giovani vengono assemblati per favorire la combinazione e l’armonizzazione delle differenti componenti aromatiche. Dopo un periodo di permanenza sui lieviti fini di circa dieci mesi, il vino viene imbottigliato e ulteriormente affinato in bottiglia per qualche mese.




Alto Adige, Montagna 50€






Franz Haas - Vigne delle Dolomiti IGT Moscato Giallo 2020


Nel 1990 eravamo poco più di tre persone, una piccolissima famiglia che con gli anni si è allargata fino ad arrivare alle quasi trenta persone che siamo oggi. E sempre di famiglia desideriamo parlare.


Come in tutte le famiglie vigono le discussioni e le problematiche ma anche il desiderio di lavorare in serenità perché siamo convinti che solo in questo modo si riesce a creare una squadra forte, un team costruttivo, professionale, lungimirante e volonteroso. Perché solo con queste prerogative si possono ottenere buoni risultati.


Ogni giorno cerchiamo di migliorare, cercando di non dimenticarci i principi da cui siamo partiti: rispetto e gratitudine. Il lato umano che da sempre abbiamo voluto trasmettere, accompagnati dalla buona educazione e dall’ospitalità, ci contraddistingue e siamo convinti che sia parte integrante del nostro successo.


Dopo quarant’anni di domande e venti di sperimentazioni e confronti, ho fatto la mia scelta. Perché desidero che tutto il nostro lavoro, i giorni e le notti che dedichiamo al nostro prodotto, si concludano sempre con un vino all’altezza del nostro impegno e delle vostre aspettative.

Questo è il mio cerchio perfetto, dalle viti fino all’ultimo giro di vite.” - Franz Haas


…ci dedichiamo alla ricerca della perfezione.

Nel gusto, nel profumo, nel colore dei nostri vini.

Per questo, da quasi quarant’anni a questa parte, abbiamo iniziato a interrogarci sull’opportunità di continuare a usare il tappo in sughero: la qualità di questa materia purtroppo non è più quella di una volta e il suo utilizzo comporta sempre più frequenti alterazioni nel gusto e nel profumo dei nostri prodotti.

Dal 1996 abbiamo iniziato a studiare tutte le possibili chiusure alternative. Lunghi anni di viaggi, assaggi, confronto con i migliori viticoltori del mondo e, soprattutto, di degustazioni comparative su diversi imbottigliamenti paralleli per ogni annata, ci hanno portati fino al tappo a vite.


Il Moscato, vinificato secco, si presenta con colore giallo-oro leggermente smorzato. È un vino fine ed aromatico. All’inizio si percepiscono note di agrumi, pesca bianca, melissa e sambuco, a cui si uniscono sfumature di noce moscata e spezie dolci. La forte acidità e la discreta struttura minerale regalano a questo vino un’eccellente freschezza e piacevolezza.


Le viti di Moscato Giallo sono coltivate a Guyot in appezzamenti collocati ad un’altitudine tra 400 e 450 metri con un’esposizione a sud/sud-ovest e ovest. I terreni sono un misto tra sabbia ed argilla.


Dopo una brevissima macerazione per favorire l’estrazione aromatica, il pigiato (uva diraspata) viene pressato. Successivamente il mosto viene fermentato a temperatura controllata. Prima di essere imbottigliato il vino trascorre circa cinque mesi sui lieviti in vasche d’acciaio per esaltare le potenzialità aromatiche.


Alto Adige, Montagna 50€



Franz Haas - Gewurztraminer 2020


Dal 1996 abbiamo iniziato a studiare tutte le possibili chiusure alternative. Lunghi anni di viaggi, assaggi, confronto con i migliori viticoltori del mondo e, soprattutto, di degustazioni comparative su diversi imbottigliamenti paralleli per ogni annata, ci hanno portati fino al tappo a vite.


Suo padre, Franz Haas VI, a soli 17 anni, con la stessa caparbietà, che contraddistinguerà poi il figlio, dovette intentare un processo contro lo zio, che si era dimostrato avido e arrogante, per salvaguardare i diritti dell’eredità del padre, Franz Haas V, e garantire così la continuità della storia di famiglia. Costruì la cantina – che ancora oggi possiamo visitare -facendola passare per una stalla, per difenderla dalle mire dello zio. Grazie al sostegno di un amico mediatore di vino iniziò poi questa avventura, producendo, vinificando e vendendo il vino sfuso a vari produttori altoatesini.


Fino al 1986 rimase alle redini dell’azienda scontrandosi non poco con il figlio. Il primo, più razionale, l’uomo dei numeri, dei calcoli, delle previsioni, il secondo, più sensitivo e umano come si autodefinisce.


Oggi Franz Haas VII è indubbiamente un uomo di tradizione, ma con lo spirito dell’innovazione e della sperimentazione. Non teme le sfide, perché per lui vino è sinonimo di vita. È da più di trent’anni che vinifica il Pinot Nero, vitigno nobile capace di dare vita a vini straordinari, ma anche imprevedibile nella coltivazione e molto soggetto a malattie e sbalzi climatici. In questo lasso di tempo non ha vinificato un solo Pinot Nero per anno, ma diversi, per seguire varie tesi, varie prove di coltivazione dei diversi cloni, varie prove di vinificazione, varie prove di affinamento. Franz, da preciso quale è, ha naturalmente tenuto il conto, e ad oggi i Pinot Nero da lui vinificati sono 592.


Ha scoperto come le alte quote donano alle uve caratteristiche uniche ed è alla continua ricerca di quel vino perfetto che pretende da se stesso e che non è ancora riuscito a produrre. “Ma sono speranzoso; il mio medico mi ha detto che vivrò ben oltre i 100 anni, quindi ho ancora un po’ di prove da poter fare!”.


Al suo fianco, Maria Luisa, il tocco inconfondibile del calore delle relazioni umane, del senso dell’estetica e del bello di Franz Haas. Segue da sempre anche la rete agenti creata al suo arrivo in azienda, nel 1990 erano pochi i produttori altoatesini presenti sul mercato italiano, a quel tempo erano tutti più direzionati verso il mercato tedesco. Ma la sua italianità, portó l’azienda in questa direzione cogliendone poi i vantaggi più avanti.


Il Gewürztraminer si presenta con un colore giallo dorato intenso con un bouquet profondo di aromi complessi come litchi, buccia d’arancia, chiodi di garofano, noce moscata e rosa. Il vino deve riposare qualche istante nel bicchiere per esprimersi al meglio. Al palato è pieno e stimolante grazie alla sua struttura, freschezza e vivacità, con una nota finale leggermente amarognola e molto persistente. Il Gewürztraminer raggiunge la sua completa evoluzione solo dopo diversi mesi di maturazione in bottiglia.


Le viti di Gewürztraminer, tutte allevate su impianti a Guyot, crescono su terreni profondi e argillosi con una rilevante presenza di scheletro (alta percentuale di ciottoli) ad un’altitudine che varia tra 350 e 650 metri e con esposizione verso sud-ovest.


Il mosto dopo un breve periodo di macerazione (contatto con le bucce) viene fermentato a bassa temperatura in vasche d’acciaio. In seguito, il vino matura sui lieviti con frequenti battonage (mantenimento in sospensione dei lieviti) per circa sei mesi prima dell’imbottigliamento.


Alto Adige, Montagna 45€



Goldmuskatellern, Kurtatsch



Il nostro obiettivo: produrre in modo sostenibile vini che rispecchiano fedelmente la loro provenienza.

Il capitale più importante sono i nostri vigneti unici. La nostra filosofia nasce dal termine “terroir”, ovvero le proprietà geografiche, climatiche e geologiche di un vigneto. Questi conferiscono al vino il suo carattere inconfondibile.


Vigneti unici da 220 a 900 m s.l.m. – avere 700m di dislivello in un unico comune è una cosa unica in Europa! Le zone più in basso sono tra le più calde dell'Alto Adige e sono ideali per i vini rossi. Sulle alture sopra il centro abitato, i vini bianchi trovano condizioni alpine perfette.


Lo sforzo meticoloso di produrre vini che riflettono il loro terroir crea vini inconfondibili e distintivi. In cantina lasciamo che il vino si dispieghi da solo – quindi ogni vino rispecchia la sua inconfondibile provenienza.


Sulle alture ventilate sopra il centro abitato crescono i nostri migliori vini bianchi dai 450 ai 900 m s.l.m. Il microclima in questa zona, in parte molto ripida, è condizionato dai rinfrescanti venti discendenti serali. La marcata differenza di temperatura tra giorno e notte contribuisce a conservare gli aromi freschi e l’acidità vivace. I terreni permeabili e calcarei di dolomite, danno un’ulteriore impronta al carattere minerale dei nostri vini bianchi.


Essendo una delle più antiche cooperative vinicole della regione, possiamo vantare una lunga tradizione. L'apprezzamento per il nostro terroir unico, l'artigianato e la preziosa esperienza in vigna si tramandano di generazione in generazione. 190 famiglie formano una team forte, che rimane sempre uno: familiare e con i piedi per terra.


I grandi vini nascono in vigneto. Per questo da noi i protagonisti sono i nostri soci che lavorano nelle vigne. Nei vigneti esiste da sempre un legame tra coltivatore e viti. Questa conoscenza di inestimabile valore, unita alla piccola struttura della nostra cantina, offre le migliori condizioni per la produzione di vini terroir unici e caratteristici.


Grazie alle 190 piccole aziende a conduzione familiare che gestiscono 190 ettari di vigneto, è possibile selezionare in modo ottimale la miglior uva.


Insieme ai nostri 190 soci, ci siamo impegnati per un metodo di produzione naturale in un programma di sostenibilità completo. L'obiettivo: sostenibilità in tutti i settori, dal lavoro in vigna al prodotto finale. Durante l'anno siamo in costante contatto con i nostri soci, diamo consigli e supporto. La sostenibilità è anche una priorità assoluta nella nostra cantina: formazione continua e ottimizzazione garantiscono una produzione sostenibile.


Di solito il Moscato Giallo in Alto Adige viene affinato con un residuo zuccherino accentuato – tra le eccezioni troviamo il Moscato Giallo secco di Cortaccia. Questo vitigno è molto esigente riguardo a microclima, terreno e resa.


I giorni caldi nei vigneti sui pendii sono determinanti per l’esuberante ricchezza di frutto nel vino. Le notti fresche sono responsabili della vivace struttura acida e dell’aroma. Il Moscato Giallo secco ha un sapore di moscato meno accentuato di quello della varietà con il residuo zuccherino di Cortaccia.


 Tuttavia riesce a entusiasmare con note speziate complesse e con aromi di gelsomino e albicocca in sottofondo. Un vino ideale come aperitivo o abbinato a pietanze orientali speziate.



Alto Adige, Cortaccia 45€



Gewurztraminer, Kurtatsch




Il nostro obiettivo: produrre in modo sostenibile vini che rispecchiano fedelmente la loro provenienza.

Il capitale più importante sono i nostri vigneti unici. La nostra filosofia nasce dal termine “terroir”, ovvero le proprietà geografiche, climatiche e geologiche di un vigneto. Questi conferiscono al vino il suo carattere inconfondibile.


Vigneti unici da 220 a 900 m s.l.m. – avere 700m di dislivello in un unico comune è una cosa unica in Europa! Le zone più in basso sono tra le più calde dell'Alto Adige e sono ideali per i vini rossi. Sulle alture sopra il centro abitato, i vini bianchi trovano condizioni alpine perfette.


Lo sforzo meticoloso di produrre vini che riflettono il loro terroir crea vini inconfondibili e distintivi. In cantina lasciamo che il vino si dispieghi da solo – quindi ogni vino rispecchia la sua inconfondibile provenienza.


Sulle alture ventilate sopra il centro abitato crescono i nostri migliori vini bianchi dai 450 ai 900 m s.l.m. Il microclima in questa zona, in parte molto ripida, è condizionato dai rinfrescanti venti discendenti serali. La marcata differenza di temperatura tra giorno e notte contribuisce a conservare gli aromi freschi e l’acidità vivace. I terreni permeabili e calcarei di dolomite, danno un’ulteriore impronta al carattere minerale dei nostri vini bianchi.


Essendo una delle più antiche cooperative vinicole della regione, possiamo vantare una lunga tradizione. L'apprezzamento per il nostro terroir unico, l'artigianato e la preziosa esperienza in vigna si tramandano di generazione in generazione. 190 famiglie formano una team forte, che rimane sempre uno: familiare e con i piedi per terra.


I grandi vini nascono in vigneto. Per questo da noi i protagonisti sono i nostri soci che lavorano nelle vigne. Nei vigneti esiste da sempre un legame tra coltivatore e viti. Questa conoscenza di inestimabile valore, unita alla piccola struttura della nostra cantina, offre le migliori condizioni per la produzione di vini terroir unici e caratteristici.


Grazie alle 190 piccole aziende a conduzione familiare che gestiscono 190 ettari di vigneto, è possibile selezionare in modo ottimale la miglior uva.


Insieme ai nostri 190 soci, ci siamo impegnati per un metodo di produzione naturale in un programma di sostenibilità completo. L'obiettivo: sostenibilità in tutti i settori, dal lavoro in vigna al prodotto finale. Durante l'anno siamo in costante contatto con i nostri soci, diamo consigli e supporto. La sostenibilità è anche una priorità assoluta nella nostra cantina: formazione continua e ottimizzazione garantiscono una produzione sostenibile.


L’esigente Gewürztraminer predilige posizioni calde e ventilate, con terreni argillosi profondi. Questi presupposti sono dati nella zona di Brenntal a nordovest dell’abitato di Cortaccia.


Dai rossi terreni argillosi il Gewürztraminer ricava la sua sfaccettata struttura aromatica: litchi, rose, mango, buccia d'arancia caramellata e lavanda. 


Al palato il vino si presenta con un tessuto cremoso e con un’acidità elegante che tiene in equilibrio il corpo muscoloso. Il vino acquista la sua complessità dopo una lunga maturazione in cantina e in bottiglia, per cui il prodotto viene messo sul mercato come Riserva solo due anni dopo la vendemmia. Il potenziale d’invecchiamento fino a 20 anni è enorme.



Alto Adige, Cortaccia 45€






Vignai da Duline - Colli Orientali del Friuli DOC “Ronco Pitotti” Pinot Grigio 2020


La cantina Vignai da Duline nasce nel 1997, quando Lorenzo Mocchiuti e Federica Magrini ereditano le vecchie vigne dei parenti, in particolare il meraviglioso vigneto Duline appartenente al nonno Mario. Ci troviamo nel cuore dei Colli Orientali, nella località di Villanova a San Giovanni al Natistone. Una zona magica, immersa nella natura selvaggia Friulana. L’obbiettivo è quello di continuare la tradizione familiare seguendo la filosofia che da sempre li ha guidati: rispetto della terra e salvaguardia dell’ambiente. Così i due nuovi ragazzi, giovani e con tanta voglia di mettersi in gioco, si avvalgono delle parole del nonno per portare avanti la ricetta di famiglia: lasciare che la natura continui ad esprimersi disinvolta e senza interventi umani. L’uomo deve avere l’occhio critico e capire la natura che lo circonda.


Le viti di Vignai da Duline sono immerse nella biodiversità locale. Il primo, il cru Ronco Pitotti a Manzano, conta circa 6 ettari ed è circondata da quasi 10 ettari di boschi selvaggi, disegnando un paradiso lontano da tutto. I vitigni storici di Sauvignon, Merlot e Friulano si alternano a uve più giovani locali e internazionali. Tra i filari emerge il Tocai Giallo, un vitigno quasi estinto e sempre più difficile da trovare.  Il secondo, il vigneto La Duline, si estende per circa 4 ettari dove le varietà non si riescono a contare.


I vini di Vignai da Duline ricercano l’alta qualità, ma sono anche espressivi e tipici. Il territorio si riflette nella bottiglia e quando un vino è fatto bene ci mette poco a conquistare il pubblico. Sono circa 40 anni che il terreno non vede diserbanti, ma solo piccoli trattamenti con rame e zolfo. Così il terreno cresce sano e pulito, originando vini che sanno stupire per delicatezza, spontaneità e genuinità.



Friuli Venezia Giulia, San Giovanni al Natisone 50€



Vignai da Duline - Colli Orientali del Friuli DOC “Ronco Pitotti” Chardonnay 2019


Giallo dorato intenso e luminoso. Al naso si esprimono intense e persistenti note fruttate di ananas e pesca impreziosite da sfumature vanigliate e di pasticceria. La freschezza agrumata bilancia perfettamente le sensazioni morbide e burrose dell'assaggio, mentre la nota minerale rende il finale complesso ed elegante.



Friuli Venezia Giulia, San Giovanni al Natisone 60€



Vignai da Duline - Colli Orientali del Friuli DOC “Morus Alba” 2018


Il Morus Alba di Vignai da Duline è un taglio friulano dove personalità e carattere abbondano. La struttura e il nerbo del Sauvignon incontrano infatti la calorosa aromaticità della Malvasia, vinificando e affinando insieme per un lungo periodo di tempo. Nasce così una bottiglia espressiva e tipica, che parla del territorio in maniera autentica, conquistando il palato di chi ha la fortuna di assaggiarla già dopo pochi istanti.

Il Bianco Morus Alba di Vignai da Duline ha origine da un blend dove, accanto a un 65% di Malvasia Istriana, troviamo anche il Sauvignon Blanc. Le viti crescono nei vigneti di Duline e Ronco Pitotti con il sistema del sylvoz e del guyot su un terreno calcareo; in vigna si seguono pratiche di lavoro biologiche, e il terreno non vede mai l’utilizzo di diserbanti, ma sporadicamente si eseguono solo piccoli interventi a base di rame e zolfo. Si effettua una macerazione prefermentativa e, dopo la pressatura soffice, il mosto fermenta spontaneamente in barrique con i lieviti indigeni, svolgendo anche la malolattica. L’affinamento prevede tre passaggi: dapprima il vino riposa per 11 mesi in barrique di rovere francese di diverso passaggio, poi si prosegue con 7 mesi in acciaio e infine, dopo l’imbottigliamento, rimane per un altro anno a maturare direttamente in vetro.

Questo Morus Alba Vignai da Duline si annuncia nel calice con un colore giallo paglierino, dotato di una bella concentrazione. I profumi che avvolgono il naso rivelano un’anima complessa e stratificata, in cui la frutta tropicale si alterna a rimandi più speziati e cenni pepati. All’assaggio ha un buon corpo, ed entra al palato con vivacità grazie a un sorso dal profilo fresco e sapido; termina con un finale connotato da un retrogusto persistente. Un’etichetta che nasce dalla ricerca personale di Lorenzo e Federica, proprietari della cantina desiderosi di sperimentare un bianco d’impatto: provatelo con ostriche e crudi di mare, non ve ne pentirete.


Friuli Venezia Giulia, San Giovanni al Natisone 60€




Vignai da Duline - Colli Orientali del Friuli – Friulano 2020


Da due vigneti storici nell'area orientale del Friuli Venezia Giulia, cercando di esprimere la sintonia tra tradizione e territorio nasce l'azienda Vignai da Duline. Una piccola realtà, circa 20.000 le bottiglie prodotte, concentrata sulla conduzione naturale, l'attenzione ed il rispetto dell'ambiente e della natura circostante. Questo permette di utilizzare semplici e tradizionali tecniche di vinificazione per ottenere vini che esaltano al meglio la ricchezza del territorio.


Il Friuli Grave Friulano DOC “La Duline” di Vignai da Duline è ottenuto dall'omonimo vitigno che ha dato origine all'azienda, con viti di oltre 80 anni. Emblema della tipicità del territorio con i suoi terreni calcarei e ciottolosi che donano grande mineralità e personalità a questo vino. Naturalmente anche la vinificazione è in ottica biologica e matura in botte per 11 mesi prima dell'imbottigliamento.


NOTE DI DEGUSTAZIONE


Giallo paglierino luminoso. Al naso arrivano subito discrete note minerali, seguono frutti a polpa gialla e sentori floreali. All'assaggio conferma la buona sapidità sostenuta da una freschezza decisa ed agrumata che chiude con note di erbe aromatiche.

La cantina Vignai da Duline nasce nel 1997, quando Lorenzo Mocchiuti e Federica Magrini ereditano le vecchie vigne dei parenti, in particolare il meraviglioso vigneto Duline appartenente al nonno Mario. Ci troviamo nel cuore dei Colli Orientali, nella località di Villanova a San Giovanni al Natistone. Una zona magica, immersa nella natura selvaggia Friulana. L’obbiettivo è quello di continuare la tradizione familiare seguendo la filosofia che da sempre li ha guidati: rispetto della terra e salvaguardia dell’ambiente. Così i due nuovi ragazzi, giovani e con tanta voglia di mettersi in gioco, si avvalgono delle parole del nonno per portare avanti la ricetta di famiglia: lasciare che la natura continui ad esprimersi disinvolta e senza interventi umani. L’uomo deve avere l’occhio critico e capire la natura che lo circonda.

Le viti di Vignai da Duline sono immerse nella biodiversità locale. Il primo, il cru Ronco Pitotti a Manzano, conta circa 6 ettari ed è circondata da quasi 10 ettari di boschi selvaggi, disegnando un paradiso lontano da tutto. I vitigni storici di Sauvignon, Merlot e Friulano si alternano a uve più giovani locali e internazionali. Tra i filari emerge il Tocai Giallo, un vitigno quasi estinto e sempre più difficile da trovare.  Il secondo, il vigneto La Duline, si estende per circa 4 ettari dove le varietà non si riescono a contare.

I vini di Vignai da Duline ricercano l’alta qualità, ma sono anche espressivi e tipici. Il territorio si riflette nella bottiglia e quando un vino è fatto bene ci mette poco a conquistare il pubblico. Sono circa 40 anni che il terreno non vede diserbanti, ma solo piccoli trattamenti con rame e zolfo. Così il terreno cresce sano e pulito, originando vini che sanno stupire per delicatezza, spontaneità e genuinità.


Friuli Venezia Giulia, San Giovanni al Natisone 50€






Zidarich - Venezia Giulia IGT “Prulke” 2018


03.07.2009, data di inaugurazione ufficiale della nuova cantina, scavata interamente nella roccia, con una profondità di 20 m e sviluppo su cinque piani complessivi è costruita con risorse locali. Dall’ingresso principale, i diversi ambienti si susseguono in modo armoniso. 


La nuova costruzione ospita l’intero processo produttivo vitivinicolo dell’azienda, con la cantina, la zona invecchiamento dove è stato costruito un soffitto a volte in pietra, le aree adibite alla lavorazione, e la sala di degustazione, collocata al livello più alto, dove attraverso grandi vetrate si gode di bellissima vista sulle vigne circostani, che sfumano sul mare all’orizzonte.


Friuli Venezia Giulia, Carso 50€





Ougrade 2019 – Sandi Skerk


L'Azienda vinicola Skerk è stata fondata nel 1990 e si trova in una zona arida e difficile dell'Altopiano Carsico, a 250 metri sul livello del mare. I sei ettari di vigneto, posti in zone impervie e poco accessibili, godono di un clima mite e temperato, dovuto alla vicinanza del mare e il loro terreno rosso, brullo e sassoso è ricco di calcare e di ferro, elementi essenziali per la produzione di uve di qualità. In vigna i trattamenti invasivi sono banditi e anche in cantina si privilegiano procedimenti assolutamente naturali. La cantina stessa è una grotta scavata nella roccia calcarea che, assicurando un giusto equilibrio tra umidità e temperatura, permette una perfetta maturazione dei vini in fusti di rovere.

I vitigni coltivati sono la Vitovska, autoctona del territorio del Carso e coltivata fin dai tempi antichi solo in quella zona, la Malvasia e i vitigni internazionali Sauvignon e Pinot Grigio. Amore e rispetto per la propria terra, duro lavoro e tanti sacrifici sono premiati dalla produzione di uve eccezionali che danno vita a vini splendidi, unici come la Vitovska, che viene prodotta dal vitigno omonimo in purezza e l'Ograde, formato da un sapiente connubio di Vitovska, Malvasia, Sauvignon e Pinot Grigio; questi vini hanno ormai conquistato il favore incondizionato del pubblico e della critica a livello nazionale ed internazionale…




"Sandi Skerk e Carso sono quasi sinonimi, da quanto sono intimamente legati uno all'altro: alla soglia della sua venticinquesima vendemmia, Sandi è riuscito nell'intento di rendere complice il paesaggio della sua idea di viticoltura, sostenibile e rispettosa di quel territorio così duro e difficile da coltivare, ma che sa restituire tanto"


Guida Slowine 2022


Friuli Venezia Giulia, Carso 60€



Vitovska 2019 – Sandi Skerk


La Vitovska di Skerk è un vino bianco espressivo, ricco e molto territoriale, vinificato con breve macerazione sulle bucce e maturato per un anno in botte grande. Affascianti profumi vegetali, di fiori e tè verde animano un sorso intenso, sapido e persistente. Vino fatto come una volta con metodi artigianali.


La Vitovska è tra i gioielli più preziosi del Carso e nasce da un’antica varietà a bacca bianca coltivata al confine estremo tra Italia e Slovenia. Regala espressioni di grande territorialità e personalità, dai profumi floreali e agrumati, dal gusto pulito e piacevolmente sapido, attraversato da una decisa freschezza minerale. Quando si parla dei bianchi del Friuli ci si riferisce molto spesso al Collio o ai Colli Orientali e ci si dimentica di quel piccolo lembo di terra che discende lungo Triste fino all’Istria e che costeggia il Mar Adriatico: il Carso. Un territorio difficile, duro ed estremo, composto da pietra bianca modellata dalla fredda bora che soffia costantemente in queste zone. Proprio qui nasce questa tipologia, l’anima misteriosa del Carso, il punto d’incontro tra Alpi e mare, tra oriente e occidente.


Friuli Venezia Giulia, Carso 50€



Tamellini Soave Classico “Le Bine de Costiola” 2019 


La famiglia Tamellini coltiva vigneti da quattro generazione, ma è solamente nel 1998 che i due fratelli Gaetano e Pio Francesco decidono di fondare una loro azienda vitivinicola. Volevano infatti creare qualcosa di diverso, di più nobile, un Soave unico sul mercato. Da allora Gaetano cura la crescita e la produzione dei vigneti e Pio invece trasforma i grappoli nel prestigioso vino Tamellini. 


La fiducia in un vino prodotto come si faceva alle origini nel Soave, con il suo vitigno, la Garganega, combinato con la più recente tecnologia, ha creato la particolarità della nostra azienda. La garganega, il vitigno del Soave, e il non utilizzo di barriques o botti grandi ha caratterizzato sin dall’inizio la particolarità del nostro vino.


Una cantina poco più che maggiorenne - la carta d'identità recita 1998 - ma che nonostante tutto ha l'esperienza e la maturità dei veterani, dato che in casa Tamellini si coltivano vigne da ben tre generazioni. 

A trasformare la passione di famiglia in un'attività ben avviata ci hanno pensato gli attuali proprietari: i fratelli Pio Francesco e Gaetano Tamellini, il primo impegnato in cantina e il secondo in vigna. I due decisero di scommettere sulle potenzialità della sottovalutata garganega, tutt'oggi unico vitigno coltivato in azienda, e su una viticoltura rispettosa del territorio, dell’ambiente, della natura e della biodiversità. 

Siamo lungo i pendii delle colline di Soave, in un territorio in cui la peculiare composizione dei suoli di matrice vulcanica, unita al microclima mite ma allo stesso tempo rinfrescato dai venti che provengono dal Lago di Garda, creano le condizioni ideali per la coltivazione della vite. In questo contesto unico al mondo, l’azienda Tamellini può attualmente contare su una superficie complessiva di circa 26 ettari, condotti seguendo norme agronomiche rigorose e precise. Tra i filari non sono adoperati né concimi chimici né trattamenti sistemici, sono “ascoltati” i tempi della natura e ogni pianta è lasciata “autoregolarsi”, cosicché di vendemmia in vendemmia si arrivano puntualmente a raccogliere uve sane, schiette, ricche e concentrate in ogni più piccola sfumatura organolettica. 

In cantina la filosofia perseguita non è molto diversa da quella adottata in vigna, per cui i vini vengono lasciati maturare esclusivamente in acciaio, e nel segno della massima qualità possibile l’intento principe rimane sempre quello di esaltare e valorizzare tutto quanto la stagione e il territorio hanno saputo esprimere nelle uve. 

I vini prodotti rispecchiano quindi di conseguenza il terroir di Soave, regalando al calice profondità ed eleganza, ravvivate dagli strati minerali e dalle note fruttate sempre fini e penetranti, caratteristiche mantenute pure e nitide. Dalle 30mila bottiglie iniziali si è giunti nel 2015 a una produzione di circa 250mila unità, a testimonianza di come la scommessa originaria sia oramai più che vinta.


Veneto, Soave 45€



Ermes Pavese BLANC DE MORGEX ET DE LA SALLE 2020 Valle d'Aosta Dop


Siamo una famiglia che “fa vino”. Nel 1999 abbiamo iniziato quest’avventura affascinante che ancora oggi ci offre sempre spunti per guardare a nuove direzioni. L’Azienda si trova in frazione La Ruine, dove abitiamo, e questo mondo è tutt’uno con la vita di tutti i giorni. 

La vite è fatica, passione, dedizione, ma anche soddisfazione e divertimento.


Cerchiamo di portare tutto questo nei nostri vini, lavorando al meglio, con serietà senza perdere un po’ di necessaria follia.


Prié Blanc 100%. Le uve non diraspate vengono pressate. Dopo la fermentazione controllata, vengono effettuati diversi rimontaggi. 

Il vino rimane circa 9 mesi in acciaio in vasca grande per poi essere imbottigliato.

Dopo un mese circa viene messo in vendita. Colore: limpido, giallo paglierino con riflessi dorati

Profumo: sono evidenti note di erbe aromatiche, floreali (biancospino) con sentori di frutti bianchi (Pere Williams) e tono speziato di pepe bianco

Sapore: fresco intenso, persistente con evidenti note minerali. Equilibrato e aromatico


Valle d’Aosta, Morgex 50€



Ermes Pavese BLANC DE MORGEX ET DE LA SALLE 2016 “Nathan”


La nostra Azienda comincia a muovere i primi passi nell’anno 1999, raccogliendo esperienze di famiglia e i consigli di Marziano Vevey, storico produttore del Blanc de Morgex et de La Salle.  Nel volgere di pochi anni la nostra dimensione cambia e ci affacciamo al mercato estero. I vini prodotti sono tre: oltre al Blanc de Morgex et de La Salle tradizionale, nel 2001 escono Nathan - Blanc de Morgex et de La Salle affinato in barriques e Ninive - vino da uva stramatura.

Nel 2010, in occasione dell’inaugurazione dell’ampliamento della cantina, viene presentato Le 7 Scalinate – Carlo Pavese, un Blanc de Morgex et de La Salle le cui uve provengono da un unico vigneto, in quella zona di terrazzamenti che a Morgex viene definita  “le 7 scalinate”. Il vino è dedicato allo zio Carlo, mancato qualche anno prima, che fin dall’inizio aveva creduto e sostenuto il progetto di Ermes. Nel 2012 esce il primo Metodo Classico “Pavese”.

Gli ettari aumentano e si arriva ad oggi, anno 2017. Abbiamo idee e progetti ancora da realizzare, senza dimenticare di lavorare al meglio per ottenere vini di qualità nel rispetto dell'ambiente e del territorio. I nostri figli, Nathan e Ninive, cominciano a consolidare la loro presenza e le loro attività nell’Azienda, orgogliosi di entrare a far parte della storia del Prié Blanc.


MORGEX, VALLE D'AOSTA


Morgex è definito il cuore della Valdigne sia per la sua posizione geografica che lo vede collocato al centro della valle, sia per la sua importanza storica di centro di servizi.

Si trova a 920 metri slm, in posizione pianeggiante, con frazioni che si estendono sia sul lato soleggiato (adrèt), dove si trovano la maggior parte delle zone coltivate, sia sul lato ad ombra della valle (revers), dove invece la fanno da padrone i boschi di conifere.

La Dora Baltea che fa da confine naturale tra adrèt e revers, percorre tutto il paese. 

L’altro comune interessato dalla coltivazione del prié blanc è La Salle, che sorge su un pianoro più elevato rispetto al letto della Dora Baltea. Il territorio di questo comune si sviluppa su entrambi i lati della valle, anche se abitato principalmente sul lato adrèt. Qui si trovano la maggior parte delle coltivazioni. Le vigne sono dislocate per lo più in frazioni vicine al centro paese e nelle frazioni di Echarlod e Villaret. Mentre a Morgex esiste una zona storicamente coltivata a vite, a La Salle le vigne sono più diffuse sul territorio e solitamente frammentate ad altre coltivazioni agricole.

Il clima è quello tipico montano, fresco ed asciutto. La zona è molto ventilata.


PRIÉ BLANC


Il Prié Blanc è l’unico vitigno autoctono a bacca bianca della Valle d'Aosta. Ha la particolarità di essere coltivato franco di piede , cioè non innestato su vite americana.

La sua coltivazione è antichissima. Nel 1200, documenti di passaggi di proprietà attestano che all’epoca erano già conosciute le vigne del “Blanc de Morgex" .

L’altitudine alla quale viene coltivato lo rende immune dall’attacco di diversi parassiti, fra i quali la filossera. E’ considerato uno dei vitigni più alti in Europa.

Il Prié Blanc, coltivato su una superficie DOC totale di 29 ha e vinificato nei comuni di Morgex et di La Salle, dà vita al Blanc de Morgex et de La Salle Valle d’Aosta DOP, un vino dalle origini antiche avvolte nella leggenda che esplode in freschezza e vivacità; un vino dal temperamento giovane che ha attraversato i secoli e la storia, presentandosi oggi com’è nato.

La grappa ottenuta da vinacce di prié blanc, dal profumo intenso, è molto rinomata ed apprezzata.

Le nostre vinacce sono lavorate dalla “Distilleria Levi” con alambicco discontinuo a bagno maria.


I grappoli selezionati, non diraspati, vengono pressati e lasciati macerare per 48 ore a freddo (5° gradi) e successivamente subiscono una pressatura soffice.

La fermentazione viene fatta in barrique di rovere francese di diversi passaggi con frequenti batonnage. Dopo un anno di passaggio in legno, il vino delle diverse barrique viene assemblato in botte di acciaio inox, per un anno. 


Profumo: sentori di frutti maturi e note di frutta secca (albicocche secche). Sapore: caldo, morbido, fragrante e minerale con note di tostatura



Valle d’Aosta, Morgex 80€



Chambave Muscat 2020 – La Crotta di Vegneron - 


Lo Chambave Muscat de La Crotta di Vegneron è un vino bianco aromatico della Val d'Aosta: un Moscato Secco piacevole e leggero, ricco di sentori primari di frutta ed erbe aromatiche. Pesca, albicocca, salvia e timo sono protagonisti del suo seducente ed espressivo corredo aromatico.

La cooperativa Crotta di Vegneron rappresenta l’antica storia della piccola grande realtà del terroir del versante dell’andret di Chambave, in Valle d’Aosta. La cooperativa è nata nel 1980 dall’unione di 25 coraggiosi vignaioli della zona, che diminuendo anno dopo anno, hanno voluto conservare e riportare in auge il proprio duro lavoro. Già cinque anni dopo i membri della Crotta di Vegneron sono diventati 80, raggiungendo ad oggi il centinaio di soci, con una ampia e stimata produzione di successo. Grazie al suo clima particolarmente secco, la zona è sempre stata prediletta per l’allevamento delle uve, che crescendo con un’esposizione a sud, nascono a una pendenza estrema tra i 500 e gli 850 metri sul mare.  Le scarse precipitazioni e le temperature medie diurne elevate contrapposte a notti fresche, perfino fredde in estate, regalano ai vini caratteristiche aromatiche davvero uniche, permettendo alle uve di maturare senza doverle sottoporle a trattamenti artificiali contro i parassiti: la natura dona armonia ed equilibrio al duro lavoro dell’uomo, fiero del proprio territorio. La Cooperativa vanta vitigni autoctoni tradizionali e raccoglie i grappoli di due importanti zone di produzione, cui derivano i nomi delle denominazioni di origine Chambave e Nus. Nei vini della Crotta di Vegneron si percepisce la forza e la passione dello spirito di montagna che anima questi “campagnards”, questi vignaioli: la loro è una viticoltura eroica che regala aromi e sapori unici al mondo, con una lunga e pregiata storia. Nel 1980 un gruppo di viticoltori ha avuto la capacità di intravedere nella viticoltura il mezzo per recuperare i nostri pendii che, dopo anni di abbandono, rischiavano di diventare pericolosi per gli insediamenti umani e decisamente poco accoglienti per i turisti. Ritroviamo così, nell’azione della Cooperativa, un’utilità dicotomica: da una parte la valorizzazione economica di terreni marginali per allevamento e frutticoltura, dall’altra un’azione di messa in sicurezza idrogeologica dei nostri versanti. Oggi, dopo quasi 40 anni di lavoro si cominciano finalmente a vedere i primi risultati sul territorio: alcune aree storicamente adibite a vigneto e che nel secondo dopoguerra erano cadute in abbandono sono tornate al loro antico splendore, regalandoci meravigliose produzioni di uva. Per il prossimo futuro pensiamo ad una Viticoltura sostenibile, di precisione, nella quale l’intervento umano sia compatibile e rispettoso del territorio. Già da anni facciamo controlli sui residui antiparassitari, con il preciso intento di avvicinarci allo ZERO (e comunque molto al di sotto dei limiti legali) pur operando secondo le tecniche della viticoltura convenzionale. Noi Viticulteurs vogliamo diventare attenti e capaci interpreti di ciò che il nostro territorio ci regala. Pendio, sole, pietra, vento non sono solo uno slogan commerciale, ma il riassunto del nostro terroir: sono i pilastri di una viticoltura sostenibile. Identificano infatti degli elementi chiave per la produzione di uva di qualità e una difesa naturale dalle principali avversità della vite. La fortuna di avere un simile terroir deve essere da stimolo per utilizzare sempre meno chimica nella difesa fitosanitaria a favore di tecniche agronomiche di precisione.


Valle d’Aosta, Chamave 40€



Piero Busso, Langhe Bianco 2019


Tutto inizia dalla vigna Albesani, nel 1948. Una lungo susseguirsi di filari, coltivato dai nonni per dedicarsi alla produzione di vino.


Fin dai primi anni la filosofia Busso era chiara: fare vini che sapessero parlare di territorio. L’azienda nasce nel 1948 per volere di Guido, padre di Piero. Con il passare delle stagioni, la nostra idea di vino diventa sempre più precisa. In seguito alla prematura scomparsa di Guido, sul finire degli anni ‘70 Piero Busso, da sempre legato a queste terre, prende le redini della cantina e nel 1982 produce la prima bottiglia del Barbaresco Albesani. Un passo importante, che chiarisce la linea che guiderà la nostra produzione da quel momento in avanti.


Il vino che cerchiamo di mettere in bottiglia è un vino che rispetta il territorio, il vitigno, il frutto. Che sappia valorizzarne le caratteristiche, senza stravolgerle e senza piegarle alla tentazione di forzare troppo la mano.


Con l’acquisto di nuovi Cru abbiamo esteso la gamma dei vini prodotti. Nel 1985, è la volta del Barbaresco Bricco Mondino, vinificato da uve proveniente dai Balluri (qui a Neive). Nel 1999 tocca al Barbaresco Gallina, l’anno dopo al San Stunet (Treiso).

Il Barbaresco è la pagina sulla quale continuiamo a scrivere la nostra idea di vino, rispettosa delle suggestioni del territorio, dell’esposizione, delle peculiarità che ne caratterizzano lo spirito.


Nel 2010, in memoria di Nonno Guido, che aveva creduto profondamente nella grandezza del Cru Albesani, nasce il vino Barbaresco Albesani Viti Vecchie. Per produrlo utilizziamo soltanto uve provenienti da viti messe a dimora negli anni ’50.


Portiamo avanti da sempre un discorso legato al rispetto della terra, che va oltre la certificazione biologica che abbiamo ottenuto: niente diserbanti o prodotti chimici, trattamenti sostenibili, atteggiamento green ben prima della consapevolezza ambientale diffusa oggi.


Abbiamo continuato a vivere l’azienda come viviamo la famiglia: per dimensione e caratteristiche, la nostra cantina è sempre stata così. Piero, sua moglie Lucia, i figli Pierguido ed Emanuela si occupano di ogni cosa. Dai lavori in vigna al raccolto, dalla vinificazione alla vendita. Ogni aspetto della quotidianità nella nostra Cantina passa per le mani e lo sguardo di uno di noi. Con la stessa passione, con lo stesso entusiasmo di sempre!


Piemonte, Neive 45€


Sauvignon 'Sudigiri' Villa Job 2020



Il "Sudigiri" di Villa Job è molto più di un semplice Sauvignon in purezza: è frutto dell'assemblaggio di 3 diversi cloni di questo vitigno ognuno dei quali arricchisce il bouquet aromatico di note personali ed esclusive. Una danza soave e coinvolgente di sentori erbacei, di ortica e sambuco, tutti insieme, mai esagerati, sempre in equilibrio. Un sorso fine e delicato, di grande freschezza e lieve morbidezza nel finale. Vino Biologico, fatto come una volta con metodo artigianali.


Il Sauvignon “Sudigiri” di Villa Job è il frutto del lavoro di una piccola cantina artigianale, che produce vini di grande fedeltà varietale e dal volto tipicamente territoriale. Il Sauvignon Blanc è presente da secoli in terra friulana, dove si esprime su interessanti livelli qualitativi, fornendo alcune tra le migliori versioni della nostra penisola. 


La particolarità di Villa Job è di aver posto la massima attenzione alla composizione dei suoli e alla coltivazione della vite nel modo più naturale possibile. L’ascolto della natura innanzi a tutto e il vino come dono conseguente, sono le linee guida di un progetto che ha portato a realizzare un Sauvignon di grande purezza espressiva, fresco, intenso e con un’aromaticità misurata, mai sopra le righe.


Il vino Sauvignon “Sudigiri” nasce sull’altopiano di Pozzuolo nella zona del Grave Friuli. Il vigneto si estende complessivamente su circa 6 ettari e si trova su suoli antichi di particolare pregio, con affioramenti di sabbie, limo, argille, marne e arenarie. 


Il lavoro in campagna è condotto seguendo i principi dell’agricoltura biologica e biodinamica, con utilizzo d’interfilare inerbito, sovescio e altre pratiche biodinamiche che hanno portato le piante a diventare sempre più resistenti e a trovare un loro naturale equilibrio vegetativo e produttivo. La presenza di boschi attorno ai vigneti contribuisce a creare un ambiente di grande biodiversità, che favorisce la vitalità in vigna e crea un’armonia naturale. Anche la cantina è gestita con lo stesso rispetto nei confronti delle uve, che vengono semplicemente accompagnate verso la trasformazione finale in vino.





Il “Sudigiri” di Villa Job è un Sauvignon Blanc prodotto con piante di diversi cloni, che donano una maggiore complessità e profondità aromatica al vino. La fermentazione avviene in modo spontaneo, con utilizzo di soli lieviti indigeni, senza controllo delle temperature e con macerazione sulle bucce della durata di 2 giorni. Il vino matura per 6 mesi in cemento, 3 mesi in barrique usate e completa il percorso d’affinamento con alcuni mesi in bottiglia. Si presenta di colore giallo paglierino brillante con un bouquet che esprime profumi di sambuco e ortica, delicati aromi fruttati e leggermente aromatici. Il sorso è elegante e delicato, armonioso e con una buona persistenza finale.


Grave del Friuli, Pozzuolo 45€



Centro Italia










Colombaio di Santachiara - Vernaccia di San Giminiano DOCG “Campo della Pieve” 2019


La nostra è una storia come se ne trovano molte nel mondo del vino, una storia di famiglia. Un racconto che affonda insieme alle mani di nostro padre Mario in queste belle terre di San Gimignano. Ed è questo che la rende, almeno per noi, una storia speciale. Era l’inizio degli anni ’50, quando lui, molto prima di diventare adulto, già lavorava nei campi. Con il tempo e la determinazione è sorta la nostra azienda, dapprima dedita all’allevamento e trasformatasi poi nella realtà viticola che è oggi. 


Il Colombaio di Santa Chiara si è indirizzata alla viticoltura nel 2002, quando sulla spinta di Alessio, il più piccolo di noi tre fratelli, decidemmo di entrare a far parte del meraviglioso e complesso mondo enoico. Alessio aveva iniziato a studiare enologia e la passione lo aveva coinvolto a tal punto da voler mettere a frutto concretamente i suoi studi. Colore giallo paglierino. Al naso si presenta complesso e aromatico con note agrumate e floreali in primo piano. Al palato è sapido, denso e profondo. Si distingue per il portamento elegante e rigoroso.


Toscana, San Giminiano 60€








Fattoria il Coroncino Verdicchio Castelli Jesi  “Gaiospino”


La Fattoria Coroncino di Lucio Canestrari e di sua moglie Fiorella Di Nardo nasce 1981 a Staffolo, in provincia di Ancona. Sin dall’inizio i coniugi Canestrari hanno coltivato i vigneti, che in origine non superavano i tre ettari di superficie, con l’agricoltura biologica: inerbimento, nessuna concimazione e bassa solforosa sono solo alcuni dei cardini attorno ai quali ruota tutta l’attività aziendale, dalla vigna fino all’imbottigliamento. Oggi le vigne della Fattoria coprono in totale 17,5 ettari, dislocati fra i 250 e 400 metri sul livello del mare. 9,5 ettari si trovano nei cru Coroncino, Cupramonata e San Paolo di Jesi, che sono fra i terroir più vocati per la coltivazione del Verdiccio dei Castelli di Jesi Classico, forse a causa della natura del terreno ricco di marna calcarea.

I proprietari amano precisare di non appartenere a nessuna associazione e di essere liberi di fare il vino come piace a loro, piacevole, leggero e ricco degli aromi di questa terra.

Per riassumere questa filosofia produttiva i Canestrari hanno adottato dal romanesco il motto che compare su tutte le loro retro-etichette: “’ndo arivo metto ‘n segno”. La produzione annua della Fattoria è mantenuta volutamente bassa per privilegiare al massimo la qualità a scapito della quantità; l’uva è vendemmiata in maturazione molto avanzata, rigorosamente selezionata in modo manuale, la pigiatura è soffice, per non disperdere gli aromi, e la fermentazione avviene a temperatura controllata per ottenere il massimo della qualità.


Marche, Staffolo 45€



Trebbiano d’Abruzzo 2019 Emidio Pepe



La cantina Pepe nasce alla fine dell’Ottocento, quando Emidio Pepe, nonno dell’attuale proprietario, trovò nelle colline di Torano l'habitat ideale per i due principali vitigni abruzzesi: il Trebbiano e il Montepulciano. Già nel 1944 suo figlio Giuseppe si era fatto conoscere in tutta la zona per la qualità del suo vino sfuso. Vent’anni dopo toccò al nipote Emidio ereditare la terra e le conoscenze per elevare il Trebbiano ed il Montepulciano alla prova della bottiglia, tanto che la cantina di Torano Nuovo verrà descritta dal grande Mario Soldati.

Dal 1964 la cantina Pepe è divenuta simbolo di espressione territoriale e longevità, grazie all’instancabile attività di Emidio e di sua moglie Rosa. Da qualche tempo anche le figlie Daniela e Sofia, con il contributo della nipote Chiara, stanno mettendo in pratica i segreti appresi dai genitori per mantenere intatto il patrimonio vitivinicolo della cantina, seguendo la via biologica prima ancora che questa fosse certificata da un timbro istituzionale o divenisse una moda. Oggi la cantina Pepe è gradualmente passata dal metodo biologico a quello biodinamico: Emidio, grazie a 50 anni di vendemmia alle spalle, ha saputo regolare in maniera perfetta nutrimento delle piante, lavorazione del terreno, potatura e vegetazione delle viti, limitando ogni tipo d’intervento in vigna ed in cantina.

I 15 ettari di prorpietà di Emidio Pepe si trovano in un panorama mozzafiato, con il mare a pochi chilometri ed il Gran Sasso alle spalle, con terreni argillosi e calcarei ed un microclima ventilato econ buone escursioni termiche. Non si utilizzano prodotti invasivi, non si usano lieviti selezionati per innescare la fermentazione alcolica e non si aggiungono enzimi per favorire la genesi dei profumi. Sia in vigna che in cantina, infatti, si utilizzano solo prodotti naturali come cristalli di rame, zolfo di miniera e preparati biodinamici. Questa è la filosofia che la famiglia Pepe applica passo passo nel processo che conduce alla produzione del suo vino, sempre vinificato in cemento con affinamenti senza uso di botti di legno in cantina.

Emidio Pepe è una grande cantina familiare che negli anni ha saputo mantenere costante una qualità produttiva assolutamente ineccepibile, riuscendo in ogni annata a rappresentare il terroir e il fascino dell'Abruzzo in ogni sua bottiglia perchè, come ripete spesso Emidio, "la casa del vino è la bottiglia".




Il Trebbiano d’Abruzzo è tra i bianchi più conosciuti e famosi dell’Italia centro-meridionale ed è prodotto nelle province di Chieti, Pescara, l’Aquila e Teramo a partire dall’omonimo vitigno a bacca bianca, detto anche Bombino. Sin dall’antichità veniva considerato leggero e beverino, utilizzato, come racconta Plinio, per abbeverare i soldati o, in epoca più recente, per impreziosire i grandi bianchi. È apprezzato particolarmente per la sua semplicità e freschezza espressiva, tanto da essere un compagno perfetto da abbinare a menù di pesce. Con il miglioramento delle pratiche enologiche e vitivinicole alcune cantine hanno cambiato radicalmente la sua visione, dando alla luce espressioni eleganti, corpose e dal lungo potenziale di invecchiamento, come quelle simboliche e prestigiose di Emidio Pepe, Valentini e Masciarelli.



Abruzzo, Torano Nuovo 75€



Sud Italia


Agnanum - Falanghina Campi Flegrei DOC “Vigna del Pino” 2017


Situata sulle colline vulcaniche della riserva naturale degli Astroni, nella storica area dei Campi Flegrei, l'azienda agricola Moccia si dedica con passione alla viticoltura da oltre quarant'anni. Un accurato piano di recupero, avviato nel 1960 dal fondatore Gennaro Moccia è portato avanti con eguale entusiasmo dal figlio Raffaele che, per seguire l'azienda da vicino, ha rinunciato alla libera professione di agrotecnico, ha permesso di valorizzare a pieno le risorse vinicole di quest'area. I vigneti Moccia sorgono sulle colline della riserva naturale degli Astroni di Agnano dove la particolare pendenza della collina, con sistemazione a terrazza, permette la sola conduzione manuale della stessa,basata su un continuo modellamento del terreno, garantendo così il giusto approvvigionamento idrico attraverso la creazione di piccoli bacini ricavati in prossimità di ogni singola vite, il tutto al fine di assicurare la giusta pendenza del terrazzamento.La selezione accurata delle uve,le bassissime rese per HA(30-40 Ql circa),la raccolta tardiva, la commercializzazione postecipata di circa un anno dopo la vendemmia,garantiscono l'alta qualità del prodotto finale, mentre eventuali residui sul fondo delle bottiglie ne testimoniano la genuinità. Dalla vigna al vino, la tradizione e la cura della famiglia Moccia consentono di esaltare i prodotti con un sapore ed un aroma sempre apprezzato e gradito anche dai consumatori più esigenti. tti con un sapore ed un aroma sempre apprezzato e gradito anche dai consumatori più esigenti. Prodotto in tiratura limitata, AGNANUM è il naturale risultato secondo di una vinificazione eseguita secondo metodi tradizionali.


Campania, Napoli 60€



Pietracupa - Campania Falanghina IGT 2020


Che il territorio irpino sia in grado di esprimere alcuni dei più grandi vini bianchi italiani è cosa nota da tempo. È però anche grazie allo straordinario lavoro portato avanti da Sabino Loffredo e dalla sua Pietracupa, se questa è oggi una certezza consolidata nell’immaginario collettivo. Da quando infatti Sabino ha preso in mano le redini della piccola azienda del padre - era il 1999 - quella della cantina Pietracupa è stata una crescita costante, continua e inarrestabile, che stagione dopo stagione, annata dopo annata, ci ha regalato Fiano di Avelino e Greco di Tufo di assoluto spessore. Vini profondi e minerali, eleganti come pochi altri se ne incontrano, luminosi e sfaccettati. Bottiglie di grande longevità, nonché interpretazioni uniche e inimitabili di quello che è lo straordinario territorio irpino. Non solo, da alcuni anni a questa parte - a partire dal 2008 per l’esattezza - lo stesso Sabino Loffredo ha deciso di confrontarsi con il più grande dei vini rossi del Sud: il Taurasi. 

È così che un piccolo appezzamento acquistato a Torre Le Nocelle, zona ideale alla produzione di un grande Aglianico, sta regalando grandi soddisfazioni anche in rosso. Al momento sono poco più di sette gli ettari impiantati a vigneto: siamo nel territorio del comune di Montefredane, e su terreni vulcanici, caratterizzati da eccellenti esposizioni e da ottimi escursioni termiche tra il giorno e la notte, sono allevate viti nel pieno rispetto di ambiente ed ecosistema, seguendo le norme di un’agricoltura convenzionale ma mai invasiva. 

Tra i filari, si usa la pratica del sovescio, e rame e zolfo sono le soluzioni adottate per contrastare funghi, parassiti e malattie delle piante. In cantina, grazie anche alla preziosa collaborazione dell’enologo Carmine Valentino, ogni passaggio produttivo viene scrupolosamente monitorato. 

Con circa 40mila bottiglie annue, Pietracupa è ormai da tempo una realtà che, vendemmia dopo vendemmia, continua a regalare emozioni tra quelle che nessun appassionato dovrebbe mancare.



Campania, Montefredane  50€



Pietracupa - Campania Fiano IGT 2019


Giallo paglierino, al naso esprime la quintessenza del Fiano di Avellino grazie a note di biancospino, di pesca bianca, di cedro e di timo. Un profilo olfattivo attraversato da una decisa mineralità che fa da preludio ad un assaggio fresco, appagante, che richiama il sorso successivo e che stupisce per definizione. Addirittura sapido, chiude con un finale di impareggiabile pulizia.

Insuperabile in eleganza, il Fiano di Avellino IGT di Pietracupa conferma, vendemmia dopo vendemmia, la sua vocazione all’eccellenza. Lungo, luminoso e sempre caratterizzato da una chiara traccia minerale, è vino cui è impossibile resistere. Di rara longevità, continuerà se ben conservato in cantina ad esprimersi ad altissimi livelli per tanti, tantissimi anni.


Campania, Montefredane 50€



Pietracupa - Campania Fiano IGT “Cupo” 2018


Un fiano straordinario, che viene prodotto solo nelle annate migliori e poi riposa in cantina qualche anno prima di essere immesso sul mercato.

L’Italia “terra di santi, poeti, navigatori” come la descriveva Cristoforo Colombo. Terra straordinaria, costituita da un insieme eterogeneo di entità antropologiche, naturali e culturali unite da arte, cultura, design, cibo, vino e con un patrimonio geologico, raro che è parte integrante del paesaggio. Parliamo di quella “italianità” che gli altri popoli ammirano, e che i vini prodotti dal nord al sud di questo magnifico stivale, isole comprese, trasmettono in modo chiaro. 

Ne è esempio il Cupo di Pietracupa, prodotto nell’areale di Montefredane, in quel territorio irpino che tira fuori grandi vini bianchi. L’ineffabile Sabino Loffredo, il Cupo lo fa solo nelle annate straordinarie. È come se fosse una “riserva” di Fiano, un vino in grado di testimoniare lo spessore dell'Italia vitivinicola, che non teme confronti e che non ha bisogno di spiegazione o di presentazione, perché difficilmente le parole riescono a descrivere la grandezza di vini come questo..


Campania, Montefredane 95€



Tenute Dell’Angelo - Irpinia Coda di Volpe DOC “Del Nonno” 


Sulla strada che separa Benevento da Avellino, è qui che si posiziona la roccaforte del greco: a Tufo. E senza dubbio il suo feudatario è Angelo Muto, vigneron di Cantine dell’Angelo. 900 sono gli abitanti che custodiscono il più piccolo degli areali di questa DOCG per poco più di 500 ettari quasi totalmente parcellizzati: minuscoli cru al pari di quelli francesi, e ad occhi chiusi il greco di Cantine dell’Angelo è un sancerre e se così non è allora il sancerre è un greco. Il “benefattore” di queste zone è lo zolfo, questo minerale, infatti, è il principale componente del terreno tufaceo, prevalentemente argilloso e calcareo, ed è il principale responsabile di quelle note sulfuree segno inconfondibile di ogni calice di greco che provenga da queste zone e al pari di ogni calice di sancerre che provenga dalla Loira. Ed è proprio a ridosso delle antiche miniere di zolfo, in Contrada Campanaro, che si scorge il primo vigneto di Angelo Muto: “Miniere”, 5 ettari di dislivello da far impallidire anche lo scalatore più esperto, si parte da 360 metri per arrivare a vigne impiantate fino a 460 m s.l.m. Qui le pietre di tufo e i pezzi di gesso emergono già in superficie, segno premonitore dell’acidità e sapidità che ritroveremo nel calice. Sopra le bocche di sfiato della polveriera c’è invece “Torrefavale”, che è la seconda etichetta di questa cantina. Torrefavale è stato il primo areale di Tufo a essere iscritto nella DOCG del Greco: poco più di un ettaro oggi diviso in 4 diverse proprietà e, una di queste, a partire dal 2012, è di Cantine dell’Angelo.



Campania, Tufo 45€



Tenute Dell’Angelo - Greco di Tufo DOCG “Miniere” 2019


Completamente circondata da vigneti, la provincia di Avellino offre vini di fama internazionale come il Greco di Tufo, il Taurasi e il Fiano. Il vitigno più antico dell’Avellinese è senza dubbio il Greco di Tufo, da cui si ricava l’omonimo vino, importato dalla regione greca della Tessaglia, dai Pelagi. Zona di produzione del Greco di Tufo: intero territorio dei comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, in provincia di Avellino.



Campania, Tufo 50€



Tenute San Francesco - Costa d’Amalfi Tramonti DOC “Per Eva” 2019 (falanghina, ginestra, pepella)


A Tramonti, nel cuore della Costa D’Amalfi, da vecchie vigne storiche prefillossera ,“Tenuta San Francesco” produce vini veri, unici ed autentici. Tramonti è una magica verde e fertile valle, Patrimonio Mondiale dell’Unesco, ricca di terrazzamenti strappati alla montagna, coltivati a vite, limoni e ulivi.

L’ Eroica viticultura di Tramonti, regala vini di grande personalità, provenienti da viti ultracentenarie prefillossera. Numerosi sono i vitigni autoctoni di Tintore, Piedirosso, Pepella, Falanghina e Ginestra che imprigionano nei loro grappoli la storia, i profumi e i sapori di questa antica terra. Caratteristiche organolettiche: giallo paglierino brillante con riflessi dorati, al naso presenta profumi complessi ed eleganti dai toni floreali e fruttati, arricchiti da piacevoli sentori di erbe aromatiche. Si percepiscono note di fiori bianchi, mela, pesca, limoni e tracce minerali. Al gusto è sapido, minerale, di avvolgente freschezza. Un vino di notevole persistenza e longevità.



Campania, Tramonti 55€



Don Chisciotte - Campania Fiano IGT 2019


Situata a Calitri, sulle colline dell'Alta Irpinia l'azienda agricola di Pierluigi Zampaglione da generazioni produce cereali e leguminose. Tra i primi nel meridione ad utilizzare la coltura organica, dal 2002 Pierluigi e la moglie coltivano anche due ettari di vigneto utilizzando un unico vitigno, il fiano. I vigneti sono situati su tre particelle differenti ed offrono caratteristiche diverse nella composizione del terreno e il lavoro in vigna e quello in cantina sono volti alla valorizzazione del territorio e del vitigno. Da questa filosofia nasce il Don Chisciotte, un Fiano in purezza e non filtrato, caratterizzato dalle lunghe macerazioni sulle bucce, l'utilizzo esclusivo di lieviti indigeni e un uso misurato di solforosa. Ne risulta un vino di grande carattere e personalità, assai poco ruffiano che esprime la grande passione e l'impegno della famiglia Zampaglione. Giallo dorato. Al naso esprime una bella complessità con sentori fruttati, floreali e delicate note aromatiche. In bocca si presenta elegante e fruttato, di buona freschezza e sapidità. Il Campania Fiano IGT “Don Chisciotte” di Pierluigi Zampaglione è un vino biodinamico, non filtrato, vinificato con l'utilizzo di lieviti indigeni e dopo una lunga macerazione. Affina in acciaio e in bottiglia esaltando il frutto polposo e la fresca mineralità.


Campania, Calitri 55€




Centopassi - Terre siciliane IGT “Tendoni di trebbiano” 2020 (trebbiano toscano)


Le uve sono coltivate nella vigna di Cerasa a Monreale. La vendemmia avviene generalmente all’ultima decade di settembre. Dopo la diraspatura e la macerazione dell’uva per 18 ore, la fermentazione viene condotta in tonneaux Taransaud da 500 litri, nuovi e usati. Il vino sosta in tonneaux, metà nuovi e metà usati, per 10 mesi e termina la maturazione con almeno 6 mesi in bottiglia prima della messa in commercio.  Un vino di buona struttura, che grazie all’affinamento in legno, acquista la complessità e l’ampiezza di un bianco importante. Terre Siciliane Trebbiano IGT “Tendoni di Trebbiano” Centopassi è dedicato a tutti i contadini che, subendo l’arroganza e la violenza mafiosa, hanno trovato il coraggio di reagire e alzare la testa, restituendo dignità e speranza alla propria terra.Vino dal colore giallo dorato, che esprime al naso note intense di fiori bianchi, tiglio e ginestra. Al palato è seducente, con aromi di frutta esotica, agrumi, note di mandorla ed erbe aromatiche, sostenute da vivace freschezza e mineralità.



Sicilia, Corleone 45€


Surrau - Vermentino di Gallura DOCG “Branu” 2020



Il comune di Arzachena offre una varietà di percorsi archeologici all’interno di un parco composto da otto siti sparsi lungo tutto il territorio.


Il Parco Archeologico di Arzachena – Costa Smeralda è composto da otto Monumenti a testimonianza di un arco cronologico di diversi millenni, a partire dal neolitico medio fino all’età del bronzo finale. La Singolarità della Cultura Gallurese, i Nuraghi semplici e complessi e le rinomate Tombe di Giganti, compongono, insieme alla campagna gallurese, uno scenario di bellezza rara e incontaminata. 


Le Cantine Surrau dominano una proprietà di oltre 50 ettari di terreno ricoperta in buona parte da vigneti. Il progetto interpreta la cantina come luogo di lavoro che trasforma un prodotto della terra attraverso processi resi visibili, che ne garantiscono genuinità e qualità. Il progetto architettonico nasce da una ricerca armoniosa tra costruzione e natura, in cui l'edificio è caratterizzato da una sequenza di facciate trasparenti e muri in pietra locale che si fondono con la terra.


In Surrau la continua innovazione incontra la tradizione vitivinicola della regione dando origine a vini che vogliono essere espressione del territorio.


La cantina è dotata della tecnologia necessaria per la valorizzazione dei vitigni nel rispetto della tradizione e attraverso anche il proprio laboratorio, che garantisce il controllo di qualità, è completamente autonoma in tutte le fasi di produzione.


Una parte della cantina è completamente dedicata alla lavorazione e produzione, in tutte le sue fasi, degli spumanti Metodo Classico con sala rémuage manuale sulle classiche pupitres.


Ottenuto da sole uve Vermentino allevato in terreni derivanti da disfacimento granitico, tendenti al sabbioso. La fermentazione alcolica avviene in vasche di acciaio inox a temperatura controllata intorno ai 15-18°C. Imbottigliato giovane, mantiene la mineralità e la freschezza tipica del Vermentino di Gallura.


Sardegna, Arzachena 35€



Turi – Catarratto 2020 – Salvatore Marino


Il progetto di Salvatore Marino è iniziato nel 2017, fatto di studio, passione, dedizione, ma soprattutto di grande amore per la vigna, per le antiche tradizioni, per il rispetto della terra e del suo equilibrio naturale.


Ci troviamo in contrada Buonivini e già solo il nome dovrebbe darci un indizio di cosa troveremo nel bicchiere. Salvatore Marino, per gli amici “Turi”, è un contadino, una persona umile ed estremamente legata alla terra.


Dopo anni di impegno e sacrificio in campagna decide di sfidare se stesso mettendosi in proprio con l'obiettivo di rappresentare al meglio la DOC Eloro Pachino. Nel suo vigneto di appena un 1 ha troviamo i vitigni di Nero d’Avola e Pignatello.


Salvatore produce anche grano, olive e le mandorle più gustose del mondo. Salvatore è proprio come il suo vino, sincero e conviviale!


Quello della mia Azienda Agricola è un progetto iniziato nel 2017, fatto di studio, passione, dedizione, ma soprattutto di grande amore per la vigna, per le antiche tradizioni, per il rispetto della terra e del suo equilibrio naturale. La storia, che coinvolge cinque generazioni legate alla viticoltura ed alla produzione di vino inizia a Pachino, luogo in cui la cultura della coltivazione dell’uva è arte antica, millenaria. 


"Il vino si fa in vigna” secondo l’antico detto tramandatomi dai nonni, e i miei vigneti sono in Contrada Buonivini, poco distante dai pantani di Vendicari. Le vigne sono impiantate ad alberello e la natura dei terreni li predispone alla coltivazione della vite ed alla produzione di vino in maniera naturale. Ho rispetto per la biodiversità ed il calendario lunare mi aiuta a scegliere il momento giusto per i lavori condotti ancora a mano. 

LA ZAPPA E LA FORBICE sono gli attrezzi che utilizzo di più. Il letame biologico maturo e la pratica del sovescio sono le uniche concimazioni utilizzate.



Sicilia, Pachino 50€



Vini bianchi estero


Francia


Domaine J.P. e B. Droin - Chablis 2019


Il Domaine Jean-Paul & Benoit Droin è uno dei più antichi e famosi di Chablis.

L’Appellation si trova nella parte nord della regione della Borgogna, poco distante dalla città di Auxerre.

La coltivazione della vite a Chablis risale al III secolo d. C., quando con la conquista romana della Gallia, la cultura del vino viene diffusa nei territori d’Oltralpe al seguito delle legioni.

Il nome della famiglia Droin è già presente nel XVI secolo nei registri dei proprietari terrieri della zona e da allora il domaine ha attraversato i secoli arrivando fino ai giorni nostri.

Il territorio di Chablis si trova in una meravigliosa zona collinare, attraversata dalla vallata del fiume Serein.

I terreni sono particolarmente vocati. Sono prevalentemente costituiti da profondi banchi di calcare, generati nel Kimmeridgiano dalla sedimentazione su antichi fondali marini di gusci di piccole ostriche.

In queste particolari condizioni pedoclimatiche, lo Chardonnay si è ambientato molto bene e regala vini di straordinaria finezza espressiva, caratterizzati da un profilo molto elegante e da una limpida freschezza minerale.

Le vigne si trovano su belle esposizioni soleggiate, prevalentemente rivolte a mezzogiorno, che si trovano sulle due rive del fiume.

Il Domaine Jean-Paul & Benoit Droin possiede 26 ettari in alcune delle zone più prestigiose dell’Appellation.

Oltre a produrre i vini Petit Chablis e Chablis, realizza prestigiose etichette dedicate ai Premier Cru: Vaucopin, Mont de Milieu, Fourchaume, Vaulorent, Montée de Tonnerre, Vaillons, Vosgros, Côte de Léchet, Montmains e ai Grand Cru: Blanchot, Valmur, Vaudésir, Grenouille, Les Clos.

Le parcelle sono vinificate separatamente, in modo da mettere in risalto le peculiarità dei vari climat.

Ogni bottiglia esprime una diversa sfaccettatura di un terroir affascinante, capace di regalare bianchi freschi, raffinati, minerali e longevi.



Borgogna, Chablis 80€








Claire Naudin - Hautes-Côtes de Nuit blanc “Clemantis Vitalba” 2015


Domaine Henri Naudin Ferrand. I vini di Henri Naudin Ferrand. Il domaine, arroccato sulle dolci colline delle Hautes-Cotes, nel paesino di Magny Les Villers, è condotto dalla squisita figura di Claire, una grande interprete dei vini di questa appellazione, inopportunamente tacciati di generare vini semplici e un pò rustici. E' una degna ambasciatrice dei vini di queste zone collinari. I terreni vitati a sua disposizione si estendono per 22 ettari.  Lo stile di Claire persegue la concezione del vino naturale: prevede vinificazioni a grappolo intero, senza aggiunta di anidride solforosa, con mirati dosaggi di anidride carbonica congelata in granuli. Claire, dopo aver sperimentato una vasta serie di tecniche enologiche, alcune d'avanguardia (la micro-ossigenazione nel 1996-1997 e l'osmosi inversa nel 1999) e dopo attente analisi dei suoli a sua disposizione, con le loro specificità, ha effettuato scelte di stile decisive, che l'hanno condotta ad assecondare con grande sensibilità il materiale a sua disposizione (climat) per consentirgli di esprimere al meglio le proprie potenzialità: rispetto della fauna microbica, diserbi ragionati e lotta alle malattie della vite con soglie di interventismo minimali, solo se necessarie; in particolare, utilizza dispositivi a spruzzo, perfezionati nel 1995, che lavorano a basse pressioni (2-3 bar invece dei più consueti 15-20)  impiegati in quantitativi più contenuti per ettaro: da 180 a 220 litri invece dei più ordinari 500; efficacia del trattamento, quindi, ma nel massimo rispetto delle soglie ragionevoli consentite per non intaccare i microclimi; in questo modo la vite assorbe meno quantitativo di prodotto, in quanto non c'è alcuna nuvola di spruzzo attorno al trattore e, inoltre, la dispersione e l'impatto del prodotto nel suolo e nell'atmosferma è minore, con conseguente minor impatto ambientale e maggior rispetto per la flora e la fauna microbica dei suoli. 

In vigna si applica il bio in modo rigoroso, senza rincorrere certificazioni, per garantirsi una libertà ragionevole nelle scelte di conduzione del lavoro: metodo della confusione sessuale ed il Bacillus thuringiensis o "BT"; mentre alcuni appezzamenti sono trattati esclusivamente con prodotti biologici certificati. In cantina, i macchinari e gli attrezzi di lavoro sono stati completamente ridisegnati e modificati nel 1999. Nel 1999 si è prodotta la prima vinificazione in rosso, senza l'aggiunta di S02. 


Non vengono utilizzati lieviti indotti, aggiunti enzimi o tannini; interventismo, quindi, ridotto all’osso; questo stesso ragionamento ha portato Claire a non scegliere di acidificare nemmeno un annata caldissima come la 2003.; per consentire ciò si bada molto a interagire con la naturale acidità dell'uva, attraverso un migliore controllo del suo sviluppo e delle sue rese; un acino d'uva con un buon equilibrio acido può avere molte altre qualità (ricchezza fenolica, potenziale complessità aromatica, grassi naturali, ...) e questo non si ottiene se non compiendo un attento lavoro in vigna. I vini non vengono filtrati poichè i depositi sono ritenuti materia vivente del vino; travasi ed assemblaggi sono fatti quasi totalmente senza pompe, ma per gravità, procedimento più lungo ma più rispettoso del vino. I vini di Claire, per la filosofia che ha portato a a ragionarli ed a produrli, nonchè per la qualità finale del prodotto, stupiscono per grazia e delicatezza e portano i nomi latini di alcuni fiori presenti nelle colline delle Hautes Cotes.



Borgogna, Hautes-Côtes, Magny les Villers 95€





Jean-Marc Vincent - Puligny Montrachet “Corvèes des vignes” 2017


All'ombra della basilica di Saint Jean de Narosse, a Santenay, sorge il piccolo e prezioso domaine Jean Marc Vincent. Un domaine familiare, che Jean Marc, classe 1970, conduce in prima persona dal 1993. La maggior parte del vigneto di proprietà si estende nel comune di Santenay, ed è coltivato nel rispetto dei principi dell'agricoltura biodinamica, senza agenti chimici. In cantina si lavora sui bianchi senza inoculo e con utilizzo della solforosa solo in fase di imbottigliamento. Sui rossi l'obiettivo è quello di offrire un frutto croccante e una struttura energica, attraverso l'uso dei raspi. Ogni parcella di pinot nero viene vinificata in 3 modi diversi: 1/3 in acciaio senza raspo, 1/3 in acciaio con raspo, 1/3 in legno con o senza raspo in base al millesimo- Si producono circa 30.000 bottiglie all'anno.


Borgogna, Côte de Beaune 155€



Antoine Jobart - St Aubin 1er Cru “Sur le Sentier du Clou” 2018


Il domaine F. et Antoine Jobard ha origini nella storia della denominazione. Storicamente, vi è traccia di vigneron, tra gli Jobard, sin dal 1860; accorciando le vicissitudini storiche della famiglia, in tempi più recenti, si è dato luogo prima ad un'unica azienda, denominata "Domaine Pierre Jobard"; ciò, sino alla separazione fondiaria intervenuta tra i due eredi dell'epoca, Charles e François, operata nel 1971; quest'ultimo, quindi, fondò, successivamente, una propria azienda: il  "Domaine François Jobard", che comprende a tutt'oggi un parco vitato esteso per 6 ettari, interamente coltivato a chardonnay, il quale dà luogo a circa 30 mila bottiglie annue; dopo adeguata gavetta nel domaine del padre, iniziata nel 2002, che determinò una nuova ragione sociale aziendale, mutata in "domaine Antoine et François Jobard", dal 2007 il gerente è il solo, ispiratissimo, figlio Antoine, che rappresenta la quinta generazione dei Jobard (da qui il mutamento attuale del nominativo aziendale in "Domaine Antoine Jobard"...anche se sul campanello principale aziendale, si trova ancora il vecchio riferimento "Francois Jobard"), il quale ha perpetuato il tradizionale savoire faire familiare, sia agronomico, sia nella conduzione dei lavori di vinificazione (con solo qualche piccola novità rispetto al passato, come ad esempio operazioni di imbottigliamento un pò più anticipate (generalmente dopo 21 mesi, anzichè 24). In questa azienda si percepisce tutto il senso della tradizione borgognona, fondata sulla stretta osservanza di metodologie radicate nella storia viticola di questa regione, ammantate di una discrezione, un rigore ed un rispetto per la terra e per la natura paradigmatici, fedeli eredi del modus operandi dei monaci cistercensi di Cote de Beaune. A questo indirizzo, l'appassionato di chardonnay intrisi di classicismo di Cote d'Or è certo, pertanto, di poter incontrare la matrice più intimamente connessa al saper fare borgognone.



Borgogna, Côte de Beaune 160€



Bruno Cormareis - Muscadet de Sèvre et Maine sur lie “vieilles vignes" 2017


Il domaine di Bruno Cormerais sorge a Saint Lumine de Clisson, nella Valle della Loira tra i due dipartimenti del Maine e del Sèvre. Bruno Cormerais discende da una famiglia legata alla viticoltura da più generazioni: il padre di Bruno è stato un produttore del Maine e la madre proviene da una famiglia di viticoltori del Sèvre. 


La maggior parte delle vigne appartenenti al domaine hanno tra i trenta e i settant'anni ed il suolo su cui sorgono è atipico per la zona perché è costituito da granito di Clisson. Bruno Cormerais è noto per vendemmiare tardivamente e per seguire l'antica tradizione di far riposare il vino sui propri lieviti anche per più di un anno. Ne risultano vini dal grande carattere, ricchi, fruttati e potenti, che esprimono perfettamente il territorio ma che hanno bisogno di tempo per raggiungere la maturità. Il domaine è noto soprattutto per produrre il famoso Muscadet sur lie, con una vinificazione sulle fecce e lieviti esclusivamente indigeni.



Loira, Pays Nantaise, St. Lumine de Clisson 55€



Clos Naudin - Vouvray sec 2019


Lo storico domaine Clos Naudin sorge a Vouvray, nella valle della Loira, sulla riva destra del fiume più lungo di Francia. La cantina è gestita dalla famiglia Foreau da tre generazioni, Philippe ne ha assunto la direzione al ritiro del padre nel 1983. Attualmente il domaine è composto da circa 12 ettari coltivati a chenin blanc con metodi biologici come vuole la tradizione di questi luoghi, che non solo rispetta profondamente il territorio e l'ambiente ma ascolta la natura ed esprime nei vini la vera espressione del terroir. 


La vinificazione avviene lentamente e a temperatura controllata, nelle cantine di tufo, con soli lieviti indigeni. I vini spumanti restano sui lieviti per almeno 48 mesi per ottenere la massima ricchezza di profumi e sapori. Philippe Foreau, con i suoi vini eleganti, tesi e minerali, caratterizzati da uno stupefacente equilibrio ha certamente portato la zona di Vouvray agli attuali livelli di qualità e notorietà conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.


Loira, Vouvray 70€







Château Simone - Palette blanc 2018 (clairette, grenache blanc, ugni blanc)


Château Simone, grande Provenza!


Nella regione più amata dagli anglosassoni e da chiunque metta al primo posto la qualità della vita, non sono poche le perle enologiche. L’esclusiva tripla verticale di uno dei suoi miti più indiscussi.

Siamo proprio sicuri che il futuro del vino europeo stia sempre più al Nord? È solo una questione di pura latitudine la battaglia per la conservazione dell’eleganza e della longevità, contro il riscaldamento globale? 


Evidentemente no, se gli esempi di vini splendidi, di classe, in grado di evolvere lentissimamente, eppur provenienti da enclave geograficamente meridionali, sembrano quasi moltiplicarsi, tanto da noi quanto presso i cugini francesi. Anzi, sembra proprio che la ricetta magica del futuro possa essere racchiusa proprio nel giusto mix tra eleganza e mediterraneità. Come tesori ormai sempre meno nascosti, di casa lungo tutta la costa del Sud della Francia, non fanno che testimoniare, bevuta dopo bevuta. Château Simone, pochi chilometri in linea d’aria da Marsiglia, conferma ed enfatizza appieno tutto questo, regalando un livello qualitativo impressionante tanto nel bianco, quanto nel rosso, quanto, ovviamente, nel raro e celebre rosato. L’arcobaleno a tre colori..


Il rosato, infatti, anche se prodotto in poche unità, attorno al dieci per cento delle centoventimila bottiglie totali annue, è quasi unanimemente considerato uno dei più grandi rosati fermi al mondo, per non pochi addirittura il migliore in assoluto. All’interno della gamma è primus inter pares, ma il confronto con il resto della regione, che rappresenta una quota diametralmente opposta di nove decimi del totale provenzale, lo fa divenire una delle bottiglie più amate e ricercate del Sud della Francia. Con il bianco ed il rosso, formano un trio quasi impossibile da ritrovare in altre realtà, dove magari uno dei colori svetta particolarmente sugli altri e trascina il resto della gamma sotto l’aspetto commerciale o d’immagine. Qui, invece, il livello è sempre altissimo e costante nel tempo, rendendo fattibile e particolarmente significativa addirittura una tripla verticale.


Il monopole mancato..


Château Simone poteva e voleva essere un monopole, come ad esempio Château Grillet nel Rodano settentrionale, ma quando venne presentato il dossier all’INAO (Institut National des Appellations d’Origine) e si discusse della denominazione, nel lontano 1946, i venti politici portarono la decisione lontano dagli interessi e dai diritti della famiglia Rougier. Quest’ultima rappresentava l’unico, vero soggetto operante sul particolarissimo territorio di Meyreuil, pochi chilometri a Sud-Est di Aix-en-Provence, ma la cosa non piaceva, perché rendeva troppo esclusiva una sola realtà, laddove la volontà politica dominante voleva una forte apertura, magari anche solo formale, ad altri operatori del territorio. Così, Albert Rougier nel 1948 fu costretto a rinunciare a chiedere la denominazione come Château Simone. 


Ed oggi, dei quarantacinque ettari totali della denominazione Palette, come venne poi chiamata dalla frazioncina più vicina, solo la metà è coperta dall’azienda che l’ha fatta nascere e le ha dato l’identità; il resto vede una piccola presenza dei soci di una cantina cooperativa e tre soli altri produttori, che sfruttano la leadership dei Rougier e litigano tra loro per esserne primi scudieri. Resta, comunque, il primato morale totale di Château Simone, tanto che in qualunque istante la denominazione potrebbe essere abbandonata senza subirne alcun danno. 


Ma non è certo questa l’intenzione della famiglia, sempre corretta, fedele e a difesa di un nome, che pur mai è stato veramente accettato fino in fondo.

 In etichetta, poi, sul collarino che riporta l’annata, vi è anche la menzione Grand Cru de Provence, derivante da un’antica classificazione ufficiale del 1936, che inseriva la proprietà tra le migliori della regione; poi questa classificazione è stata rivista nel 1955 e, stante l’avvenuta nascita dell’AOC autonoma Palette, non ha più compreso Château Simone, non precludendogli però la possibilità di riportare la menzione storica.



Provence, Palette 120€



Domaine Overnoy- Chardonnay – Vin du sud Revermont 2019


L’incontro con i vini dello Jura non è tra i più semplici, ma proprio per questo è uno di quelli che non si scordano facilmente. Un territorio dalla mirabile biodiversità morfologica dei suoli e stilisticamente unico è tornato a fare tendenza nel mondo del vino, specialmente in quello del naturale. Il tutto grazie a una nuova generazione di vignaioli che trae ispirazione dai grandi maestri della scuola jurassien.


UN CONCENTRATO DI TERROIRS:


Situato all’interno della regione della Franche-Comté, lo Jura è una delle regioni vitivinicole di Francia più piccole a livello di estensione di ettari vitati. Al contempo però si tratta di uno dei territori dal patrimonio più complesso e variegato per quanto riguarda la composizione geologica di suoli e sottosuoli, lo stile dei vini prodotti e la morfologia paesaggistica.

Immerso tra prati, boschi e fiumi, lo Jura è una lingua di terra situata ad est della Borgogna e a pochi chilometri dal confine con la Svizzera che si estende tra i comuni di Salin-les-Bains a nord e Saint Amour a sud. L’assenza di grandi centri abitati e un paesaggio caratterizzato dall’alternarsi di pianure, altipiani e montagne fa sì che lo Jura viva ancora in una dimensione di stampo rurale.

Se la diffusione della viticoltura in quest’area è da imputarsi ai Romani, altrettanto importante per il suo sviluppo furono i monaci, specialmente quelli dell’abbazia benedettina di Château-Chalon, che per tutto il medioevo protessero e portarono avanti la coltura della vita e il savoir-faire della produzione. Il vino dello Jura, benché fosse disponibile in quantità limitate, conquistò presto gran parte del pubblico francese. Poi la Seconda Guerra Mondiale determinò un cambio di marcia con una drastica diminuzione della superfice destinata alla viticoltura, che passò da oltre dodicimila a poco più degli attuali duemila ettari.

Le ragioni del grande successo vitivinicolo di questo territorio sono da ricercarsi prima di tutto sotto terra. Infatti è proprio la composizione geologica a rappresentare il grande patrimonio dello Jura, divisibile in tre distinte macroaree.

L’area settentrionale, che si sviluppa attorno al comune di Arbois, è caratterizzata da marne e argille pesanti di non facile lavorazione dove i vitigni a bacca bianca hanno la meglio. La zona centrale è quella più estesa e disomogenea: dalla successione di marne grigie, blu e nere della zona di Arlay e l’Étoile si passa ai terreni d’elezione di Château-Chalon ricchi di silice e argille. L’area meridionale è invece caratterizzata da terreni rocciosi e caldi particolarmente vocati e di più facile coltivazione, grazie alla presenza di calcare misto a marne ed argille, dove trovano maggior spazio i vitigni a bacca nera.

I vitigni coltivati si limitano a cinque principali varietà: pinot noir e chardonnay, importati dalla vicina borgogna, i due autoctoni a bacca nera poulsard, tipicamente riconoscibile per i suoi tratti fumé, e trousseau, più potente e dalle distintive sfumature pepate e speziate, e infine il savagnin, fiore all’occhiello della regione e varietà bianca autoctona imparentata col traminer, dal quale si ottengono i Vin Jaune, i vini ossidativi identificativi dello stile jurassien. Non a caso savagnin e chardonnay rappresentano insieme il 70% della superfice vitata, seguite a stretto giro dal poulsard.

Dal punto di vista climatico, di certo lo Jura non è tra le regioni più fortunate di Francia, ma forse proprio dai vincoli imposti dal clima prendono ispirazione le tipologie di vino che rendono lo Jura un territorio vitivinicolo unico nel loro genere. Il clima di natura semicontinentale è fortemente influenzato dalla presenza delle montagne, che sebbene contribuiscano a una positiva escursione termica stagionale, portano precipitazioni importanti e basse temperature. I vigneti spesso si trovano su pendenze importanti che raggiungono anche punte del 60% per sfruttare al massimo l’esposizione all’insolazione diurna.

La regione comprende solamente 6 AOC, tre delle quali si estendono per l’intera regione. Tra queste l’AOC Crémant du Jura, riservata alla produzione spumantistica principalmente a base chardonnay, l’AOC Macvin du Jura, un vino liquoroso ottenuto tramite il blocco della fermentazione con l’aggiunta del distillato di vinacce locale (Marc du Jura) e infine l’AOC Cotes du Jura, nella quale rientrano tutte le tipologie di vino, comprese le due eccellenze jurassien, i Vin de Paille e i Vin Jaune.


Jura 70€



Pinot blanc – Albert Boxler 2020


Le radici del vigneto Albert Boxler risalgono al 1673. Questa tenuta di famiglia è ora gestita da Jean Boxler (nipote di Albert) e sua moglie Sylvie. Si trova a NIEDERMORSCHWIHR, tra KALTZENTHAL e TURCKHEIM, un villaggio racchiuso in una cornice di capezzoli, molto vicino a COLMAR.


L'intero vigneto è piantato a terrazzamenti su pendii molto ripidi, rendendo molto difficile il lavoro manuale in vigna. Si estende per circa 13 ettari, con una produzione media di 65.000 bottiglie negli anni.


Il vigneto è piantato a Riesling (40%), Pinot Gris (20%), Gewurztraminer (20%) e il resto in vari vitigni alsaziani. La casa dispone di 4 ettari dei 28 ettari del grand cru Sommerberg e di 2 ettari di appezzamenti del grand cru Brand, alcuni dei quali hanno più di 65 anni.

Il vino fermenta in botte per un anno.

Al fine di tutelare la specificità di ogni terroir, i vini vengono vinificati appezzamento per appezzamento senza necessariamente assemblarli.


“La tenuta Albert Boxler offre una consistenza e una qualità che poche proprietà in Francia possono eguagliare” (Parker Guide 2022).

“Jean Boxler sfrutta con talento i terreni granitici intorno a Niedermorschwihr. La metà degli appezzamenti della tenuta si trova sui Grands Crus Sommerberg e Brand e consente di ottenere diverse cuvée che esprimono le sottili sfumature esistenti all'interno di ciascun terroir. L'ampio lavoro svolto in vigna ci permette di ottenere annate di altissimo livello su tutta la gamma. »(La guida dei vini Bettane & Desseauve 2022)

Vini divini come si può sognare!


Baluardo del savoir-faire artigianale e stella tra le più luminose nel firmamento enoico transalpino, il domaine Albert Boxler vanta una tradizione viticola secolare, risalente al 1672. Il nome del domaine omaggia l’uomo che nel 1946 avviò l’imbottigliamento, indirizzando l’attività storica di famiglia verso l’eccellenza. Alla guida dell’azienda oggi c’è Jean, nipote di Albert, coadiuvato dalla moglie Sylvie.


Il patrimonio viticolo misura 14 ettari, 1,9 dei quali situati nel Grand Cru Brand di Turckheim e 4 in quella porzione del Grand Cru Sommerberg (28,36), che giace nel comune di residenza della cantina.


La vasta proprietà di vigna posseduta in questo penduto Cru ha indotto la famiglia Boxler a vinificare e commercializzare quattro selezioni parcellari di Riesling, in rispetto delle diverse condizioni pedoclimatiche che insistono nei vari settori. Le vinificazioni sono classiche e vedono l’utilizzo di acciaio e botti di legno per i bianchi, acciaio e barrique per i rossi. La tiratura media annuale si attesta sulle 60.000 bottiglie.


Alsace 60€



Riesling – Albert Boxler 2020


Le radici del vigneto Albert Boxler risalgono al 1673. Questa tenuta di famiglia è ora gestita da Jean Boxler (nipote di Albert) e sua moglie Sylvie. Si trova a NIEDERMORSCHWIHR, tra KALTZENTHAL e TURCKHEIM, un villaggio racchiuso in una cornice di capezzoli, molto vicino a COLMAR.


L'intero vigneto è piantato a terrazzamenti su pendii molto ripidi, rendendo molto difficile il lavoro manuale in vigna. Si estende per circa 13 ettari, con una produzione media di 65.000 bottiglie negli anni.


Il vigneto è piantato a Riesling (40%), Pinot Gris (20%), Gewurztraminer (20%) e il resto in vari vitigni alsaziani. La casa dispone di 4 ettari dei 28 ettari del grand cru Sommerberg e di 2 ettari di appezzamenti del grand cru Brand, alcuni dei quali hanno più di 65 anni.

Il vino fermenta in botte per un anno.

Al fine di tutelare la specificità di ogni terroir, i vini vengono vinificati appezzamento per appezzamento senza necessariamente assemblarli.


“La tenuta Albert Boxler offre una consistenza e una qualità che poche proprietà in Francia possono eguagliare” (Parker Guide 2022).

“Jean Boxler sfrutta con talento i terreni granitici intorno a Niedermorschwihr. La metà degli appezzamenti della tenuta si trova sui Grands Crus Sommerberg e Brand e consente di ottenere diverse cuvée che esprimono le sottili sfumature esistenti all'interno di ciascun terroir. L'ampio lavoro svolto in vigna ci permette di ottenere annate di altissimo livello su tutta la gamma. »(La guida dei vini Bettane & Desseauve 2022)

Vini divini come si può sognare!


Baluardo del savoir-faire artigianale e stella tra le più luminose nel firmamento enoico transalpino, il domaine Albert Boxler vanta una tradizione viticola secolare, risalente al 1672. Il nome del domaine omaggia l’uomo che nel 1946 avviò l’imbottigliamento, indirizzando l’attività storica di famiglia verso l’eccellenza. Alla guida dell’azienda oggi c’è Jean, nipote di Albert, coadiuvato dalla moglie Sylvie.


Il patrimonio viticolo misura 14 ettari, 1,9 dei quali situati nel Grand Cru Brand di Turckheim e 4 in quella porzione del Grand Cru Sommerberg (28,36), che giace nel comune di residenza della cantina.

La vasta proprietà di vigna posseduta in questo penduto Cru ha indotto la famiglia Boxler a vinificare e commercializzare quattro selezioni parcellari di Riesling, in rispetto delle diverse condizioni pedoclimatiche che insistono nei vari settori. Le vinificazioni sono classiche e vedono l’utilizzo di acciaio e botti di legno per i bianchi, acciaio e barrique per i rossi. La tiratura media annuale si attesta sulle 60.000 bottiglie.



Alsace 80€



Meursault “Les Tesson” 2018, Pierre Morey Triple “A”


Pierre Morey è considerato il guru della Borgogna. La fama che si è costruito è anche data dal bagaglio di conoscenze che si porta dietro grazie alle diverse generazioni di vignaioli in famiglia che lo precedono, che dal 1793 risiedono a Meursault. Nel1935, il padre di Pierre, Auguste Morey, divenne mezzadro per il Domaine Des Comte Lafon, produttore leggendario nella zona. All'epoca, dopo la crisi economica del 1929, la situazione dell'industria del vino era al suo minimo storico e i proprietari di vigneti avevano molte difficoltà a mantenere attive le proprie attività. Fu alla fine del 1971 che Pierre stabilì l’attuale Domaine, ma prima di quel periodo, tutti i vini prodotti dalla sua famiglia venivano venduti sotto l'etichetta Auguste Morey-Genelot. 


Oggi, insieme alla figlia Anne, sono proprietari di nove ettari di vigne disposte sui comuni di Monthelie, Pommard, Puligny-Montrachet e Meursault.In biodinamica dal 1997, ha iniziato nel 1991 a ritornare ad una coltivazione e vinificazione naturale dopo aver visto lo sviluppo di nuove malattie nei vigneti e la scomparsa delle lumache (le famose “escargots bourguignons”) negli stessi.Dal 1992 la famiglia Morey possiede anche una società come négociant, denominata Morey-Blanc, attraverso la quale acquistano uve da terze parti, occupandosi della vinificazione, imbottigliamento e commercializzazione.


Produce vini di finezza e complessità esprimendo l’unicità dei grandi terroir che hanno reso famosa la Bourgogne in tutto il mondo: tra i migliori vini prodotti si ricordano il “Volnay Santenots 1er Cru”, il “Meursault Blanc Les Tessons” e il grandissimo Meursault Blanc Perrieres 1er Cru, tutti vini portatori di una grande eredità storica e di tradizioni.


Il Meursault Les Tessons del Domaine Pierre Morey è un vino bianco che prende il nome dal toponimo dove è piantata la vigna. Un vino che si eleva un gradino più in alto del suo fratello village, aggiungendo eleganza, finezza e maggior potenzialità di maturazione.



Quando d’estate fate un viaggio selvaggio sulle coste italiane con la vostra dolce metà, campeggiando dove riuscite all’ombra dei pini marittimi, non vuol dire che dobbiate rinunciare a qualche privilegio. Con una decina di gamberi a testa da sgusciare e succhiare a mani nude, aprite la bottiglia di Meursault Les Tessons che avete portato da casa e bevete direttamente dalla bottiglia. Ve la godrete di più di chi la fa roteare in grandi e pregiati calici.



Meursault, Cote D’Or 155€



Bourgogne Chardonnay 2018, Pierre Morey Triple “A”


Pierre Morey è considerato il guru della Borgogna. La fama che si è costruito è anche data dal bagaglio di conoscenze che si porta dietro grazie alle diverse generazioni di vignaioli in famiglia che lo precedono, che dal 1793 risiedono a Meursault. Nel1935, il padre di Pierre, Auguste Morey, divenne mezzadro per il Domaine Des Comte Lafon, produttore leggendario nella zona. All'epoca, dopo la crisi economica del 1929, la situazione dell'industria del vino era al suo minimo storico e i proprietari di vigneti avevano molte difficoltà a mantenere attive le proprie attività. Fu alla fine del 1971 che Pierre stabilì l’attuale Domaine, ma prima di quel periodo, tutti i vini prodotti dalla sua famiglia venivano venduti sotto l'etichetta Auguste Morey-Genelot. 


Oggi, insieme alla figlia Anne, sono proprietari di nove ettari di vigne disposte sui comuni di Monthelie, Pommard, Puligny-Montrachet e Meursault.In biodinamica dal 1997, ha iniziato nel 1991 a ritornare ad una coltivazione e vinificazione naturale dopo aver visto lo sviluppo di nuove malattie nei vigneti e la scomparsa delle lumache (le famose “escargots bourguignons”) negli stessi.Dal 1992 la famiglia Morey possiede anche una società come négociant, denominata Morey-Blanc, attraverso la quale acquistano uve da terze parti, occupandosi della vinificazione, imbottigliamento e commercializzazione.


Produce vini di finezza e complessità esprimendo l’unicità dei grandi terroir che hanno reso famosa la Bourgogne in tutto il mondo: tra i migliori vini prodotti si ricordano il “Volnay Santenots 1er Cru”, il “Meursault Blanc Les Tessons” e il grandissimo Meursault Blanc Perrieres 1er Cru, tutti vini portatori di una grande eredità storica e di tradizioni.


Il Bourgogne Chardonnay del Domaine Pierre Morey è un vino bianco fresco e di corpo e sapido. Un “piccolo Meursault” che ha tutti i prodromi del suo fratello maggiore a livello di struttura e di potenzialità di maturazione.


Se soffrite d’insonnia nonostante siate in vacanza, andate a fare una passeggiata al porto, potreste incontrare i primi pescatori di ritorno. Comprate una cassa di gamberi viola e tornate verso casa. Da mangiare crudi con una bottiglia di Bourgogne Chardonnay a pranzo, per conciliare la vostra meritata siesta pomeridiana.



Meursault, Cote D’Or 55€



Aligote 2019, Pierre Morey Triple “A”


Pierre Morey è considerato il guru della Borgogna. La fama che si è costruito è anche data dal bagaglio di conoscenze che si porta dietro grazie alle diverse generazioni di vignaioli in famiglia che lo precedono, che dal 1793 risiedono a Meursault. Nel1935, il padre di Pierre, Auguste Morey, divenne mezzadro per il Domaine Des Comte Lafon, produttore leggendario nella zona. All'epoca, dopo la crisi economica del 1929, la situazione dell'industria del vino era al suo minimo storico e i proprietari di vigneti avevano molte difficoltà a mantenere attive le proprie attività. Fu alla fine del 1971 che Pierre stabilì l’attuale Domaine, ma prima di quel periodo, tutti i vini prodotti dalla sua famiglia venivano venduti sotto l'etichetta Auguste Morey-Genelot. 


Oggi, insieme alla figlia Anne, sono proprietari di nove ettari di vigne disposte sui comuni di Monthelie, Pommard, Puligny-Montrachet e Meursault.In biodinamica dal 1997, ha iniziato nel 1991 a ritornare ad una coltivazione e vinificazione naturale dopo aver visto lo sviluppo di nuove malattie nei vigneti e la scomparsa delle lumache (le famose “escargots bourguignons”) negli stessi.Dal 1992 la famiglia Morey possiede anche una società come négociant, denominata Morey-Blanc, attraverso la quale acquistano uve da terze parti, occupandosi della vinificazione, imbottigliamento e commercializzazione.


Produce vini di finezza e complessità esprimendo l’unicità dei grandi terroir che hanno reso famosa la Bourgogne in tutto il mondo: tra i migliori vini prodotti si ricordano il “Volnay Santenots 1er Cru”, il “Meursault Blanc Les Tessons” e il grandissimo Meursault Blanc Perrieres 1er Cru, tutti vini portatori di una grande eredità storica e di tradizioni.


PERCHÉ


Il Bourgogne Aligoté del Domaine Pierre Morey è un vino bianco, che nonostante il varietale molto oneroso nel numero di ore necessarie di lavoro in vigna, se proveniente da piante di 50 anni e da giusti rendimenti, esprime sveltezza, sapidità, burrosità e ottima attitudine alla maturazione.


QUANDO


Quando d’estate andate in spiaggia per passarci l’intera giornata portate con voi una bottiglia di Bourgogne Aligoté ghiacciata. Da tirar fuori all’ora di pranzo dopo un lungo bagno rinfrescante. Barattatene due calici con un pezzo di parmigiana di melanzane del vostro vicino di ombrellone.


Meursault, Cote D’Or 50€



Germania e Austria


Weingut Am Stein - Sylvaner VDP Erste Lage “Würzburger Stein” 2019


La Weingut am Stein fu fondata nel 1890 dalla famiglia Knoll a Würzburg. La famiglia all’epoca si focalizzava sulla manifattura delle botti e gestiva la viticoltura a margine. Fu solo nel 1980, quando la viticoltura divenne più redditizia, che la famiglia si trasferì ai piedi del Würzburger Stein, senza dubbio il vigneto più rinomato della città, un pendio esposto a sud con un’altitudine variabile dai 200 ai 25 m s.l.m. e una pendenza che può arrivare all’80%, su suoli costituiti da “muschelkalk”, un mix di gesso, marna e, soprattutto, conchiglie fossili, le condizioni ideali per ottenere un grande Silvaner. La tenuta di 23 ettari oggi è gestita dalla quinta generazione, Sandra e Ludwig Knoll che ne hanno preso le redini negli anni ’90. Nel 2005 un atto di riprogettazione della cantina ha reso celebre la coppia, Sandra e Ludwig - per staccarsi nettamente con il passato e differenziarsi dai vini di stampo barocco della Franconia del passato - hanno eretto una cantina di forma cubica, di dieci metri per dieci ad opera degli architetti Hofmann Keicher e Ring. Questo cubo di vetro, dall’architettura semplice, che fa del cemento un suo elemento chiave e nelle quali non esistono stanze - le porte sono state ampiamente evitate - si integra perfettamente nei vigneti biodinamici del Weingut am Stein comunicando lo stile aziendale, uno stile moderno e diretto.
La famiglia Knoll è abbastanza fortunata da possedere parcelle nei migliori terroir della regione, Würzburger Stein, Stettener Stein e Innere Leiste. Il lavoro dei vigneti segue i principi biodinamici dal 2007, una filosofia più che una pratica agricola per la famiglia Knoll, i quali sostengono l’importanza delle pratiche olistiche e del considerare tutto sempre parte di un grande insieme.
Riapprendere a custodire la terra, mettere in pausa, osservare ed essere guidati intuitivamente dalla natura è stato fondamentale ancora prima di imparare ad usare i preparati 500 e 501 e le varie tisane di erbe ricavate dai fiori spontanei lasciati crescere fra i filari. In cantina le fermentazioni sono spontanee e l’uso di solfiti minimo. Suggestiva la sala della “cantina di pietra” del Weingut am Stein in cui i vini vengono maturati in anfore interrate e uova di cemento.



Germania, Franconia 60€



Weingut A. Christmann - Riesling trocken VDP Gutswein 2019


La cantina tradizionale si trova nel comune di Neustadt-Gimmeldingen (zona Mittelhaardt-Deutsche Weinstraße) nella regione vinicola tedesca Pfalz. Fu fondata nel 1845 dai due cugini Johann Martin Häusser e il Prof. Dr. Louis Häusser. Nella generazione successiva, la viticoltura divenne una vera e propria azienda agricola grazie al matrimonio con la figlia di un proprietario di una cantina di Gimmeldingen. Infine, la nipote del fondatore, Henriette Häusser, sposò Eduard Christmann nel 1894. Oggi, la tenuta porta il nome di suo figlio Arnold. Dal 1996, la cantina è gestita da Steffen Christmann, già la settima generazione della famiglia.

I vigneti si estendono su 21 ettari nei siti di vigneti singoli Biengarten, Kapellenberg, Mandelgarten e Schlössel (Gimmeldingen), Eselshaut (Mußbach), Idig e Ölberg (Königsbach), Linsenbusch, Nußbien, Reiterpfad e Spieß (Ruppertsberg), nonché Herrgottsacker, Langenmorgen, Leinhöhle, Mäushöhle e Paradiesgarten (Deidesheim). Circa due terzi dei vigneti sono piantati con Riesling, oltre a Pinot Nero, Pinot Bianco, Pinot Grigio e Moscato. Con l'annata 2004, l'azienda è passata completamente alla viticoltura biodinamica dopo aver praticato per molto tempo la viticoltura biologica. Per quanto possibile, il lavoro è orientato alle fasi lunari. La protezione delle piante si realizza con l'uso di tisane vegetali e preparati biodinamici con una rinuncia completa a erbicidi e insetticidi. L'apporto di azoto è sostenuto da legumi (trifoglio).

I vini sono commercializzati secondo il modello di classificazione VDP. Tutti i metodi di vinificazione sono subordinati all'obiettivo di preservare il sapore di frutta delle uve nella forma più pura possibile e di produrre vini che sono specifici del terroir. Questo include una pressatura lunga e delicata a bassa pressione, una prechiarificazione tramite decantazione naturale e una fermentazione lenta ma non troppo fredda, la rinuncia a pignoramenti e trattamenti dei vini giovani e una filtrazione unica. Per i vini rossi, si pratica una macerazione classica, un lungo invecchiamento in barrique con degradazione acida biologica e l'imbottigliamento senza filtrazione netta. La cantina è membro della VDP, così come le associazioni Respect e Renaissance de Appellation.


Germania, Pfalz 55€



Weingut A. Christmann - Riesling VDP Erste Lage “Gimmeldinger Kapellenberg” 2017


Vinificazione: uve selezionate raccolte al culmine della maturazione in più passaggi, dopo un breve periodo di macerazione della durata tra le 3 e le 6 ore, le uve vengono pigiate lentamente e il mosto viene lasciato decantare per una notte e poi fatto fermentare utilizzando i lieviti prodotti in loco. Il vino grezzo e non trattato viene lasciato maturare sui lieviti e sulle fecce fini sia in tini di acciaio inossidabile che in grandi botti di legno tradizionali, fino all’imbottigliamento

Note di Degustazione: al naso esprime note vegetali ed erbacee, frutta gialla acidula con sentori floreali e di frutti di bosco neri, note affumicate e delicate di pepe. Frutta matura, molto succosa, soda e secca al palato, cremoso, leggermente nocciolato, tracce di burro, note vegetali ed erbacee, note minerali dominanti, speziate calcaree e salate. All’assaggio è elegante, fresco con tannini maturi. Ottimo sul finale, deciso e persistente. Ha bisogno di tempo per maturare ed essere apprezzato al meglio.


Germania, Pfalz 85€



Clemens Busch - Riesling trocken VDP Gutswein 2020


Clemens Busch è un vignaiolo che incarna l’arte e la sottile eleganza minerale che solo il Riesling riesce ad esprimere, il più celebrato vitigno coltivato sui pendii impervi che costeggiano la Mosella, il quinto fiume più lungo di Germania. Figlio d’arte, ha da sempre accompagnato e aiutato il padre nella coltivazione dei vigneti di famiglia, e quando nel 1986 i tempi sono risultati maturi, ha iniziato a gestire l’azienda di famiglia insieme alla moglie Rita. Situata nel piccolo e pittoresco villaggio di Punderich, all’inizio della zona ricca di vigneti terrazzati a sbalzo sul fiume nominata Terrassenmosel, l’edificio che ospita la cantina ha origini antichissime: venne costruita nel 1663 proprio sulle rive della Mosella e si affaccia sul vigneto di Marienburg, uno dei più famosi in quest’area e di cui la famiglia di Clemens ne possiede 16 dei 25 ettari totali.

Il Riesling per Weingut Clemens Busch non rappresenta solamente un vitigno ma una vera e propria storia di passione e amore, soprattutto verso le centenarie tradizioni enologiche mitteleuropee che non temono né il confronto con etichette dal resto del mondo né la sfida verso il tempo, dimostrando un potenziale di invecchiamento e di evoluzione a dir poco incredibile. La peculiarità che contraddistingue le bottiglie di Clemens è quindi sicuramente da inscrivere nella qualità essenziale dei suoli dell’areale di produzione, esprimendo al massimo il potenziale dei terreni a base di ardesia, che conferisce ai suoi riesling potenza e tessitura, che si fondono in una splendida ricchezza di sorso.

I vigneti della cantina Clemens Busch, coltivati secondo i dettami dell’agricoltura biodinamica, si differenziano per la diversità naturale delle ardesie su cui poggiano, divisibili in tre categorie che Clemens vinifica separatamente, distinguibili dai diversi colori delle capsule delle bottiglie: ardesie grigie, rosse e blu, che differenziano le etichette con dettagli sensoriali ben percepibili come maggior morbidezza e rotondità, spiccata speziatura e salata mineralità. In conclusione, Clemens e Rita Busch si affermano solidi baluardi di una regione e di una realtà vinicola mai troppo discussa ma sicuramente da apprezzare per storia, sostenibilità e qualità delle sue espressioni a base di Riesling, che attraverso le loro mani sapienti gli donano una preziosa e ammaliante finezza.


Germania, Mosella 50€



Clemens Busch - Marienburg GG VDP Grosse Lage 2019 (riesling renano)


Il Riesling Kabinett “Marienburg” è un vino bianco che non ha bisogno di troppe presentazioni. Nasce infatti in uno dei cru più vocati di tutta la Mosella, in cui l’uva Riesling raggiunge apici qualitativi meritevoli. La cantina Clemens Busch lo realizza partendo da uve surmature, che possono raggiungere un massimo di 60 grammi di zucchero per litro rimanendo nella classificazione “kabinett”, predicato che indica per l’appunto il residuo zuccherino con cui si classificano i vini della Mosella. Una bottiglia in cui si incontra subito quella sapidità classica che tanto affascina coloro che amano i Riesling tedeschi. Questo Riesling Kabinett “Marienburg” ha un’origine importante. Le uve di Riesling, vitigno simbolo della Mosella, provengono infatti da un vigneto particolarmente importante per la sua produzione, quello di Marienburg, talmente rinomato da essere riportato anche in etichetta. Qui l’età media delle parcelle di proprietà della cantina Clemens Busch si aggira intorno ai 30 anni e l’esposizione è verso sud, sud-ovest e sud-est. Il terroir che caratterizza il sottosuolo è composto da ardesia grigia. La fermentazione del mosto inizia spontaneamente, grazie alla presenza di lieviti indigeni. La maturazione finale si svolge in botti grandi di rovere, e ha una durata di 8 mesi.

Il “Marienburg” Clemens Busch è un Riesling Kabinett dotato di un bel colore dorato, non troppo concentrato ma molto brillante alla vista. Fresco e vivace il profilo olfattivo, in cui è la frutta ad affacciarsi alle narici con diverse sfumature, dal mango all’albicocca, dalla scorza degli agrumi al melone, evidenziando quindi anche un profilo esotico.  Al palato entra con un sorso tipicamente sapido e minerale, fresco, che termina con un finale dotato di buona persistenza.



Germania, Mosella 95€



Benedict Loosen Erben-Weingut Urzig-Mosel - Urziger Wurzgarten Auslese 1985 (riesling renano)


La storica cantina Benedict Loosen Erben sorge a Ürziger nella Mosella. Questa zona, grazie al suo clima continentale, la vicinanza con l'omonimo fiume e i ripidi terrazzamenti dal terreno ricco di sostanze minerali è conosciuta in tutto il mondo per la straordinaria produzione di Riesling di altissimo livello. L'azienda Benedict Loosen Erben è un chiaro esempio di questi eccellenti vini. I vigneti sono condotti quasi totalmente con cure manuali da mani esperte e la coltivazione di riesling è esclusivamente a piede franco. 


La filosofia della cantina è semplice, valorizzazione del territorio e delle uve con una raccolta scrupolosa e rese basse, una vinificazione a basso impatto con pressature soffici, decantazioni naturali e fermentazioni a basse temperature.


Germania, Mosella 105€



Benedict Loosen Erben-Weingut Urzig-Mosel - Urziger Wurzgarten Spatlese 1977 (riesling renano)


Era maggio e su queste paginette si parlava di Mosel-Saar-Ruwer e di riesling. Più precisamente, dell’Urziger Würzgarten millesimo 1985 di Reinhold Oster  (eccolo qui).


Provate a immaginare la curiosità quando, a distanza di pochi mesi, ho avvistato quest’altro Auslese: stesso vigneto (il celebre giardino delle spezie) nella località di Ürzig, altro produttore (Benedict Loosen-Erben), altro millesimo (1977). Non solo. Grazie al pazientissimo Martin Kerpen, incontrato la scorsa settimana a Milano durante il banco d’assaggio organizzato dalla Camera di Commercio italo-tedesca, c’ho pure capito qualcosina in più. Forse.


Che il Wurzgarten, per dire, è un vigneto che si estende per oltre 50 ettari, con pendenze da schiattare al solo pensiero, suoli ricchi di ferro e di ardesie rosse (che trattengono il calore dei raggi solari e favoriscono così la maturazione delle uve); che i vini che vi si ottengono sono generalmente più aromatici ma anche più scontrosi in gioventù. Speziati e molto minerali..


Germania, Mosella 135€



Weingut Schwaab-Kiebel - Urzig Erdener Treppchen Auslese 1992 (riesling renano)


La storica cantina Schwabb - Kiebel, sorge a Urzig nella Mosella, nella patria del Riesling. Classico esempio di conduzione famigliare, questa azienda è famosa per l'eccellente potenziale di invecchiamento dei suoi vini. I vigneti storici di Erdener Treppchen e Urziger Würzgarten coltivati dalla famiglia, sono unici e famosi per i terreni costituiti di ardesia che donano ai vini intriganti sfumature minerali e un bouquet fruttato. Questa famiglia rappresenta le migliori qualità e i valori di un produttore della Mosella, un grande amore per la natura e un profondo rispetto per il territorio che si traducono in una viticultura manuale con basse rese e lunghe maturazioni delle uve. La vinificazione in legno avviene in modo lento e tradizionale per garantire la migliore qualità dei vini.



Germania, Mosella 105€



Weingut Bernhard Ott - Qualitätswein trocken “Der Ott” 2019 (gruner veltliner)


La famiglia Ott coltiva le viti nella regione di Wagram, nella Bassa Austria, dal 1889. Bernhard Ott, la quarta generazione, gestisce l'azienda dal 1993, quando prese il testimone da suo padre. “Mr. Veltliner” che oggi gestire 40 ettari - com’è stato soprannominato Bernhard per il risalto che è riuscito a dare al vitigno principe di questa regione - inizia a produrre vini all’età di 21 anni, il suo obiettivo era quello di raggiungere una qualità altissima, promuovendo l’alta vocazione di questa terra, il Wagram, composto da terreni molto profondi composti da loess e ricchi di sedimenti minerali e fossili. 

Dopo un periodo di grandi cambiamenti in cui ha sostituito tutte le vecchie botti per fare spazio all’acciaio è tornato infine al legno, adottando le famose botti di Stockinger. L’aspetto enologico era caro a Bernhard ma ciò che avrebbe fatto la differenza al Weingut Ott, secondo lui, era la conduzione dei vigneti. Nel 2004 inizia ad usare come concime il letame proveniente da alcune vacche libere di pascolare in un’allevamento biologico. Non pago, nel 2006 intraprende un viaggio nella leggendaria proprietà biodinamica Domaine La Romanée Conti, a Vosne, ed è proprio grazie ad Aubert del Villaine che egli si convince a convertire il Weingut Ott alla biodinamica, così nel 2007 insieme ad un gruppo di produttori affini viene costituita “Respekt” un’associazione di tutela e certificazione biodinamica. Lo stile di Bernhard è connotato dalla vendemmia a piena maturità - che grazie all’agricoltura biodinamica non conduce mai ad un eccesso di ricchezza di zuccheri nell’acino - e all’utilizzo del grappolo intero. Dopo la raccolta manuale e una selezione rigorosa, l’uva viene pressata e lasciata a contatto con le bucce direttamente in pressa, successivamente il mosto viene travasato in acciaio inox o botti di Stockinger dove fermenta grazie ai lieviti indigeni senza controllo della temperatura. I solfiti vengono usati in quantità minime, grazie alla temperatura della cantina e all’equilibrio delle uve, i vini spesso non sviluppano la fermentazione malolattica.


Austria, Niederösterreich, Wagram 75€



Rudi Pichler - Riesling Terrassen Smaragd 2019


Con la cantina Rudi Pichler Riesling Terrassen Emerald arriva un vino bianco di prima classe nel bicchiere di vino. Presenta un meraviglioso colore giallo paglierino brillante. Quando si gira il calice di vino, si percepisce un equilibrio di prima classe con questo vino bianco, perché non è né acquoso né sciropposo o liquoroso sulle pareti del calice. Il bouquet di questo vino bianco della Bassa Austria si delizia con aromi di pompelmo, arancia, citronella e pompelmo. Se continuiamo a percepirne l'aroma, si aggiungono roccia riscaldata dal sole e terreno forestale.


Questo vino colpisce per il suo gusto elegantemente asciutto. È stato imbottigliato con pochissimo zucchero residuo. Si tratta di un vero vino di qualità che si distingue nettamente da qualità più semplici e quindi questo austriaco incanta naturalmente con il miglior equilibrio in ogni secchezza. L'aroma non ha necessariamente bisogno di zucchero residuo. Al palato, la consistenza di questo vino bianco equilibrato è meravigliosamente croccante e vellutato. Nel finale, questo vino bianco della regione vinicola della Bassa Austria ispira finalmente con bella lunghezza. Di nuovo sentori di arancia e pompelmo..



Austria, Wachau 75€


Altri paesi


Vinogradi Fon - Vitovska 2019


Potrei raccontarvi di un Carso di rocce, foibe, guerre e poeti.

Vi racconto invece di un posto che mi è rimasto nel cuore per la bellezza dei paesaggi e la serenità della gente, di luoghi incontaminati, di persone silenziose ma attive, laboriose ma calme. Della vegetazione bassa e arroccata in perenne lotta per trovare un pezzo di terra. Di ortaggi che sanno di ortaggi e di miele che poi ci pensi ogni giorno. Di salumi che oscurano la nostra tradizione emiliana. Di Marko Fon scalzo che per prima cosa mi porta a cercare un cervo nel bosco e proprio non gli passa nemmeno per la testa di farmi sentire il vino perchè “tu prima devi capire Carso, altrimenti non ha senso”.


Della migliore merenda della mia vita, per ora e per sempre, a casa di Marko Tavcar autentico artista nel portare la natura nel piatto. Di una notte intera passata a mangiare e bere da Hisa Franko, posto del cuore, dove se vuoi puoi prendere l’acqua dal torrente. Delle grotte di Skocjan. fatte in bermuda e scarpe rotte al fianco di attrezzatissimi alpinisti e speleologi, però loro non avevano nella borsa il vino e il formaggio, io sì. Del trenino di Opicina che mi ha trasportato dal passato alla splendida Trieste in pochi minuti.


Di persone stanche ma felici. Vive e per questo felici. Questo è il Carso, quello che mi ha fatto vivere Marko Fon.


E’ Carso Therapy.


Marko Fon

Spiegare la vita e la passione di Marko Fon non è possibile. Dopo averlo conosciuto ti rendi conto che le cose che dice non sono riportabili perchè perderebbero una buona parte del loro significato lontane dal Carso, dalla sua famiglia, dalla poltrona sotto il pergolato. Frasi talmente belle da rimanere segrete e da ripensare in segreto.


La cantina è nel cortile di casa, la porta è piena di pensieri scritti col gesso: “Questa è la mia bacheca twitter” dice Marko “a volte cancello e riscrivo un altro tweet”.


E allora si parte in giro per il Carso, lui scalzo, in un viaggio fra rocce, boschi, doline, orti e incredibili salumi. Poi ti fermi a spezzare le rocce e le annusi. Poi le vigne. Molto ma molto dopo i vini, il sogno continua.


Marko conduce 4 ha di vigne dislocate in 16 diversi appezzamenti e 6 diversi paesi. I terreni sono di 4 macrotipologie a terra rossa che si differenziano per profondità e densità. Ospitano Terrano (terreni più profondi), Malvazjia Istriana e Vitovska (terreni più rocciosi, “e dove muore una pianta di Malvazjia se ne pianta una di Vitovska”). Le densità vanno dai 3000 ai 6000 ceppi\ha e l’età dai 20 ai 100 anni. I sistemi di allevamento sono 5 fra cui la pergola carsica e ogni pianta viene curata in modo diverso in base alle caratteristiche del terreno che cambia di metro in metro, al fine di raggiungere il proprio equilibrio.


I vini sono il Carso, di luce e di vento, di pietre spezzate. Marko raccoglie pianta per pianta, grappolo per grappolo in base alla maturazione. La vendemmia del 2016 è durata un mese e tre giorni. Le macerazioni sono brevi e durano al massimo 24\36 ore. Degustare, bere questi vini è libertà e speranza, perchè altrimenti non sarebbero mai nati. Sono pieni di contraddizioni, sono potenti ma eleganti, a volte grassi ma digeribili, dalle tessitura dolce ma rocciosa e salata, sono lunghi e “macchiano il fiato”. La deglutizione è spontanea..


Slovenia, Carso, Ljubljana 65€



Piquentum Malvazjia Itarska - Bijelo Vino – Berba 2020


Torno Dimitri Brečević nasce in Francia, nello Jurançon, da padre istriano e madre francese. La sua formazione enologica avviene a Bordeaux, e una volta terminati gli studi lavora in alcune aziende vinicole in Francia ed in Nuova Zelanda.


Nel 2006 torna in Istria e fonda la sua cantina a Buzet, dove rileva e riadatta una ex cisterna per l'acqua scavata nella roccia dal Genio Militare italiano nel 1934, quando queste zone erano ancora annesse all'Italia. Il nome che sceglie per la sua azienda, Piquentum, è l'antico nome latino di Buzet.

Dimitri ha deciso di produrre i propri vini esclusivamente dalle uve autoctone locali: Teran, Refošk e Malvazija Istarska. In vigna si utilizzano soltanto zolfo e rame, e quest'ultimo in percentuali sempre più basse, cercando di ottenere rese non superiori a un kg per pianta.


Le viti sono messe in condizione di stress e competizione (una pianta per metro quadro) in modo che possano sviluppare il più possibile l'apparato radicale, spingendosi in profondità nel sottosuolo ricco di ferro e Flysch, un complesso sedimentario costituito da strati di arenaria, marna e calcare pelagico tipico di queste zone.


Il clima in Istria è fortemente condizionato dalla Bora, il vento freddo che arriva da nord, ed già a settembre le notti possono essere parecchio fredde, permettendo così all'uva di mantenere una buona acidità nonostante le giornate siano particolarmente calde e secche.


Subito dopo la vendemmia, manuale e molto selettiva, le uve vengono sottoposte ad una pressatura lenta in vasche di acciaio senza temperatura controllata.


All'interno della cantina la temperatura si mantiene costante intorno agli 11° C durante tutto l'anno, condizione ideale per l'affinamento ma che può costituire un problema quando si tratta di far partire le fermentazioni utilizzando esclusivamente i lieviti indigeni. Per questo motivo, Dimitri utilizza dei grandi ventilatori che durante il giorno convogliano in cantina l'aria calda dell'esterno, riuscendo ad alzare la temperatura di quei 4-5 gradi che consentono alla fermentazione di innescarsi per poi proseguire molto lentamente.


Il vino si affina poi in acciaio o botti esauste per poi venire imbottigliato non filtrato e con una aggiunta minima di anidride solforosa e riposare in bottiglia per almeno un altro anno.



Croatia 50€



Vinogradi Fon - Malvazija istriana 2018


Torno -virtualmente- nel mio amato Carso a degustare la Malvasia Istriana di Marko Fon, proveniente da un vigneto di 64 anni. Qui si fa un lavoro serio e faticoso, dove la metà delle uve viene mangiata dagli animali selvatici (“ma quelle che mi hanno lasciato, dice Marko, sono grandi uve, cos’altro posso chiedere?”), dove la diraspatura è manuale, si fa uso di lieviti indigeni, una breve macerazione e nessuna filtrazione. Il risultato, lo dico subito, è un vino strepitoso. Limpido nonostante non sia filtrato, dorato e luminoso, sprigiona un’aromaticità deliziosa, intensa ma che non stanca, fine, elegante;fiori di gelsomino e albicocca candita si sposano perfettamente in un bouquet equilibrato. Gran equilibrio anche al palato, dove sapidità, grande freschezza e mineralità compongono un sorso elegante, avvolgente. Gusto pieno e grande persistenza. Una Malvasia coi fiocchi.


Slovenia, Carso, Ljubljana 65€



Artemis Karamolegos - Santorini 2019 (Assyrtiko 90%, Athiri 10%)


Based upon the solid foundations of granddad Artemis’s winemaking tradition since 1952, the winery made a dynamic entry in contemporary winemaking in 2004, when grandson Artemis Karamolegos invested in the production facility and the privately owned vineyards, producing wine of protected designation of origin (PDO) for the first time. Almost 15 years later, our wines keep earning prizes at international and domestic competitions while our export activities continue to grow on a yearly basis: we are currently the third largest winery of Santorini in terms of production volume. Artemis Karamolegos Winery combines a great respect for Santorini’s winemaking traditions with a modern outlook and constant investment in our vineyards and in wine making equipment. This has made us one of the most dynamic and fastest-growing wineries in Santorini. It has won many prestigious awards in both domestic and international competitions. One of the most significant is the Judges’ Selection award for our Santorini 2016 as best Greek white wine in the TEXSOM IWA 2017 competition: It is the most important wine competition in the USA and one of the most important in the world! The winery participates in major international exhibitions such as ProWein, distributes its wines all over Greece through Vinalia and also exports to major overseas markets such as the US, Canada, Germany, Belgium, Cyprus, Japan, Denmark, the Nederlands. Artemis Karamolegos Winery traces its roots back to 1952. It is inextricably linked to Santorini’s volcanic vineyards and winemaking tradition. It manages its own private vineyards and also cooperating producers’ vineyards in Kamari, Messaria, Exo Gonia, Pyrgos, Megalochori and Akrotiri, and also buys grapes from local producers.


Guests can visit the Winery and observe the entire winemaking process including the tanks, the fermentation barrels, the impressive aging cellars and the traditional presses.


Wine tasting is held in the courtyard, with a specialized enologist who introduces each wine and informs visitors about the winemaking process and the technical characteristics.


Grecia, Santorini 80€



Artemis Karamolegos - Santorini 2018 “Pyritis” (Assyrtiko)


Source of grapes: Pyritis is made from extraordinary three parcels of 100% Assyrtiko that can be more of 120 years of age, two in Pyrgos and one in Megalochori. These are two villages that are highly regarded for producing top quality grapes.


Winemaking: Classic white vinification under controlled temperature using only neutral yeasts in order to maintain the varietal character. We take care to vinify these parcels as naturally as possible letting them speak for themselves. When the fermentation ends the blend matures on total lees for 10 months with regular lees stirring. Description: Pure nose, full of minerality and flint which is a typical hint of Santorini’s Assyrtiko. Notes of matured stone-fruits and tart of citrus fruits. The palate shows considerable depth and genuine concentration, rich and dense with finesse and well balanced acidity. Long aftertaste with saltiness and minerality.



Grecia, Santorini 120€



Vini rosati


Tenute San Francesco - Costa d’Amalfi Tramonti rosato 2020 (tintore 90%, aglianico 10%, piedirosso 10%)



A Tramonti nel 2004, nel cuore verde della Costa D’Amalfi, i quattro soci fondatori: Gaetano e Generoso Bove, Vincenzo D’Avino e Luigi Giordano danno vita alle cantine “Tenuta San Francesco” per valorizzare la lunga storia vitivinicola del territorio e delle loro famiglie d’origine.

La cantina, è collocata in una masseria storica del ‘700, e si avvale della consulenza del famoso enologo irpino Carmine Valentino. Otto dei quattordici ettari della Tenuta, sono rappresentati da vigneti secolari prefillossera delle cultivar di tintore, aglianico e piedirosso per la produzione del Tramonti rosso riserva “4 Spine” e del Tintore prefillossera “E’ ISS”. Quattro ettari e mezzo, compreso il Cru della “Vigna dei Preti“ sono coltivati a falanghina, biancolella, biancazita, biancatenera, pepella e ginestra per la produzione del Tramonti bianco e del Tramonti bianco riserva “PerEva”. Altri due ettari sono stati reimpiantati di recente per la rinascita di uno storico vigneto a 600 metri sul livello del mare a Chiunzi, e per la rinascita delle storica e magica “Vigna del Campo” attigua all’antico Conservatorio di Santa Teresa a Pucara, in un podere abbandonato da oltre un ventennio, invaso da rovi, arbusti e rifiuti, e che rappresenta la vigna più vasta della Costiera. Tutti i vigneti, ad alta densità d’impianto, sono situati tra i 200 e i 600 metri sul livello del mare, su terreni terrazzati in forte pendenza. Il sistema di allevamento è a tendone nelle vecchie vigne e a guyot nelle altre. La produzione si aggira dai 70 ai 90 quintali per ettaro. Particolare attenzione si presta alla conservazione e tutela dell’ambiente, aderendo ai piani Regionali per la riduzione dei fitofarmaci; e si utilizzano tecniche antiche e naturali. La nostra è una viticoltura biologica non certificata. Questa filosofia “green” e la salvaguardia e rivalorizzazione dei vitigni autoctoni, come il Tintore, ha fatto sì che, per cinque anni, l’azienda è stata insignita della chiocciola “Slow Wine” di Slow Food, esempio etico nel recupero e nell’ulteriore valorizzazione del territorio.

Zona di produzione: Tramonti. Clima: fresco, con forti escursioni termiche. Altitudine: 300 – 600 m s.l.m. Terreno: calcareo-dolomitico. Esposizione: sud-est su terreni terrazzati in forte pendenza. Sistema di allevamento: pergola tradizionale, spalliera. Epoca raccolta uve: seconda decade di ottobre. Vinificazione: acciaio. Affinamento: 6 – 8 mesi in acciaio; 1 – 2 mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Caratteristiche organolettiche: color petalo di rosa. Al naso si presenta fruttato, floreale, vegetale con note di piccoli frutti rossi, agrumi e spezie. Al gusto è fine, delicato, fresco, con toni minerali e salini. La freschezza è trascinante e ben gestita dall’elegante morbidezza e la gradevole acidità che ne prolunga la persistenza..


Campania, Tramonti 45€



Emiliano Falsini - Etna Rosato DOC Feudo Pignatone “Sciarrò” 2020


Emiliano Falsini da enologo di molte realtà vitivinicole italiane, diventa vignaiolo ed imprenditore sull’Etna in Sicilia e prossimamente anche a Bolgheri in Toscana. Falsini originario di Limite sull’Arno, in provincia di Firenze, è oggi consulente di molte aziende italiane. Piaggia, Chiappini e Tommasi in Toscana, Tabarrini in Umbria, Fenocchio in Piemonte e Graci, Enza La Fauci, Girolamo Russo e Paolo Calì in Sicilia, solo per citarne alcune. L'enologo ha recentemente fatto il passo per diventare imprenditore, acquistando un piccolo vigneto di 1,2 ettari vitati in contrada Pignatone a Randazzo, in provincia di Catania sul versante nord dell’Etna. Un vigneto di Nerello Mascalese da vigne tra i 15 e i 50 anni d’età. “L’Etna - racconta Falsini - è una zona di indubbio fascino e dove si producono grandi vini. 


Ma l’idea di avere un mio piccolo vigneto qui, è nata dal mio particolare legame con questa zona, dove sono cresciuto professionalmente e non solo. E poi amo i vini del Vulcano. Ho intenzione di produrre un Nerello Mascalese, e contestualmente sto sviluppando un piccolo progetto anche a Bolgheri, altra zona importante per la mia crescita come enologo. Farò un mio vino anche lì”. Falsini non è il primo enologo toscano ad investire in proprio sull’Etna. Da qualche anno lo ha fatto anche un collega di fama come Carlo Ferrini assieme alla figlia Bianca.



Sicilia, Randazzo 45€



Pinoi 2018, Valdisole - GIUSEPPE AMATO E KYRIAKI KALIMERI – Triple “A”


Valdisole nasce all'inizio del 2015 sulle colline del Roero -dichiarate dall'Unesco, insieme alle vicine e ben più blasonate Langhe, Patrimonio Mondiale dell'Umanità -in un piccolo paese di nome Corneliano d'Alba, in provincia di Cuneo. Le vigne si trovano quasi tutte nelle zone della denominazione Roero e in buona parte in Valdistefano, una delle menzioni geografiche aggiuntive attribuite di recente al comprensorio viticolo roerino sul modello langarolo.


La filosofia di Valdisole si può riassumere in poche parole: un blend di passione per il vino e di grande curiosità. La voglia di scoprire e sperimentare porta Giuseppe e Kyriaki a intraprendere continui studi e viaggi, sempre con sfondo la produzione enoica (naturale, ça va sans dire) internazionale. Da ogni viaggio si portano così a casa metodi di vinificazione di altre zone del mondo ed è per questo che questi vini non possono essere definiti "tradizionali". Un principio rimane invariabile: l'unico ingrediente nell'elaborazione dei vini è, e rimane, esclusivamente l'uva.


Valdisole segue in vigna pratiche totalmente naturali senza utilizzo di prodotti chimici di sintesi: al rame ad esempio si privilegiano elementi come la propoli e le alghe marine; mentre lo zolfo è di origine minerale (e non ottenuto dal petrolio). Conseguentemente in cantina le fermentazioni sono spontanee e non si fa utilizzo di alcun tipo di forzatura enologica con dosi di solforosa molto basse (intorno ai 25-30 mg/lt) se non assenti.


Il Pnoi di Valdisole è un vino rosato che riprende l’antica tecnica ottocentesca di vinificazione in rosa del nebbiolo in Piemonte. Sottile ma profondo con note ossido-evolutive e un minimo residuo zuccherino a dare complessità a un vino speciale, estremamente originale e cerebrale che si pone al limite di ciò che avete bevuto sinora.


Quando avete voglia di mettervi alla prova, di capire a che punto siete nella comprensione del vino naturale. O lo amerete alla follia o lo detesterete. Il Pnoi non ha vie di mezzo. Tanto buono con cibi semplici come fichi e prosciutto o con una bella pizza artigianale gourmet (con impasto a lievitazione naturale) quanto con un piatto signature di un grande chef.



Piemonte, Corneliano d’Alba 45€


Vini rossi








Patrick Lambert - Chinon “Les Deuzelles” 2020 (cabernet franc)


The small village of Cravant les Coteaux, located about 10 kilometers East of Chinon, could be said to be home to the Cru vineyards of the appellation. There, alongside the more famous names in Chinon (Baudry, Pallus, Alliet), Patrick Lambert is growing some of the region’s most traditional, complex, and enjoyable wines from just 6.34 ha of organically worked vines.


Patrick took over the estate, which originally belonged to his grandfather, in 1990 and began the process of reducing yields and converting to organic farming. In 2005 he made the decision to reduce the size of the estate down to only the best terroirs to increase quality and allow him to focus on making the kind of wine he wants to. As of 2014 the estate is certified organic by ECOCERT.


The vines, which are 19 – 60 years old, are planted to a combination of sand, clay, and gravel over a substrate of limestone. Patrick plows between th vines and also allows some natural grasses to grow for competition, which keeps the yields low. At harvest, everything is picked by hand and fermentation is done with natural yeast in the tank. Depending on the cuvée the wine is then moved to very old oak and chestnut barrels for up to 18 months


Patrick’s cellar is perhaps the most magical place at the estate. Dug directly into the limestone bedrock below the vines, the cellar is a cold, dark, and peaceful cave. It’s the ideal atmosphere for aging these elegant, precise and juicy wines. Mold grows to think on the walls, insulating the wines from the intrusions of the outside world. The cellar also houses a collection of older vintages, which if you’re lucky, Patrick will begin happily popping open for you. Vintages going back to 1979 are still alive and well, displaying the ability of Patrick’s wines to age for decades.


Francia, Loira, Touraine 55€



Chateau Thivin - Côte de Brouilly “Reverdon” 2020 (gamay)


Se un giorno avessi l’occasione di stilare una graduatoria dei produttori che a mio avviso sappiano conciliare in maniera impeccabile, nei loro vini, la finezza con la facilità di beva (e la gastronomicità, terzo elemento per me irrinunciabile), una delle posizioni di vertice sarebbe certamente occupata da Château Thivin.


La sede è a Odenas, al numero 630 della stradicciola che conduce sul Mont Brouilly, nel Beaujolais. Da sei generazioni, a fare vino in questo luogo silente e verdissimo di vigne è la famiglia Geoffray. Da quando, cioè, Zaccharie Geoffray e la moglie Marguerite Bernard acquistarono all’asta Château Thivin, una dimora d’origine trecentesca, e i due ettari di vigne che portavano il nome di le Clos de Brouilly. Era l’8 giugno del 1877, anno di gelate e di fillossera.


Ebbene, le bottiglie di Château Thivin sono la dimostrazione più efficace e completa di come i cru del Beaujolais (o almeno alcuni) possiedano un’indole perfettamente borgognona (del resto, qui siamo immediatamente a sud della Bourgogne propriamente detta, e queste terre ne sono una sorta di prolungamento), pur coltivandosi la varietà del gamay invece che il pinot noir.


Francia, Borgogna, Odenas 60€



Albert Boxler - Alsace Pinot Noir 2017


Le radici del vigneto Albert Boxler risalgono al 1673. Questa tenuta di famiglia è ora gestita da Jean Boxler (nipote di Albert) e sua moglie Sylvie. Si trova a NIEDERMORSCHWIHR, tra KALTZENTHAL e TURCKHEIM, un villaggio racchiuso in una cornice di capezzoli, molto vicino a COLMAR. 

L'intero vigneto è piantato a terrazzamenti su pendii molto ripidi, rendendo molto difficile il lavoro manuale in vigna. 

Si estende per circa 13 ettari, con una produzione media di 65.000 bottiglie negli anni. Il vigneto è piantato a Riesling (40%), Pinot Gris (20%), Gewurztraminer (20%) e il resto in vari vitigni alsaziani. La casa dispone di 4 ettari dei 28 ettari del grand cru Sommerberg e di 2 ettari di appezzamenti del grand cru Brand, alcuni dei quali hanno più di 65 anni.



Francia, Alsazia 60€



Adonis - Pineau D'Aunis  - R. Guettier


Pineau d'Aunis in purezza. Naso di rosa, chinotto e terra. Si rivela elegante e diretto, fresco e verticale, immediato e lungo. Macerazione con i raspi in tino aperto per una quindicina di giorni. Svinato e affinato un anno in vecchie barriques da 228 litri. Travasato e imbottigliato. Zero solfiti aggiunti.


Vigne secolari e nuovi vigneti per selezione massale. Chenin e Pineau D'Aunis in chiave autentica e libera, vinificazione a zero interventi con lunghi affinamenti in legno vecchio. Ossidazioni, Botriti, spumantizzazioni ancestrali. Tutto è magia quando si parte da una grande uva di un grande territorio.


Renaud Guettier è un giovane vigneron della Loira, che ha rimesso in produzione vecchie vigne di Chenin, di Groleau, di Gamay e di Pineau d'Aunis.


Il territorio di Bueil en Touraine è da secoli legato alla coltivazione della vigna, su suoli d'argilla misti a sassi a base silicea, sopra la roccia madre costituita da calcare. La configurazione tipica di questa zona è la collina con pendenze lieve sulla quale sono coltivati i vigneti e sotto la quale sono scavate le cantine, veri e propri cuniculi creati a colpi di piccone (ancor'oggi) nella roccia calcarea.


Francia, Loira 80€



Franz Haas, Pinot Nero 2019


Da sempre lavoriamo per esprimere al meglio la qualità dei vini che produciamo. La cantina nasce nel 1880 e viene tramandata da sette generazioni al primogenito di famiglia, che ha l’onore e la responsabilità di portare sempre lo stesso nome, Franz.


Franz Haas non è solo una cantina, non è solo un marchio. Franz Haas è un uomo, una famiglia che da sette generazioni produce vino, che da sette generazioni mette nel vino la sua filosofia di vita: la continua instancabile ricerca della perfezione. Ciascun Franz Haas con il suo tocco e il suo stile.

Per ottenere vini superbi – secondo i Franz Haas – servono sì scienza e calcolo, ma sono l’amore, la passione e la determinazione che ne conferiscono carattere e profondità.

Ci vuole arte, quella che hai nel sangue, un amorevole genio creativo come quello di Franz Haas VII che oggi guida la cantina assieme al suo team.


Suo padre, Franz Haas VI, a soli 17 anni, con la stessa caparbietà, che contraddistinguerà poi il figlio, dovette intentare un processo contro lo zio, che si era dimostrato avido e arrogante, per salvaguardare i diritti dell’eredità del padre, Franz Haas V, e garantire così la continuità della storia di famiglia. Costruì la cantina – che ancora oggi possiamo visitare -facendola passare per una stalla, per difenderla dalle mire dello zio. Grazie al sostegno di un amico mediatore di vino iniziò poi questa avventura, producendo, vinificando e vendendo il vino sfuso a vari produttori altoatesini.


Fino al 1986 rimase alle redini dell’azienda scontrandosi non poco con il figlio. Il primo, più razionale, l’uomo dei numeri, dei calcoli, delle previsioni, il secondo, più sensitivo e umano come si autodefinisce.


Ha scoperto come le alte quote donano alle uve caratteristiche uniche ed è alla continua ricerca di quel vino perfetto che pretende da se stesso e che non è ancora riuscito a produrre. “Ma sono speranzoso; il mio medico mi ha detto che vivrò ben oltre i 100 anni, quindi ho ancora un po’ di prove da poter fare!”.


Al suo fianco, Maria Luisa, il tocco inconfondibile del calore delle relazioni umane, del senso dell’estetica e del bello di Franz Haas. Segue da sempre anche la rete agenti creata al suo arrivo in azienda, nel 1990 erano pochi i produttori altoatesini presenti sul mercato italiano, a quel tempo erano tutti più direzionati verso il mercato tedesco. Ma la sua italianità, portó l’azienda in questa direzione cogliendone poi i vantaggi più avanti.


E i figli. Franz Haas VIII e Sofia. Il futuro.


 …riposa in pace amico mio


Italia, Montagna 45€



Les Deuzelles – Chinon 2020


L’incontro con i vini dello Jura non è tra i più semplici, ma proprio per questo è uno di quelli che non si scordano facilmente. Un territorio dalla mirabile biodiversità morfologica dei suoli e stilisticamente unico è tornato a fare tendenza nel mondo del vino, specialmente in quello del naturale. Il tutto grazie a una nuova generazione di vignaioli che trae ispirazione dai grandi maestri della scuola jurassien.


UN CONCENTRATO DI TERROIRS:


Situato all’interno della regione della Franche-Comté, lo Jura è una delle regioni vitivinicole di Francia più piccole a livello di estensione di ettari vitati. Al contempo però si tratta di uno dei territori dal patrimonio più complesso e variegato per quanto riguarda la composizione geologica di suoli e sottosuoli, lo stile dei vini prodotti e la morfologia paesaggistica.

Immerso tra prati, boschi e fiumi, lo Jura è una lingua di terra situata ad est della Borgogna e a pochi chilometri dal confine con la Svizzera che si estende tra i comuni di Salin-les-Bains a nord e Saint Amour a sud. L’assenza di grandi centri abitati e un paesaggio caratterizzato dall’alternarsi di pianure, altipiani e montagne fa sì che lo Jura viva ancora in una dimensione di stampo rurale.

Se la diffusione della viticoltura in quest’area è da imputarsi ai Romani, altrettanto importante per il suo sviluppo furono i monaci, specialmente quelli dell’abbazia benedettina di Château-Chalon, che per tutto il medioevo protessero e portarono avanti la coltura della vita e il savoir-faire della produzione. Il vino dello Jura, benché fosse disponibile in quantità limitate, conquistò presto gran parte del pubblico francese. Poi la Seconda Guerra Mondiale determinò un cambio di marcia con una drastica diminuzione della superfice destinata alla viticoltura, che passò da oltre dodicimila a poco più degli attuali duemila ettari.

Le ragioni del grande successo vitivinicolo di questo territorio sono da ricercarsi prima di tutto sotto terra. Infatti è proprio la composizione geologica a rappresentare il grande patrimonio dello Jura, divisibile in tre distinte macroaree.

L’area settentrionale, che si sviluppa attorno al comune di Arbois, è caratterizzata da marne e argille pesanti di non facile lavorazione dove i vitigni a bacca bianca hanno la meglio. La zona centrale è quella più estesa e disomogenea: dalla successione di marne grigie, blu e nere della zona di Arlay e l’Étoile si passa ai terreni d’elezione di Château-Chalon ricchi di silice e argille. L’area meridionale è invece caratterizzata da terreni rocciosi e caldi particolarmente vocati e di più facile coltivazione, grazie alla presenza di calcare misto a marne ed argille, dove trovano maggior spazio i vitigni a bacca nera.

I vitigni coltivati si limitano a cinque principali varietà: pinot noir e chardonnay, importati dalla vicina borgogna, i due autoctoni a bacca nera poulsard, tipicamente riconoscibile per i suoi tratti fumé, e trousseau, più potente e dalle distintive sfumature pepate e speziate, e infine il savagnin, fiore all’occhiello della regione e varietà bianca autoctona imparentata col traminer, dal quale si ottengono i Vin Jaune, i vini ossidativi identificativi dello stile jurassien. Non a caso savagnin e chardonnay rappresentano insieme il 70% della superfice vitata, seguite a stretto giro dal poulsard.

Dal punto di vista climatico, di certo lo Jura non è tra le regioni più fortunate di Francia, ma forse proprio dai vincoli imposti dal clima prendono ispirazione le tipologie di vino che rendono lo Jura un territorio vitivinicolo unico nel loro genere. Il clima di natura semicontinentale è fortemente influenzato dalla presenza delle montagne, che sebbene contribuiscano a una positiva escursione termica stagionale, portano precipitazioni importanti e basse temperature. I vigneti spesso si trovano su pendenze importanti che raggiungono anche punte del 60% per sfruttare al massimo l’esposizione all’insolazione diurna.


La regione comprende solamente 6 AOC, tre delle quali si estendono per l’intera regione. Tra queste l’AOC Crémant du Jura, riservata alla produzione spumantistica principalmente a base chardonnay, l’AOC Macvin du Jura, un vino liquoroso ottenuto tramite il blocco della fermentazione con l’aggiunta del distillato di vinacce locale (Marc du Jura) e infine l’AOC Cotes du Jura, nella quale rientrano tutte le tipologie di vino, comprese le due eccellenze jurassien, i Vin de Paille e i Vin Jaune.


Val de Loire 50€



Bourgogne Cote D’Or Pinot Noir 2019, Pierre Morey Triple “A”


Pierre Morey è considerato il guru della Borgogna. La fama che si è costruito è anche data dal bagaglio di conoscenze che si porta dietro grazie alle diverse generazioni di vignaioli in famiglia che lo precedono, che dal 1793 risiedono a Meursault. Nel1935, il padre di Pierre, Auguste Morey, divenne mezzadro per il Domaine Des Comte Lafon, produttore leggendario nella zona. All'epoca, dopo la crisi economica del 1929, la situazione dell'industria del vino era al suo minimo storico e i proprietari di vigneti avevano molte difficoltà a mantenere attive le proprie attività. Fu alla fine del 1971 che Pierre stabilì l’attuale Domaine, ma prima di quel periodo, tutti i vini prodotti dalla sua famiglia venivano venduti sotto l'etichetta Auguste Morey-Genelot. 


Oggi, insieme alla figlia Anne, sono proprietari di nove ettari di vigne disposte sui comuni di Monthelie, Pommard, Puligny-Montrachet e Meursault.In biodinamica dal 1997, ha iniziato nel 1991 a ritornare ad una coltivazione e vinificazione naturale dopo aver visto lo sviluppo di nuove malattie nei vigneti e la scomparsa delle lumache (le famose “escargots bourguignons”) negli stessi.Dal 1992 la famiglia Morey possiede anche una società come négociant, denominata Morey-Blanc, attraverso la quale acquistano uve da terze parti, occupandosi della vinificazione, imbottigliamento e commercializzazione.


Produce vini di finezza e complessità esprimendo l’unicità dei grandi terroir che hanno reso famosa la Bourgogne in tutto il mondo: tra i migliori vini prodotti si ricordano il “Volnay Santenots 1er Cru”, il “Meursault Blanc Les Tessons” e il grandissimo Meursault Blanc Perrieres 1er Cru, tutti vini portatori di una grande eredità storica e di tradizioni.


Il Bourgogne Pinot Noir del Domaine Pierre Morey è un vino rosso d’ingresso per entrare nel mondo delle vigne del Borgogna rosso, ma pur sempre conservando una certa austerità, in perfetto stile con l’impronta del Domaine.


Se volete cominciare a capire cosa significa pinot nero in Borgogna, è giusto iniziare da qui. Una bella espressione del rosso più noto di Francia, da bere a pranzo senza farsi troppe aspettative, con un futuro possibile compagno di bevute stellari.


Meursault, Cote D’Or 50€



Il Randagio 2020, ideato dalla Famiglia Egger & Sean, Tenuta Carleone, Chianti




Il Randagio 2019 della Tenuta Carleone di Castiglioni è l’ennesimo colpo di scena di Sean O’Callaghan. Il Randagio è un 50% Cabernet Franc e 50% Merlot vinificato in “Guercio style”: uve pressate delicatamente con i piedi e  lunghissima macerazione per circa 18 mesi in acciaio e cemento.


Tutta fantasia e beva, per quello che viene affettuosamente chiamato “Il Guercino”.


La Tenuta di Carlone è situata su un soleggiato e dolce pendio di Radda in Chianti. La tenuta si estende su 100 ettari di terreno fra boschi, oliveti, e 20 ettari di vigneti di Sangiovese, alcuni con più di 60 anni di età. La vinificazione è tradizionale e artigianale, con lunghe macerazioni, fermentazioni con lieviti indigeni e l’utilizzo di grappoli interi in tini di cemento e rovere, vecchi e nuovi.


Le persone dietro questa tenuta sono l‘imprenditore austriaco Karl Egger e il suo amico Sean O’Callaghan, alias Il Guercio. Viene adottato un approccio di vinificazione non interventista, senza lieviti commerciali e senza agenti chiarificanti. Nei vigneti vengono utilizzati principi sia biologici che biodinamici.



Chianti 50€



Pinot Noir Belle Pente 2018



Il Pinot Noir della cantina statunitense Belle Pente è un'etichetta fresca e matura perfetta per conquistare i propri ospiti con un rosso dell'Oregon. Le uve utilizzate vengono attentamente selezionate manualmente mentre l'affinamento procede in botti di legno per 18 mesi. Il colore rosso rubino tenue veste il calice di un manto delicato mentre il naso viene inebriato da aromi di frutta a polpa rossa, fiori secchi e cenni speziati. Il sorso è fresco, elegante, maturo e dalla chiusura di ottima persistenza gustativa. Vino Biologico.


""Belle Pente"" - in italiano ""Bella Collina"" - è nata dall'incontro, nella Silicon Valley, tra un newyorkese (Brian) e una donna del Minnesota (Jill).


I due, stabilitisi inizialmente in California, dopo un serio terremoto, nel 1989, si trasferiscono in Oregon, dove tutt'ora vivono e lavorano, e fondano la loro azienda vitivinicola.

Sebbene entrambi siano pluripremiati produttori di birra, infatti, il loro grande sogno è, da sempre, quello di produrre vino di qualità e con ""Belle Pente"" lo hanno realizzato.


Il vigneto della Tenuta sorge nella zona di Yamhill-Carlton, a 500 piedi sul livello del mare, su dolci pendii rivolti a sud, sud-ovest e sud-est, che consentono alle viti di beneficiare della luce solare sia al mattino che al pomeriggio.


I terreni, poi, sono sedimentari e, dal 2000, si predilige la viticoltura biologica, mentre, dal 2005, sono state introdotte anche tecniche biodinamiche. Tra i vini prodotti dall'azienda, meritano, sicuramente, di esser citati lo Chardonnay in purezza e il Pinot Noir ""Estate Reserve"". Il primo, è piacevolmente ampio ed è segnato da sentori di agrumi e di frutti tropicali maturi; affinato in legno per un anno intero, è un vino carico di profumi, di chiara personalità e di temperamento deciso.





L'""Estate Reserve"", invece, nasce da uve pinot nero raccolte manualmente; affinato, per 18 mesi, in barriques di rovere francese e conservato, poi, per altri 18 mesi in bottiglia prima della commercializzazione, è un vino ricco di fascino, con un bel potenziale d'invecchiamento. In definitiva, ottime esposizioni, viticoltura biologica e biodinamica e manipolazioni minime anche in cantina, fanno di ""Belle Pente"" uno dei migliori interpreti della viticoltura dell'Oregon e degli Stati Uniti.


U.S.A, Oregon, Willamette Valley 90€



Pinot Noir Galgenberg Gruber Roschitz 2019



Il Pinot Nero "Galgenberg" è un'espressione tipicamente austriaca che prende vita sui terreni argillosi nei dintorni del villaggio di Roschitz, nel Weinviertel. 

L'olfatto è fine e delicato e propone note di frutti di bosco, bacche rosse e scure, viola ed erbe selvatiche. Freschezza e mineralità guidano un sorso molto raffinato e piacevolmente tannico. Vino Biologico.

Gruber Roschitz è un’antica cantina della Bassa Austria, posizionata nella parte occidentale della regione vinicola del Weinviertel. La tenuta è attiva dal lontano 1814 e a quei tempi, come tutte le realtà del periodo, il vino era venduto sfuso privatamente a locande e amici. Il successo sempre più crescente e l’alta richiesta hanno trasformato la cantina nel 1964 in una vera e propria realtà commerciale. 

Oggi alla guida della cantina troviamo i tre fratelli Gruber, Ewald, Maria e Christian, che hanno deciso di intraprendere una strada nuova, puntando sulla sostenibilità ambientale e sulla qualità dei prodotti, utilizzando in vigna metodi biologici nel pieno rispetto della natura. I tre ragazzi coprono tre ruoli diversi all’interno dell’azienda. Ewald è l’enologo, sperimentatore consapevole a cui non piace intervenire nei processi, Maria, invece, si occupa del marketing e del rapporto con clienti e con l’estero, infine Christian, l’uomo in vigna a stretto contatto con la natura, che segue la crescita delle uve. Come si evince ognuno contribuisce a rendere questa realtà qualitativamente unica.


I 150 vigneti si estendono intorno al villaggio di Roschitz per circa 80 ettari, dislocati tra 250-360 metri sopra il livello del mare. Il piccolo paesino si trova ai piedi del massiccio di Manhartsberg, sulle pendici orientali, dove le condizioni ambientali sono forse tra le migliori di tutta l’Austria per la coltivazione dell’uva.


I terreni sono poco profondi, aridi e principalmente rocciosi con presenza di granito, loess e substrato cristallino. Gli acini maturano lentamente, le rese sono basse, le piogge poco frequenti, le giornate calde e le notti molto fredde. Risultato: qualità garantita e successo assicurato. Le varietà coltivate appartengono alla lunga e secolare tradizione enologica dell’Austria: Riesling, primo fra tutti, poi Veltliner, Pinot Noir e in quantità sempre più inferiore Merlot, Muskateller, Chardonnay, Sauvignon, Zweigelt, Merlot e St. Laurent.

La produzione Roschitz propone rossi, bianchi, rosé e bollicine divisi in diverse linee: Vineyard designated, Roschitz, Classics, Sparkling, Extrem vineyard e Black vintage. Bottiglie da collezione, originali e divertenti, rese ancor più affascinanti dai bellissimi “mostriciattoli” disegnati su ogni singola etichetta. Le differenze tra microclima, vigneti e terroir rendono i vini Gruber Roschitz unici e tutti diversi fra loro. Si va dai fruttati ed eleganti ai corposi e profondi, tutti comunque marcati da quell’inconfondibile nota minerale tipica di questo prestigioso territorio.



Austria, Weinviertel 40€



Lambrusco di Grasparossa rifermentato in bottiglia 'Lambroosklyn' Koi



Il "Lambroosklyn" è un vino frizzante rosso a base di Lambrusco Grasparossa rifermentato in bottiglia della cantina bolognese Koi. Dal naso che ricorda frutta rossa matura e sentori erbacei. Carico e dal tannino pronunciato, è un'etichetta che rimane fresca, beverina e gastronomica, facile da abbinare a buoni salumi. Vino artigianale.


Il ‘Lambroosklyn’ di Koi rappresenta un Lambrusco di Grasparossa Rifermentato in Bottiglia perfetto per chi ricerca una bevuta tipica e accessibile. Questa realtà produttiva dell’Emilia, pur di recente fondazione, si è distinta fin da subito per la volontà di produrre vini territoriali attraverso un approccio agronomico ed enologico sostenibile. Il nome “Koi” deriva dal giapponese e significa “carpa”, animale che nella cultura nipponica simboleggia la perseveranza e l’anticonformismo, virtù che ben inquadrano lo spirito produttivo della cantina.



Il Koi Rifermentato in Bottiglia ‘Lambroosklyn’ Lambrusco di Grasparossa costituisce un’espressione in purezza dell’omonima varietà, coltivata con il sistema di allevamento Bellussi su terreni di medio impasto con prevalenza di argilla, da ceppi di 40-50 anni di età. 


A seguito della raccolta, i grappoli sono tutti diraspati e solo la metà pigiati, con il restante 50% ammostato integro. La fermentazione alcolica è operata dai soli lieviti indigeni senza controllo della temperatura, con 3 giorni di macerazione sulle bucce. Il liquido rimane quindi sulle fecce fini fino a primavera, quando viene addizionato di mosto e subito imbottigliato per la presa di spuma in accordo al Metodo Ancestrale


Dopo qualche mese di affinamento in bottiglia il vino è commercializzato senza subire sboccatura. Lungo l’intero processo di vinificazione non sono effettuate né chiarifiche né filtrazioni.


Il Lambrusco di Grasparossa Koi ‘Lambroosklyn’ Rifermentato in Bottiglia possiede una colorazione rosso granato con spuma rosacea fine e vivace. Il bagaglio olfattivo è descritto da aromi di frutta rossa matura, principalmente ciliegia e fragolina, uniti a sensazioni erbacee


Allegro e rotondo al palato, di agile freschezza e dal tannino pronunciato. Grazie alla sua naturale scorrevolezza.




EmiliaRomagna, Valsamoggia 25€




Munjebel Rosso Frank Cornelissen 2020



Il Munjebel Rosso è un'espressione corposa e tradizionale di vecchi alberelli etnei di Nerello Mascalese. Nasce in vasche di vetroresina, senza aggiunta di additivi e senza filtrazione. Intensi sentori minerali e fruttati si incrociano in un sorso lungo e complesso, di grande corpo e grande purezza. Vino fatto come una volta con metodi artigianali.


Il Munjebel Rosso di Cornelissen è una tra le espressioni più complesse e multiforme dei vini di Frank, fusione tra struttura imponente e profonda salinità. Innegabilmente ci troviamo nel gotha dei vini artigianali italiani con questa interpretazione, frutto di vecchie vigne ad alberello dislocate tra varie contrade locali


Il Munjebel Rosso proviene da un uvaggio di quest'ultime, a differenza dei monocru che vengono imbottigliati con la loro sigla di riferimento, e per questo non si può che ammirare il sapiente bilanciamento tra le varie componenti delle singole vigne: la potenza di Monte Colla, la finezza Borgognona di Chiusa Spagnolo, l'equilibrio del Cru Porcaria. 


Bere, emozionarsi e non tornare più indietro: un viaggio in cui Frank ci conduce con ogni sua creazione, scalando l'Etna e dominando il paesaggio dall'alto. Immaginifico.


Il Munjebel è ottenuto da uve di Nerello Mascalese in purezza, provenienti da vecchie viti ad alberello di oltre 60 anni di età dislocate tra le contrade di Chiusa Spagnolo, Monte Colla, Porcaria, Crasa, Piano Daini sul versante nord dell'Etna. 


Se in vigna, da sempre, non si utilizza alcuna sostanza chimica o di sintesi, e nessun tipo di trattamento, in cantina, dopo la vendemmia manuale e la selezione accurata dei grappoli, si prosegue con fermentazione alcolica spontanea in vasche di vetroresina, senza aggiunte di solforosa o filtrazione del liquido. Affina poi per 18 mesi in vasche neutre di vetroresina.


Il Cornelissen Munjebel ha colore rosso rubino carico e particolarmente vivace. Naso stratificato ed estremamente profondo, dove emergono gradualmente richiami alle more di rovo, alle spezie scure, alla macchia mediterranea ed alla scorza di agrume. La definizione "minerale", tanto abusata, assume connotazioni quasi tangibili durante l'olfazione del liquido. Sorso ricco e completo, che unisce possente struttura, finezza e apporto di sale e freschezza. Fuoriclasse dell’Etna.




Sicilia, Castiglione di Sicilia 80€



Mennabò' Podere Sottoilnoce



"Mennabò" è un vino frizzante rosso realizzato da Podere Sottilnoce, realtà artigianale guidata da Max Brondolo sui colli modenesi, che colpisce per la fragranza fruttata, per la schiettezza genuina e per una beva decisamente irresistibile e rinfrescante. 

Al naso è sottile e delicato, profuma di note di piccoli frutti rossi (fragolina e amarena), prugna succosa, sentori di viola e leggere sfumature di terra e lieviti. Il sorso è diretto e asciutto, dotato di una vibrante freschezza e una vivace bolla che lo rendono appagante e beverino. Vino artigianale.

L’etichetta “Mennabò” recita questa scritta: “venite a cercarmi sotto il noce della vigna vecchia. C’è sempre una bottiglia che attende di essere stappata”. Un pensiero semplice e genuino quello di Max Brondolo, titolare di Podere Sottoilnoce, che esprime tutta la convivialità e l'allegria dell’Emilia. Semplici e genuini sono anche i suoi vini e in particolare il Mennabò che vuole mostrare il profilo più vivace, leggero e fresco, lontano dai gusti concentrati e decisi dei frizzanti che impone il mercato.  Una sorta di provocazione voluta da Max che parte già dal titolo, che in dialetto milanese identifica l'abbozzo di impaginazione del giornale. Questo vino, infatti, è concepito così, come una nuova impaginazione dell'uva, una nuova visione leggera di qualcosa reso drasticamente pesante. Anche il disegno è esplicativo; da una parte la pesantezza del legno e dall'altra la leggerezza del volo degli uccelli. In più in questo rosso frizzante si aggiunge anche una tipica nota territoriale, rustica e schietta, che soltanto il vino fatto secondo antiche tradizioni può regalare. Infatti il credo della cantina si basa su un approccio biodinamico, volto a valorizzare la vitalità del suolo e l’espressività del frutto. Una filosofia libera, nel senso vero e proprio della parola, perché rifiuta l’utilizzo di prodotti chimici o tecniche invasive, portando nel calice la più pura essenza del territorio.




La vigna "Amalia" da cui si ricava il vino “Mennabò” ospita viti di 15 anni e si estende su 0.9 ettari vitati a 150 metri di altitudine sulle fertili e dolci colline circondate da boschi e prati verdi. Le rese sono tenute bassissime e la raccolta delle uve avviene manualmente, senza utilizzo di strumenti meccanici. Viene fermentato in cemento con lieviti indigeni e macera sulle bucce per 3 giorni, al fine di limitare l'astringente e tipica tannicità della varietà. 

Rifermenta poi in bottiglia secondo il metodo ancestrale, tramite l’aggiunta di mosto congelato della stessa annata. Non viene sboccato, né filtrato e imbottigliato con una minima dose di solforosa. Il Lambrusco “Mennabò” ricorda i vini frizzanti dell’Emilia fatti come una volta secondo le più artigianali tecniche ancestrali. 

Avvolto da una schiuma violacea e molto vivace, svela un manto rosso rubino opaco. Libera delicatamente fragranze di frutta rossa e scura (tra cui fragoline di bosco, amarene di Modena e prugna) arricchite da sensazioni floreali di viola e leggeri accenti di muschio e lieviti. Elegantemente scattante e agile al sorso, dove la freschezza è decisa e leggermente pungente, il tannino è ben amalgamato e la beva risulta particolarmente appagante e succosa.  




EmiliaRomagna, Modena 26€